Sanremo 2020, il figlio di Amadeus emoziona: il gesto toccante e inaspettato del bambino di 10 anni

Durante il festival di Sanremo 2020, dopo l’esibizione di Paolo Palumbo, il più giovane malato di sla d’Europa, il Teatro Ariston gli ha giustamente dedicato una standing ovation. Quello che però in molti hanno notato è che a farla partire è stato un bambino seduto in prima fila, ovvero Josè Alberto, il figlio di Amadeus. Ecco cosa è successo.

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Paolo Palumbo sul palco dell’Ariston colpisce tutti
Andiamo con ordine. Nella seconda serata del Festival di Sanremo è salito sul palco dell’Ariston Paolo Palumbo, un ragazzo di 22 anni colpito dalla sla a soli 18 anni. Lui, il malato di sla più giovane d’Europa, si è esibito sulle note di “Io sto con Paolo”, una canzone estremamente toccante dedicata appunto alla sua condizione.

“La mia non è la storia di un ragazzo sfortunato, ma quella di uno che non si è mai arreso”, ha detto Paolo durante il suo momento, colpendo al cuore il pubblico. Tanto è vero che all’Ariston per lui è partita la standing ovation.

Sanremo 2020: il figlio di Amadeus fa partire la standing ovation
Quello di cui però si sono accorti in tanti è che a far partire la standing ovation della platea di Sanremo 2020 è stato il figlio di Amadeus. Proprio Josè Alberto, infatti – seduto in prima fila accanto alla mamma – si è alzato in piedi per regalare il tributo del pubblico a Paolo Palumbo, un momento veramente sentito.

“Un applauso al figlio di Amadeus che si è alzato per primo – ha scritto un internauta su Twitter – un bambino di meno di 10 anni che si alza ad applaudire per primo davanti ad una performance così toccante, rispetto a tutte le vecchie me**e che volevano stare sedute”.

Bernardo Bertolucci morto a 77 anni: il regista era malato da tempo. Domani la camera ardente

4132598_1255_bernardo_bertolucci_morto_1_Morto il regista Bernardo Bertolucci. Aveva 77 anni e si è spento a Roma dopo una lunga malattia. Tra i suoi capolavori, molti dei quali entrati nella storia del cinema, c’è anche quell’Ultimo Tango a Parigi che suscitò molte polemiche per la violenza delle sue scene di sesso. Bertolucci però è stato anche tra i più internazionali dei nostri maestri. Unico italiano ad aver vinto l’Oscar come migliore regista nel 1988 per L’Ultimo imperatore, una pellicola premiata con nove oscar e che a lui personalmente gli valse una seconda statuetta per la sceneggiatura non originale. La camera ardente domani 27 novembre dalle ore 10 alle 19 in Campidoglio, Sala della Protomoteca.

E poi i premi alla carriera: nel 2007 il Leone d’oro alla Mostra internazionale del cinema di Venezia e nel 2011 la Palma d’Oro onoraria al Festival di Cannes. Bertolucci era anche Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Medaglia d’oro per i benemeriti della cultura e dell’arte.

Primogenito del poeta Attilio Bertolucci, ha vinto a soli vent’anni il Premio letterario internazionale Viareggio, entrando in contatto con scrittori come Alberto Moravia ed Elsa Morante. Si è affacciato sul mondo del cinema lavorando come assistente di Pier Paolo Pasolini, suo vicino di casa. Per la settima arte fu un colpo di fulmine e dopo aver lavorato sul set del film Accattone – dove conobbe l’attrice Adriana Asti, sua compagna di vita per molti anni – cominciò a realizzare i primi cortometraggi. La sua idea di cinema presupponeva grandi individualità alle prese con i cambiamenti sociali e del mondo circostante. Al centro c’è l’uomo con le sue frustrazioni e i suoi desideri traditi.

La grande notorietà per Bertolucci arriva nel 1972, con un’opera “scandalosa” che ha di fatto segnato un’epoca. Esplicito e provocatorio, in grado di precorrere i tempi, Ultimo Tango a Parigi è il film italiano più visto nel nostro Paese. Colpì profondamente gli spettatori generando dibattiti che portarono alla sua “condanna al rogo”. Il regista subì una sentenza per “offesa al pudore”, con perdita dei diritti civili per cinque anni. Solo nel 1987 il film con protagonisti Marlon Brando e la sfortunata Maria Schneider, fu riabilitato e, superate le accuse di oscenità, rivalutato per la sua drammaticità dietro l’erotismo.
Tra gli altri capolavori, anche Il Conformista, Io ballo da sola, Novecento, Il té nel deserto, Piccolo Buddha, The Dreamers, Io e te.