Bodybuilder sposa la sua bambola gonfiabile: «L’ho corteggiata mesi prima, è la donna perfetta per me»

Un bodybuilder ha deciso di sposare la sua bambola gonfiabile. Yuri Tolochko, bodybuilder kazako, è convolato a nozze con la sua sex doll, Margo. Il loro è stato un matrimonio tradizionale con tanto di abito bianco e fiori dopo oltre un anno e mezzo di convivenza.

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Una storia d’amore decisamente particolare la loro che sta facendo il giro del mondo. Lo sportivo ha raccontato della loro relazione sulla sua pagina Instagram dove ha anche ammesso di aver corteggiato per 6 mesi la sua bambola prima che lei accettasse di sposarlo. Tolochko, che si definisce un maniaco del sesso, ha definito Margot la donna perfetta per lui.

I due, come riporta la stampa locale, si sono conosciuti in un locale notturno ed è scattata la scintilla. Le nozze si sarebbero dovute svolgere a marzo ma il covid reso necessario posticipare di qualche mese l’atteso “sì”. «Le coppie hanno bisogno di parlare di meno e connettersi di più. Con il tempo e l’esperienza, Margo e io ci siamo resi conto che ci vuole più delle parole per avere una conversazione. Il tuo partner merita sicuramente il meglio, ma deve fare la sua parte», ha dichiarato Tolochko.

Kamala Harris nella storia: è la prima donna vice presidente degli Usa

Kamala Harris entra nella storia: è la prima donna, e la prima donna afroamericana, a diventare vicepresidente degli Stati Uniti. A 54 anni si presenta come il “volto giovane” della Casa Bianca di Joe Biden, in grado di prendere per mano il partito democratico e proiettarlo verso il futuro. Un futuro che potrebbe vederla rompere anche quel soffitto di cristallo al quale aspirava Hillary Clinton e diventare, in una staffetta con Biden nel 2024, la prima donna presidente. Ex procuratrice di San Francisco prima e della California poi – prima donna anche in questo caso a ricoprire tali incarichi -, Harris ha conquistato un seggio in Senato nel 2016, anno della vittoria di Donald Trump.

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E al presidente ha subito dichiarato guerra, non ritenendolo il ritratto né l’aspirazione della sua America e di quella di milioni di donne e minoranze. Il Senato l’ha proiettata sul palcoscenico della politica nazionale con gli ‘interrogatorì all’ex ministro della giustizia Jeff Session e quelli a Brett Kavanaugh, nominato alla Corte Suprema da Trump. Il prestigio conquistato l’ha spinta nel 2019 a considerare di correre per la Casa Bianca: nonostante ci abbia messo anima e corpo, il suo tentativo non è però andato a buon fine ed è stata costretta a ritirarsi. Le primarie le concedono però l’occasione di diventare un volto familiare per milioni di democratici, conquistati anche grazie al duro scontro proprio con Biden, per il quale si rivela una delle rivali più agguerrite.

È rimasto celebre infatti l’aspro confronto fra i due nel corso di uno dei dibattiti: Kamala ha rinfacciato a Biden di essersi compiaciuto della collaborazione con due senatori segregazionisti negli anni ’70. Non contenta, ha raccontato all’America di conoscere una ragazzina nera che per fortuna era potuta andare in una scuola migliore grazie a un servizio di scuolabus per le minoranze che vivevano nei quartieri più disagiati, servizio al quale – ha ricordato – il senatore Biden si era opposto: «Quella ragazzina ero io». Prima del 2016 Kamala Harris aveva già attirato l’attenzione di Barack Obama, che l’aveva definita la più bella procuratrice americana. Un commento che l’aveva mandata su tutte le furie tanto da chiedere, e ottenere, le scuse dell’allora presidente. Colta e trascinatrice di folle, molti la chiamano proprio l’«Obama donna», un soprannome ingombrante che però non l’ha mai spaventata e che non le ha impedito di criticare l’ex presidente sull’immigrazione. «Non ero d’accordo con il mio presidente» e con l’ordine di espellere ogni immigrato senza documenti, a prescindere dai precedenti penali, ha detto durante un dibattito delle primarie. Alla tradizionale famiglia americana dei Biden, Harris affianca una famiglia moderna e allargata. Sposata con Douglas Emhoff, che potrebbe diventare primo Second Gentleman della storia, Harris non ha figli suoi ma è la ‘Momalà – questo è il suo soprannome – di Cole e Ella, le figlie che il marito ha avuto dalla prima moglie. «Ho avuto tanti titoli nella mia carriera ma Momala sarà sempre quello che ha il maggior significato», ha confessato Kamala.

Alla tradizionale famiglia americana dei Biden, Harris affianca una famiglia moderna e allargata. Sposata con Douglas Emhoff, che potrebbe diventare primo Second Gentleman della storia, Harris non ha figli suoi ma è la ‘Momalà – questo è il suo soprannome – di Cole e Ella, le figlie che il marito ha avuto dalla prima moglie. «Ho avuto tanti titoli nella mia carriera ma Momala sarà sempre quello che ha il maggior significato», ha confessato Kamala.

Mamma Elena trovata morta nel fiume. La donna era scomparsa martedì. «Esco per una passeggiata», le sue ultime parole

Donna scomparsa a San donà di Piave: si sono spente le speranze di ritrovare viva la mamma sparita dal 6 ottobre scorso. L’hanno cercata per giorni sperando di poterla riabbracciare, ma mamma Elena è stata trovata morta a Eracela.

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Elena Gulino, 55 anni di San Donà di Piave, da martedì mattina era inspiegabilmente scomparsa. «Esco per una passeggiata», aveva riferito agli affetti più cari, ma da allora nessuno ha saputo più nulla della donna. Dopo la denuncia di scomparsa della sorella e del cognato, con cui Elena viveva in via Turati a San Donà, sono scattate le ricerche. Per giorni i Vigili del fuoco con i Carabinieri e la Protezione civile hanno setacciato il territorio nella speranza di poter ritrovare quella mamma di due figli.

La svolta è arrivata solo ieri pomeriggio quando i soccorritori, nel scandagliare il Piave con la moto d’acqua, hanno trovato il corpo poco dopo il ponte di Eraclea, in prossimità di una ampia ansa. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di San Donà che hanno avviato le indagini per appurare la causa del decesso. Per questo la Procura ha chiesto gli accertamenti del medico legale che ha avviato l’indagine necroscopica. Ora il magistrato dovrà valutare l’eventuale esame autoptico per fare piena luce sulla morte di Elena Gulino.

Totti, il tenero annuncio di Ilary Blasi: «C’è una donna incinta in questa casa…». Lui reagisce così

Totti, l’annuncio a sorpresa di Ilary Blasi: «C’è una donna incinta in questa casa…». Lui reagisce così. La moglie dell’ex capitano della Roma ha appena postato sul suo profilo Instagram una serie di stories in cui annuncia un lieto evento.

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Nel primo filmato, Ilary Blasi chiede maliziosa a Francesco Totti: «Lo sai che in questa casa c’è una donna incinta? Hai capito o no? Fai il vago? Non ti vengono dei dubbi…». In un primo momento, il Capitano sembra perplesso. Poi la vocina fuori campo della figlia Isabel svela l’arcano. Ad essere incinta è Donna Paola, la gatta di casa Totti, star indicussa dei social dopo la caccia al topo.

Nelle stories successive, Ilary Blasi documenta l’ecografia di Donna Paola. Gattini dunque in arrivo, la famiglia Totti si allarga.

Marco Rossi, dal calciatore insulti choc a una donna: «Negra di m…, orangotango». Il video virale ma nessun provvedimento

Insulti choc contro le donne, intrisi di razzismo, il tutto in una lunga story su Instagram che ha fatto il giro del web ma senza alcuna conseguenza. Il protagonista al centro di questa vicenda si chiama Marco Rossi ed è un giovane calciatore (19 anni) del Monregale calcio, società di Mondovì, Cuneo (Piemonte). Il video risale a qualche settimana fa e il club aveva annunciato di voler prendere dei provvedimenti.

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Arrivati però al 7 luglio, di quei provvedimenti non c’è traccia e il calciatore è ancora tesserato con il Monregale. Il risultato è ampiamente visibile sui social, come sottolinea la pagina Abolizione del suffragio universale, che ha repostato il video chiedendone massima diffusione: sulla pagina Facebook della società, in centinaia di persone hanno commentato chiedendo spiegazioni per la mancata punizione al giovane razzista.

COSA HA DETTO «C’è una negra di merda che pensa di avere i diritti, e tra l’altro sta negra è pure donna, e già le parole donna e diritti non dovrebbero stare nella stessa frase – l’elegante esordio del giovane – in più se aggiungi un negra, fa già ridere così». «Questo orango tango – continua – ha avuto la brillante idea di denunciarmi per falsa testimonianza. Magari è vero, un po’ di falso l’ho dichiarato, però ero fuso, ubriaco, ci sta no?».

E ancora: «Per principio non mi devi rompere il c…, perché you are black, negra di m…, e ora dovrei pagare la macchina a una solo perché sa fare il cous cous? Ma baciami il c…, putt…», continua il tranquillo e civile sfogo del ragazzo. «Sempre se vuoi chiamare macchina quel triciclo che hai». Nell’ultima story di Instagram, il colpo finale: il giovane confessa di aver rubato la macchina alla mamma a 15 anni e di aver preso una multa con l’autovelox. Gesta eroiche, da raccontare con fierezza al proprio gregge di followers.

Londra, passeggero tossisce e sputa alla bigliettaia del treno: «Ho il coronavirus». La donna si ammala e muore

Un passeggero le ha tossito e sputato addosso dicendo di essere malato di coronavirus. Così Belly Mujinga, bigliettaia per le ferrovie britanniche di 47 anni, si è ammalata ed è morta. La sua storia ha fatto il giro del mondo dopo la denuncia del sindacato. La polizia ha aperto un’inchiesta per rintracciare l’aggressore. Lo scorso marzo Belly era al lavoro con una collega alla Victoria station di Londra, quando entrambe sono state aggredite dall’uomo.

Pochi giorni dopo le due donne si sono ammalate di coronavirus. Come riporta il Daily Mail, la Mujinga, che già soffriva di problemi respiratori, è morta il 5 aprile dopo essere stata ricoverata in terapia intensiva.
«Siamo scioccati e devastati per questa morte – si legge in una nota del sindacato, che chiede un risarcimento per la famiglia della vittima -, Belly è una delle tante lavoratrici e lavoratori in prima linea che hanno perso la vita a causa del coronavirus».

La quarantasettenne lascia una bambina di 10 anni. Il marito ha riferito ai media britannici di aver tentato inutilmente di contattare la moglie quando si trovava in ospedale e che poco dopo ha ricevuto una telefonata dal personale sanitario che lo informava del decesso. «Era una persona premurosa e si sarebbe presa cura di tutti», ha dichiarato l’uomo. La storia di Belly ha colpito numerosi utenti dei social media per il suo epilogo drammatico.

Napoli, infermiera stuprata in centro: «Una donna ha visto ma non ha fatto niente». Arrestato un senegalese

Un’infermiera di 48 anni, incinta, è stata violentata domenica pomeriggio in un parcheggio nel centro di Napoli: una violenza orribile, avvenuta al Metropark, accanto alla stazione ferroviaria di Napoli centrale. Per lo stupro, avvenuto nell’ultimo giorno del lockdown, questa mattina un giovane senegalese è finito in manette.

La vittima ha raccontato il suo incubo in una lunga intervista a Repubblica: secondo la sua versione dei fatti, attualmente al vaglio degli inquirenti, la 48enne aveva finito il suo turno nel reparto di psichiatria di una struttura pubblica quando è andata a prendere il bus per Avellino al Metropark, che sarebbe partito un’ora dopo. Erano le 14.30, quindi pieno giorno.

«Mi sono seduta su una panchina ad aspettare, non c’era anima viva», ha raccontato. All’improvviso un uomo le si è avvicinato: «Ho avuto paura pensavo a una rapina. Mi ha infilato le mani dappertutto, si arrabbiava perché mi difendevo». Nei paraggi anche una donna, che però anziché aiutarla si è dileguata: «Le ho gridato “chiama la polizia, i carabinieri”, ma lei non ha fatto nulla».

L’incubo della donna è durato 45 minuti, con la città deserta e nessuno in giro ad aiutarla: l’arrivo dell’autista del bus che doveva portarla a casa, alla fine l’ha salvata. Il giovane, di origini senegalesi, è stato arrestato per violenza sessuale: le indagini sull’accaduto proseguono anche attraverso la visione delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nel parcheggio. Si cerca infatti di far luce sia sulla partecipazione di eventuali complici, sia su omissioni di soccorso da parte di persone presenti, come ha raccontato la vittima.