Naya Rivera, l’attrice di Glee scomparsa durante una gita sul lago Piru. Trovato solo in barca il figlio di 4 anni: «Mamma è andata a nuotare»

L’attrice statunitense Naya Rivera, famosa per il suo ruolo di Santana Lopez nello show tv ‘Glee’ è scomparsa dopo una gita in barca sul lago Piru, in California. Lo hanno riferito le autorità della contea di Ventura.

L’attrice, 33 anni, aveva noleggiato l’imbarcazione insieme al figlio di 4 anni e avrebbe dovuto riportarla nel pomeriggio. Poiché nessuno si è presentato al molo per riconsegnare l’imbarcazione, lo sceriffo ha dato il via alle ricerche che hanno portato al ritrovamento del bambino, da solo e illeso sulla barca.

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Il piccolo Josey Hollis, nato nel 2015 dal matrimonio con Ryan Dorsey, ha riferito agli investigatori che la madre non aveva mai fatto ritorno dopo essere andata a nuotare. Le autorità hanno lanciato un’operazione di ricerca, che finora non ha avuto risultati.

Ore d’ansia per i fan di Naya Rivera in tutto il mondo, Italia compresa, dove il nome dell’attrice scomparsa è diventato trending topic su twitter. Sul suo profilo Instagram, l’ultima foto pubblicata proprio poco prima di sparire la ritrae in un momento di tenerezza con il figlio, lo stesso bambino ritrovato da solo in barca. Ed è tra i commenti di quell’ultimo momento di felicità che si affollano le preghiere di quanti sperano in un miracolo per Naya.

Nella serie Glee, l’attrice ha interpretato il ruolo della cheerleader Santana Lopez per 6 stagioni. Nella carriera iniziata da bambina, Rivera ha recitato in ‘Willy, il principe di Bel Air’, ‘Otto sotto un tetto’ e ‘Baywatch’.

La drammatica vicenda che coinvolge Rivera si aggiunge ai tragici eventi che hanno coinvolto altri attori di Glee. Nel 2013 Cory Monteith, che interpretava il protagonista Finn Hudson, è stato trovato morto in una camera d’albergo, stroncato da un’overdose all’età di 31 anni. Nel 2018, invece, il 35enne Noah Puckerman è morto probabilmente suicida. L’attore, qualche settimana prima, si era dichiarato colpevole davanti alle accuse di possesso di materiale pedopornografico.

Morto a 81 anni l’ex prete che lasciò la chiesa per sposare un giovane 27enne. Il vedovo: «Ho pianto, ma ora mi godo l’eredità»

L’ex prete che aveva lasciato la tonaca per sposare un giovane di quasi 50 anni meno di lui è morto. Philip Clements è morto da solo, a 81 anni, in un ospedale di Bucarest. Da solo perché il suo giovane sposo di 27 anni Florin Marin, per cui aveva lasciato la tonaca e fatto scandalo in tutto il mondo, non era con lui perché non voleva vederlo soffrire, almeno così ha spiegato.

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Clements si era ammalato mentre era a Bucarest ed era stato portato in ospedale. Per giorni il giovane marito si è rifiutato di andarlo a trovare fino a quando non è stato obbligato dallo stesso 80enne. Dopo una serie di analisi è andato in coma ed è morto pochi giorni dopo. Una perdita che però non sembra aver turbato il 27enne che ha dichiarato: «Ho pianto la sua scomparsa, ma due giorni sono sufficienti», ha riportato il Daily Mail, «Philip non avrebbe voluto che soffrissi, ma che fossi felice».

Ora il giovanissimo vedovo ha ammesso che è pronto ad andare avanti e che nel mentre si godrà la consistente eredità lasciata dal marito: 150mila sterline dell’assicurazione sulla vita, una casa da 100mila sterline che l’ex prete gli ha intestato poco prima di morire e una pensione di 2mila sterline al mese.

Denuncia la scomparsa del figlio di 2 anni, ma poche ore dopo viene arrestata: «Lo ha ucciso e nascosto nell’immondizia»

Il figlio viene trovato senza vita in un cassonetto e la mamma viene arrestata. Laura Sanchez, del Texas, aveva denunciato la scomparsa del figlio di 2 anni dicendo alla polizia di averlo smarrito nel parco, ma secondo gli agenti lo avrebbe ucciso, occultando il cadavere e cercando di depistare le indagini.

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Il corpo del piccolo è stato trovato poche ore dopo la denuncia della scomparsa in un cassonetto vicino alla chiesa non distante dalla casa della donna. La mamma aveva detto ai poliziotti di essere andata al parco con il figlio e di averlo smarrito, così ha lanciato subito l’allarme.
Secondo quanto riporta la stampa locale però gli agenti hanno arrestato la donna sospettando che sia coinvolta nel delitto del figlio. Non sono ancora note le cause del decesso.

Barbara D’Urso, foto senza trucco su Instagram. Ma i fan notano un dettaglio: «Guarda cos’ha…»

Barbara D’Urso, foto senza trucco su Instagram. Ma i fan notano un dettaglio: «Guarda cos’ha…». La conduttrice di Pomeriggio 5 ha appena postato sul suo profilo Instagram uno scatto che la ritrae in versione acqua e sapone nel suo bagno di casa.

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«Ma i capelli appena sveglia???Buongiorno così», scrive ironica Barbara a corredo della foto. Ma l’attenzione dei fan viene attirata da un dettaglio. «Ha la fede», scrive una follower. E ancora: «Indossa la fede, avrà una relazione?».

In realtà i fan più attenti replicano: «La fede ce l’ha sempre». In diverse interviste, Barbara D’Urso aveva rivelato di indossare sempre la fede della mamma scomparsa quando lei era una bambina. L’anello che ha attirato l’attenzione dei follower potrebbe, quindi, essere proprio quello. Simbolo dell’amore per la sua mamma.

Trovata morta Alice Severi, pianista ex bambina prodigio: aveva 32 anni. Giallo sulle cause

Si era fatta conoscere da giovanissima, è scomparsa ad appena 32 anni: Alice Severi, concertista e pianista, è stata trovata morta nella sua casa di Domodossola per cause non ancora chiare su cui gli inquirenti stanno indagando.

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Alice a 7 anni vinse il premio internazionale Stresa dedicato ai giovani pianisti ed era nota anche fuori dall’Italia: si era esibita spesso negli Stati Uniti (dove era stata invitata spesso in trasmissioni tv sulla Nbc) e si era fatta conoscere tramite diversi video su YouTube. Recentemente insegnava pianoforte in una scuola di Milano.

Andrea Rinaldi morto: il calciatore dell’Atalanta stroncato da un aneurisma cerebrale a 19 anni

Andrea Rinaldi, calciatore dell’Atalanta di appena 19 anni, è morto in seguito a un aneurisma cerebrale. Il giovane era in prestito al Legnano, l’annuncio della sua scomparsa è stato dato su facebook dal suo procuratore, Marco Montesarchio.

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È una notizia che non vorresti mai dover dare o ricevere anche per chi, come me, ti conosceva solo da un anno. Fu tuo padre ad organizzare l’incontro, ma bastò poco ad entrambi per capire subito che condividavamo gli stessi principi per poter iniziare a lavorare insieme. Sono stato davvero fortunato ad averti conosciuto e sono contento che le nostre strade si siano incrociate anche se per così poco tempo..
Spero d’averti potuto lasciare qualcosa di positivo come tu sicuramente hai fatto con me. Sei stato sempre corretto e leale con tutti, era il tuo modo di essere dentro e fuori dal campo di calcio. Quel rettangolo verde che era la tua vita!
Avrei voluto poter gioire con te per un tuo ritorno tra i professionisti, te lo saresti meritato dopo una stagione esaltante a Legnano. Poi, avevamo ancora tantissimi traguardi da dover raggiungere, come quelli che iniziavamo a programmare per la prossima stagione. Ma, purtroppo, il destino ha voluto che un malore ti portasse via in un attimo..
La tua vita è stata breve ma vissuta intensamente perché eri un lottatore che davanti alle difficoltà non si arrendeva e lo hai sempre saputo dimostrare e hai sempre dato tutto!
È stato un onore averti avuto tra i miei assistiti e mi piacerà ricordarti, così, con quel motto che ti rappresentava tanto e che avevi scritto anche sulla tua pagina facebook: “Se non lotti per ciò che desideri, non piangere per ciò che perdi”.
Ciao
Andrea Rinaldi
Fai Buon Viaggio

Andrea Rinaldi è stato colpito da un’aneurisma cerebrale venerdì, mentre si allenava in maniera individuale a casa. A nulla è valsa la corsa all’ospedale di Varese dove è arrivato in condizioni gravissime.

È una notizia che non vorresti mai dover dare o ricevere anche per chi, come me, ti conosceva solo da un anno. Fu tuo…

IL DOLORE DEL LEGNANO CALCIO
«Mai una parola e un tono fuori posto – si legge nel ricordo del club – mai una protesta e una polemica, sempre e solo correttezza, impegno, educazione e rispetto. Valori trasmessi da una famiglia magnifica attorno cui dobbiamo stringerci per cercare di infondere coraggio e forza davanti a qualcosa di troppo forte per essere accettati, elaborati e compresi in termini razionali ». Il Legnano traccia un ritratto di Andrea Rinaldi, cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, ha poi vestito la maglia del Mezzolara in D ed esordendo nell’Imolese in C. Poi l’arrivo al Legnano, colomba «in un anno ha suonato come mezzala mostrando una rapidità e un dinamismo che sconcertavano le difese avversarie. Un motorino di centrocampo immarcabile. Vogliamo ricordarti Andrea e non direttamente addio: corri e gioca lassù per il tuo Legnano, ti avremo sempre nei nostri cuori ». « Andrea arrivava agli allenamenti e come prima cosa veniva a salutarmi. È un ricordo che porterò nel cuore »: il presidente del Legnano Calcio Giovanni Munafò ricorda così il 19enne Andrea Rinaldivenerdì è stato colpito da aneurisma cerebrale. «Un ragazzo straordinario, un esempio per tutti. A nome della società – continua il presidente – esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia. Siamo sicuri che Andrea da Lassù possa essere il solito guerriero di sempre, che lottava in mezzo al campo per osare una gioia ai tifosi del Legnano ».

Alex, baby calciatore muore ad appena 12 anni: il mondo del calcio è sotto choc

alex parera morto 12 anni calciatore_07121809Il mondo del calcio è sotto choc per la morte di Alex Parera, baby calciatore e capitano dell’Ec Granollers, una squadra catalana di terza divisione: Alex aveva solo 12 anni ed era una colonna dell’under 13 del suo club. La notizia ha sconvolto il calcio spagnolo ed europeo: il ragazzino si era sentito male dopo la notte di Capodanno ed era stato ricoverato in ospedale, ma pochi giorni dopo non ce l’ha fatta.

Negli ultimi giorni tutto il calcio catalano e spagnolo si era stretto intorno alla sua famiglia: ma il giovane cuore di Alex non ha retto. Un dramma che fa tornare alla mente la tragica scomparsa di Davide Astori, meno di un anno fa, quella di Piermario Morosini nel 2012 e l’altra, proprio in Spagna, di Antonio Puerta, protagonista nel Siviglia che vinse la Coppa Uefa nel 2007 e stroncato da un infarto pochi mesi dopo.

«Alex Parera ci ha lasciati stasera. Inviamo le più sincere condoglianze agli amici e alla famiglia in questo momento difficile – si legge in un comunicato ufficiale del club – Capitano, il mondo del calcio ti ricorderà sempre e la tua stella brillerà di luce propria. Addio per sempre, piccolo». Parole che commuovono, nella speranza che si possa fare sempre di più in futuro per evitare tragedie simili tra gli atleti di tutte le età.