Marisa Pireddu uccisa dal marito con 40 coltellate. Lui ai carabinieri: «Il Covid è un complotto del governo»

Emergono nuovi particolari sulla morte di Marisa Pireddu, la donna uccisa ieri dal marito Giovanni Murtas che ha poi tentato il suicidio: l’uomo ha massacrato la moglie con una quarantina di coltellate, usando un pugnale con una lama di 20 cm che si era fabbricato da solo. È successo a Serramanna, nel cagliaritano: Murtas, falegname 58enne, al momento è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Brotzu di Cagliari. La coppia ha un figlio di 29 anni, parrucchiere, che al momento del delitto non era in casa.

5212137_1835_marisa_pireddu_morta_marito_covid_complotto_governo

I carabinieri di Serramanna e del nucleo operativo della compagnia di Sanluri (Cagliari) che indagano sul femminicidio, lo hanno arrestato: secondo una prima ricostruzione Murtas avrebbe colpito la moglie al culmine di una lite per poi dirigere il coltello contro se stesso per suicidarsi. Sanguinante si sarebbe quindi affacciato alla finestra, gridando: «Adesso come faccio io, non posso vivere senza di te». A quel punto, il 58enne si sarebbe sdraiato nel letto dove giaceva il corpo martoriato della moglie.

Secondo quanto riferito dai militari, l’uomo in questi mesi era stato più volte trovato fuori casa e richiamato al rispetto delle misure di lockdown fino ad essere sanzionato. «Il Covid è un complotto del Governo per fare stare la gente a casa», avrebbe urlato ai Carabinieri. Secondo le prime ipotesi, però, gli inquirenti escludono che l’omicidio sia maturato per un malessere da lockdown. Agli atti comunque non risultano segnalazioni di precedenti, né di maltrattamenti né di violenze.

Palermo, Angela Maria Corona uccisa da due sicari assoldati dalla nipote

E’ a una svolta l’inchiesta sull’omicidio di Angela Maria Corona, la donna di 47 anni trovata senza vita in un sacco dell’immondizia nel palermitano. I Carabinieri hanno arrestato all’alba di oggi la nipote e due uomini che, secondo la Procura di Termini Imerese, sarebbero stati assoldati dalla donna “come sicari”. Sono accusati di omicidio e occultamento di cadavere.

5189645_0939_angela_maria_corona_uccisa_a_palermo_da_due_sicari

“L’attenta attività di indagine – spiega il Procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio – condotta con encomiabile decisione dai militari della Compagnia Carabinieri di Bagheria, ha consentito in tempi rapidi di formare una solida piattaforma probatoria sulla base della quale il gip del Tribunale di Termini Imerese ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre indagati”.

Secondo la ricostruzione dei magistrati la nipote della vittima “avrebbe assoldato due sicari – dice il Procuratore – affinché , dietro corresponsione di un prezzo, l’aiutassero a uccidere la donna e occultarne il cadavere”. Il corpo di Maria Angela Corona, 47 anni, dilaniato da alcuni animali selvatici, forse cinghiali, era stato trovato dai carabinieri tra le sterpaglie lungo la strada provinciale 16 che collega Bagheria a Casteldaccia. Inizialmente era sembrato un vero rompicapo per i militari coordinati dal sostituto Daniele Di Maggio e dal procuratore capo di Termini Imerese Ambrogio Cartosio.

La donna, che era addetta alle pulizie in uno studio professionale, era scomparsa qualche giorno prima da casa a Bagheria. Erano in corso le ricerche quando è stato scoperto il cadavere. A presentare la denuncia di scomparsa era stato il compagno della donna. Sembra che all’origine dell’omicidio ci sia stata una lite in ambito familiare sfociata nel sangue. Oggi gli arresti.

Atleta uccisa da un fulmine durante la gara, le polemiche e le testimonianze: «Abbiamo sentito un boato e poi è caduta»

Si chiamava Silje Fismen l’atleta morta dopo essere stata colpita da un fulmine durante la Südtirol Ultra Skyrace a Bolzano. La skyrunner norvegese, 45 anni, si è accasciata subito dopo il boato. L’incidente è avvenuto dopo sette ore e ezza di corsa, mentre era ottava. Si trovava nei pressi del Lago di San Pancrazio e partecipava alla gara estrema di 121 chilometri con un dislivello di 7.554 metri perché di corse ne aveva vinte tante. Il temporale arrivato all’improvviso le è stato fatale ed è morta poco dopo in ospedale.

4647371_1040_silje_fismen_atleta_trentino

La sportiva, una ricercatrice oncologica, aveva portato a casa molti risultati: il 27 agosto del 2016 al Tromso Mountain Ultra era arrivata quarta, lo scorso 31 maggio aveva vinto alla The Arctic Triple Lofoten Ultra-Trail. Secondo una prima ricostruzione erano le 19.00 quando è stata folgorata. Le autorità avevano deciso di interrompere la gara a causa del maltempo alle 18.30, ma lei e un gruppo di atleti stavano ancora correndo. Quando hanno sentito il boato, i suoi compagni di gara l’hanno vista cadere e hanno corso 30 minuti per chiamare i soccorsi perché i cellulari non prendevano.

La comunità di corridori è a lutto e l’organizzazione della gara ha cancellato le premiazioni e ha posto sulla copertina della propria pagina Facebook una candela. C’è, tuttavia, chi polemizza per aver trascurato la pericolosità delle condizioni meteorologiche. Per molti, la gara doveva essere annullata prima. «Già a mezzogiorno abbiamo mandato una squadra del soccorso alpino sul posto, ci aggiornavano ogni quindici minuti sulla situazione meteo», spiegava ieri l’organizzatore Josef Günther Mair. «Va precisato che le condizioni meteo non erano ottimali, ma non prevedevano un fortunale di quella portata. Abbiamo fermato gli atleti quando sono apparse quelle nuvole. In casi come questi si controlla il gps presente sui pettorali per studiare le loro posizioni, si può mandare un sms: ma non tutti lo vedono in tempo reale. Purtroppo l’unica soluzione è fermarli quando arrivano alle baite».