Mike Tyson e il passato: «Animale pieno di soldi. Sesso e orge con sorelle e cugine di tutti i miei conoscenti»

“Da giovano ero un animale pieno di soldi”, Mike Tyson torna a parlare della sua giovinezza, ma non quella fatta di allenamenti in palestra, ma quando era già diventato Iron Mike, uno dei pugili più forti e famosi al mondo. Le “stravaganza” di Tyson al tempo, ma di tanto in tanto aggiunge particolari.

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Nel suo podcast sulla piattaforma Youtube ha infatti rivelato: “Da giovano ero un animale pieno di soldi. Ho fatto sesso e orge con mamme, sorelle e cugine di tutte le persone che conoscevo. Ero malato, così tanto malato da non avere idea di esserlo. Quando vivevo a Las Vegas avevo accesso alla zona VIP di tutti i locali notturni e avevo una ragazza che faceva la prostituta”.

Da tempo l’ex puglie ha deciso di cambiare, ma teme un ritorno del vecchio se: “Non voglio che quella persona che ero prima esca di nuovo. Perché con quella persona potrebbe uscire anche l’Inferno. Può sembrare che io sia un tipo duro, ma odio quel ragazzo. Ho paura di lui”

Barbara D’Urso scoppia in lacrime in diretta a Pomeriggio 5: «È solo in casa…»

Su Leggo.it le ultime novità. Barbara D’Urso parla del coronavirus e si commuove a Pomeriggio 5: «È solo in casa…». Oggi, la conduttrice Mediaset è tornata a parlare dell’emergenza coronavirus in Italia. Tra i collegamenti, una storia l’ha particolarmente colpita.

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Si tratta di Giuseppe, 83enne napoletano, residente a Sassuolo. Ecco le parole dell’uomo: «Non ho mangiato per giorni, non potevo uscire essendo a rischio per il coronavirus e non avevo neanche i soldi. Dopo alcuni giorni senza mangiare, ho chiamato i carabienieri che mi hanno aiutato».

Il racconto di nonno Giuseppe – come lo chiamano adesso i carabinieri – commuove Barbara D’Urso alle lacrime. Poi la conduttrice ringrazia gli uomini dell’Arma: «Grazie per aver preso l’impegno di aiutare Giuseppe. Grazie a tutte le forze dell’ordine».

Ivana Spagna e l’infanzia povera: «Non avevamo soldi, i miei hanno fatto debiti per farmi rifare il naso»

Ivana Spagna, oggi brava e affermata cantante italiana, ha rivelato particolari commoventi sulla sua infanzia in una lunga intervista con Eleonora Daniele. Ospite a Storie Italiane su Rai1 la Spagna ha raccontato: “Eravamo una famiglia molto umile, anzi eravamo una famiglia povera. A volte non avevamo niente da mangiare, come è capitato a una vigilia di Natale: se non fosse venuto un nostro zio a portarci un cappone, del formaggio e un pandoro, noi non avremmo avuto neanche il pranzo di Natale”.

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Ivana Spagna, poi, ha aggiunto: “Eravamo poveri, ma tutto l’amore che dei figli possono avere lo abbiamo avuto. Non avevamo soldi a casa ma eravamo felici. Mi accompagnavano ai concorsi. Mio padre aveva una bianchina di terza mano e metteva dentro sempre 3mila lire di benzina. Passava dal benzinaio e diceva poi passo a pagare. C’erano code dappertutto: dove prendevamo i generi alimentari e tutto il resto… non si arrivava mai economicamente a fine mese. Una volta a un concorso non siamo arrivati perché siamo rimasti a piedi. È finita la benzina. È passato un motociclista. Ha chiesto se poteva far qualcosa… e siamo riusciti a ripartire. Mio padre gli ha detto ‘se un giorno mia figlia dovesse diventare una cantante le darà un premio o un regalo’. Magari lo trovassi quel motociclista”.

Lo sforzo economico maggiore compiuto dai suoi genitori, però, secondo Ivana Spagna è stato quello di trovare il denaro per aiutarla a superare un difetto estetico per il quale soffriva molto: “Io piangevo per rifarmi il naso. Mia madre e mio padre non avevano soldi, ma avevano capito quanto questo naso mi stesse rovinando l’esistenza. Mi sentivo complessata, mi chiudevo in me stessa. Avevo una collezione di occhiali da due lire molto grossi, perché mi sembrava che così la gente mi vedesse di meno. Andavo nei bar e mi mettevo all’angolo. Avevo 16 anni. I miei genitori hanno deciso di farmi fare questa operazione, ma non c’erano soldi e hanno fatto debiti. Per questo li ringrazierò per sempre”.

Truffa della moltiplicazione dei soldi: «Le banconote si trasformano con un liquido magico»

4188929_Guardia_finanza_22-12-18_5Gli uomini della Guardia di finanza di Vicenza hanno smascherato un gruppo di persone che truffavano le persone promettendo loro la “moltiplicazione” di banconote. In particolare, le fiamme gialle di Thiene hanno denunciato alla locale Autorità giudiziaria quattro persone, colte in flagranza del reato mentre cercavano di truffare un imprenditore locale, chiedendo denaro contante promettendone la duplicazione.

Al malcapitato era stata assicurata la moltiplicazione di 20mila euro che questi avrebbe dovuto consegnare loro al fine di produrne almeno il triplo, attraverso una inverosimile procedura chimica che, mediante un composto liquido “magico”, sarebbe stata in grado di trasferire l’inchiostro delle banconote vere su altre pre-trattate, originate da semplici fogli di carta che sarebbero diventati identici a banconote aventi corso legale. L’indagine di polizia economico-finanziaria è stata originata dalla denuncia dell’imprenditore che, qualche giorno prima, si era presentato presso gli uffici della Guardia di finanza per denunciare la possibile truffa. I soggetti extracomunitari gli avevano proposto la possibilità di moltiplicare il proprio patrimonio al punto che gli era già stato mostrato, giorni addietro, in altra circostanza, il procedimento chimico che avrebbe consentito la creazione del denaro.

 

Niccolò Centioni de I Cesaroni racconta il dramma: «Mio padre gestiva i miei soldi, ora non ho più nulla»

01917d75-542b-419a-9526-076f65c13e26 (1)«Ero piccolo, i miei soldi li amministrava mio padre, mi faceva spendere quello che volevo». L’attore Niccolò Centioni, della serie “I Cesaroni”, torna a Domenica Live per parlare della sua difficile condizione economica e, stavolta accompagnato in studio dalla madre, punta l’indice contro il padre. Nelle scorse puntate della trasmissione aveva detto di essere ormai lontano dallo spettacolo: è andato in Inghilterra a fare il lavapiatti. Dopo quella dichiarazione, sono stati in molti ad attaccarlo sui social, anche in modo pesante.

«Niccolò è stato danneggiato nella carriera da suo padre – racconta la madre del giovane – era lui che gestiva i soldi che guadagnava lavorando, io non ho mai saputo nulla. Non si sa nemmeno dove sono finiti quei soldi. Non stiamo accusando il padre di appropriazione indebita, però era lui che si occupava dei soldi. E quando ci siamo separati diceva a Niccolò di non rispondermi al telefono».
Dei soldi guadagnati con il lavoro nella serie, Niccolò, divenuto maggiorenne, ha trovato solo una piccola parte che ha impiegato per acquistare una casa, chiedendo un mutuo.
«Mio padre si è fatto garante per quel mutuo – dice Niccolò – ma non mi ha mai aiutato, neppure quando non avevo più i soldi. Non sono più riuscito a pagare il mutuo quindi non ho la casa. Mio padre la sta vendendo».
La madre di Niccolò afferma di essersi rivolta a un avvocato per avere giustizia per Niccolò ma di non essere riuscita neppure così ad avere risposte.

Chiara Ferragni, il direttore artistico di Roberto Cavalli si scusa con lei

1486560262-chiara-9Gli utenti Instagram che commentano i post di Chiara Ferragni si possono generalmente dividere in due categorie: quelli che la venerano e quelli che la insultano, e questa non è una novità. A sorprendere, però, è che questa volta tra i commenti contro la fashion blogger ne sia comparso uno a firma di un famoso stilista: Roberto Cavalli, che non glie le ha mandate a dire. Ma qeusta lo sapevamo già. Quello che non sapete è che al commento dello stilista, poi, hanno fatto seguito le scuse da parte del direttore creativo dello stilista: Paul Surridge.

Ecco il commento poco carino, da parte di Cavalli, comparso sotto una delle tante foro della fashion blogger di fama mondiale: «Stai facendo pubblicità al tuo ombelico! Chi credi di essere! Sei solo una macchina da soldi! Non c’è spontaneità né amore in ciò che fai». In quel momento Chiara Ferragni ignorò il messaggio, ma ci pensò suo marito Fedez a rispondere con un sarcastico: «ditemi che è un fake vi prego».

Dopo 48 ore Chiara Ferragni può dichiarere vittoria. Infatti, come mostra in una story, ha ricevuto a casa un mazzo di fiori e un biglietto dal direttore creativo del marchio Roberto Cavalli, Paul Surridge: «Cara Chiara, a nome di tutta la Roberto Cavalli Company,vorrei scusarmi per il commento pubblicato sul tuo account Instagram». Il biglietto conteneva anche apprezzamenti alla fashion blogger, che ha risposto dicendo: «Grazie per i fiori e per aver preso le distanze dallo stupido commento di Roberto Cavalli»

80mila euro di cachet, Gigi DʼAlessio: “Canto io ma mangiamo in 400”

Il cantante spiega come solo una parte dei soldi resta in tasca sua: “16mila euro vanno allo Stato, e poi ci sono i musicisti, i fonici…”. Lʼopposizione: “60mila euro da imputare al bilancio comunale”
Dopo le polemiche sul maxi-cachet di 80mila euro pagati per averlo in concerto, Gigi D’Alessio risponde dal palco di Pratola Serra (Avellino). “Ricordatevi che qua stiamo sempre uno a cantà e 400 a mangià” – dice il cantante, che spiega come quella cifra non finisce interamente nelle sue tasche. “16mila vanno allo Stato, all’Iva”, mentre un’altra parte serve per pagare gli addetti ai lavori (come “la sicurezza, i musicisti, i fonici”).

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Gli 80mila euro – che secondo D’Alessio sono “soldi offerti da 42 sponsor”, poiché “il Comune non ha tirato fuori un euro” – servirebbero altresì ad allestire “il palco” e impiegare “i furgoni”, “i camion”, nonché a pagare “gli alberghi, l’Enpals, la Siae”. La polemica sul maxi-cachet era stata sollevata sul piano politico dall’opposizione (“Hanno pagato i cittadini”) dell’amministrazione comunale vigente di Pratola Serra, guidata dal sindaco Emanuele Aufiero.
L’opposizione: “Il concerto costa 90mila, di cui 60mila imputabili al Comune” – In una nota, il gruppo di opposizione “Siamo Pratola Serra” è ritornato sul costo del concerto di Gigi D’Alessio, sottolineando come sia vero che “uno canta e quattrocento magnano”, ma anche che “i cittadini di Pratola Serra pagano”.
I soldi impiegati per permettere l’esibizione live ammonterebbero “a oltre 90 mila euro”, di cui “circa 60mila da imputare al bilancio comunale”, “mentre il cantante parla di soli 80mila”. Invocando trasparenza sui soggetti che hanno finanziato l’evento musicale, il gruppo sottolinea che gli “sponsor e relative somme versate non coprono affatto l’intero costo del concerto”, ma un totale di “32.600,00 euro”.