Roma, festa in un ristorante come nulla fosse: si canta e si balla senza mascherine

Musica cubana e si balla. Al chiuso, senza mascherine in quella che potrebbe sembrare una normale domenica di febbraio. Siamo nel cuore di Roma, nel quartiere Salario tra via di Nomentana e viale Regina Margherita. Una vera e propria festa all’interno di un ristorante, in pieno pomeriggio evitando così i rischi di slittare oltre il coprifuoco.

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La pandemia? Un ricordo, o semplicemente qualcosa che non spaventa, o che non preoccupa più. La regione Lazio è tornata gialla e forse per molti questo rappresenta un via libera al ritorno alla normalità. Ma se uscire a fare una passeggiata o anche pranzare al ristorante è assolutamente consentito – sempre nel rispetto delle regole base – questo è esattamente ciò che non dovrebbe mai accadere.

Il teatro della festa è in un ristorante, in via Cagliari. Il tema è Cuba. Gli ospiti sono “speciali”: due cantanti invitati per intrattenere gli ospiti. Una festa clandestina? All’apparenza potrebbe sembrarlo. Ma la realtà è ancora più avvincente (e surreale): è tutto sui social con tanto di annuncio, locandina e video durante le danze. Il cantante è al centro dell’attenzione intonando la sua musica col microfono, ovviamente “smascherato”. Intorno a lui si balla, si ride, si scherza e si filma tutto. Mascherine e distanziamento per gli ospiti? Per carità, nulla di tutto questo.

A Roma il bilancio delle attività di sorveglianza del weekend dei carabinieri è di 40 multati ed un arrestato, quello della polizia locale è di oltre 60 persone sanzionate per assembramenti, consumo irregolare di alcolici su strada o per il mancato uso della mascherina. Interrotta anche una festa clandestina in un ‘B&B’ nel quartiere Prati: quindici i giovani presenti, di seimila euro la sanzione complessiva. La sindaca Virginia Raggi ha spiegato che sono stati potenziati i controlli ed ha esortato a mantenere il distanziamento ed a indossare la mascherina.

Ricciardi: «Serve un lockdown vero di un mese, come a marzo»

Serve un altro lockdown come marzo? «Sì. Un lockdown vero di tre o quattro settimane poi riprendere a tracciare e testare, solo cosi potremo recuperare una normalità che a noi manca». Lo ha detto a Radio Popolare il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Speranza.

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Secondo Ricciardi, ha spiegato, non «basteranno le zone arancioni». Bastano, ha aggiunto, «per cercare di tenere l’epidemia in una situazione stabile ma non per farla diminuire. Se insistiamo con questo atteggiamento di dilazione e di esitazione e non siamo pronti a testare e tracciare sarà un lungo stillicidio di mesi sia dal punto di vista sanitario che economico e psicologico. È una evidenza scientifica chiara, dispiace che i governi europei non lo capiscano». Compreso quello italiano? «Tutti i governi non capiscono una evidenza scientifica», ha risposto.

«La campagna di vaccinazione degli over 80 in Italia non inizierà prima della fine di febbraio o della prima settimana di marzo». Ha aggiunto Walter Ricciardi. «Tra fine febbraio e marzo potranno essere vaccinati gli over 80, dopo il personale sanitario e gli ospiti delle Rsa», ha spiegato nel corso dell’intervista precisando che la nuova scadenza è tra fine febbraio e prima settimana di marzo.

«La variante inglese è presente ma non sappiamo quanto e dove, non sequenziamo abbastanza. Prenderà il posto della attuale, non è questione di giorni ma di settimane o mesi. La guerra lunga, se non la si combatte con armi appropriate si resta indietro», conclude Ricciardi.

Quarantena d’amore per Maria De Filippi con il bassotto Ugo

La quarantena di Maria De Filippi è tutta lavoro (è ricomincato “Uomini e Donne” in una versione speciale e presto debutterà “Amici All Stars”) e casa, con il marito Maurizio Costanzo e l’adorato bassotto a pelo duro Ugo. Il settimenale “Chi” ha immortalato la conduttrice per le vie di Roma durante una passeggiata con il suo cane. Avvinghiati e felici.072420253-fcae3750-ddab-48b2-b3e6-de070256a938-768x438

In una recente intervista la De Filippi ha raccontato la sua quarantena durante il coronavirus e ha confessato di essere ipocondriaca: “Soffro di ipocondria come Verdone, ma lo supero senza dubbio”.

E sulle abitudini, stravolte, ha ammesso: “Al lavoro siamo tutti con le mascherine e manteniamo le distanze, viviamo una quarantena colletiva. A casa è tutto disinfettato con l’alcol, le scarpe rimangono sul pianerottolo, all’ingresso c’è l’amuchina, per la cena si sta nello stesso tavolo, ma lontani. A tutti noi è venuta a mancare la normalità che adesso capiamo essere la cosa più importante”.