Gioele, le ricerche: «Trovati resti di un tronco di un bimbo a 500 metri da quelli di Viviana Parisi. Rinvenuta anche una testa». Il Procuratore a Caronia

Sarebbero di Gioele Mondello i resti umani ritrovati da un carabiniere in congedo (ecco la sua testimonianza) in una zona a poche centinaia di metri dal traliccio in cui è stato trovato il corpo della madre del bambino, Viviana Parisi, in provincia di Messina.

5412543_1303_gioele_news

È «quasi certamente» del piccolo Gioele il corpo ritrovato nelle sterpaglie «ma per la certezza si aspetta il riconoscimento», spiegano gli investigatori. I resti distano, in linea d’aria, tra i 400 e i 500 metri dal luogo in cui è stato ritrovato cinque giorni dopo la scomparsa il corpo di Viviana Parisi. Tra i resti, riferisce l’Adnkronos, ci sarebbe anche una testa – trovata lontana dai resti del tronco – e degli abiti. I resti sarebbero sparsi nel raggio di diverse decine di metri. Si fa nuovamente strada l’ipotesi di una aggressione da parte di animali selvatici. Verso le 18 è arrivata una piccola bara per ricomporre i resti di quello che potrebbe essere il corpo del piccolo Gioele. Il procuratore di Patti ha ammesso che si tratta di “resti compatibili con bimbo di quella età”.

I nonni Paterni del piccolo Gioele, Letterio Mondello e la moglie, hanno raggiunto il luogo del ritrovamento del corpo senza arti e senza testa. Daniele, il papà di Gioele, invece dopo avere parlato con i poliziotti, ha preferito non raggiungere il luogo. Il procuratore Cavallo da oltre tre ore e sul posto.
Sul posto il procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo, la polizia scientifica e i vigili del fuoco del Sapr. Sul posto anche il geologo forense incaricato dalla procura. Gli investigatori sottolineano che per capire se si tratti del piccolo Gioele è necessario aspettare il riconoscimento poiché i resti – secondo fonti investigative un tronco di bambino – sono irriconoscibili. L’ipotesi che non escludono gli investigatori è che il corpicino martoriato possa essere stato trascinato da animali, tanto che, ragionano, per determinare con certezza l’identità della piccola vittima «serve l’esame del dna».

È arrivata anche il medico legale Elvira Spagnolo sul luogo del ritrovamento dei resti umani di un bambino. È stata lei a eseguire l’autopsia sul corpo di Viviana Parisi la madre del piccolo Gioele.

Si chiama Giuseppe Di Bello il carabiniere in congedo che ha trovato i resti che sarebbero riconducibili a quelli di un bambino e una maglietta, compatibile con quella indossata dal piccolo Gioele. I resti sono stati ritrovati nei pressi del traliccio in cui è stato trovato il corpo di Viviana Parisi, a circa duecento metri dall’autostrada Messina-Palermo dove madre e figlio sono stati visti per l’ultima volta. L’uomo fa parte dei volontari che questa mattina sono venuti per partecipare alle ricerche del piccolo Gioele.

Momenti di ansia per i familiari del piccolo Gioele che sono arrivati sul luogo della segnalazione.

Il soccorritore
«È stato straziante vedere quel tronco di bambino senza arti, con un pezzetto di femore e null’altro». Lo racconta all’Adnkronos uno dei soccorritori che si trova nel luogo del ritrovamento dei resti umani da bambino Nelle campagne di Caronia (Messina). «C’è anche un ciuffo di peli, non si sa se sono del bimbo o di un animale – dice il soccorritore- accanto ai resti». Sul posto ancora il procuratore di Patti Angelo Vittorio cavallo con il medico legale e la polizia scientifica.

Gioele, la criminologa Roberta Bruzzone: «Viviana Parisi sapeva che sarebbe stato un viaggio senza ritorno»

Gioele, parla la criminologa Roberta Bruzzone: «Viviana Parisi sapeva che sarebbe stato un viaggio senza ritorno». Mentre si attendono gli esiti sul ritrovamento di quelli che potrebbero essere i resti di Gioele Mondello, il bimbo scomparso il 3 agosto insieme alla madre, Viviana Parisi, la crimonologa ha analizzato a dinamica di quello che sembrerebbe un caso di “omicidio-suicidio”.

5412765_1719_viviana_gioele_bruzzone_2

Viviana Parisi dopo un incidente in auto, non lontano da Sant’Agata di Militello, è stata vista, con in braccio il figlio, mentre si allontanava verso le sterpaglie ai lati della strada. «E’ probabile che sia la stessa data di morte del piccolo Gioele, 4 anni, i cui resti sono stati trovati questa mattina da un ex carabiniere non lontano dal traliccio dell’alta tensione da cui la donna potrebbe essersi gettata». Così ha dichiarato la crimonologa Roberta Bruzzone all’AGI analizzando il caso. Secondo l’esperta già da quando si era avviata da casa «Dicendo al marito che sarebbe andata a comprare un paio di scarpe, mentre non l’ha mai fatto, Viviana sapeva che il suo viaggio sarebbe stato senza ritorno». E’ probabile poi che «l’incidente con il furgoncino abbia accelerato la situazione, ma quando la donna ha incontrato un testimone che ha tentato di parlarle, lei non ha risposto: un segno evidente che si trovava gia’ in piena crisi dissociativa e si stava dirigendo verso un altro luogo per attuare il suo intento suicida». In questo contesto, Bruzzone afferma che la donna “non si e’ mai separata dal suo bambino”. Del resto “la crisi mistica” diagnosticata anche in un certificato trovato nel cruscotto dell’auto «è in letteratura la causa piu’ probabile negli scenari in cui a uccidere un figlio è un genitore. E’ la condizione piu’ pericolosa che porta ai casi di omicidio-suicidio o di ‘suicidio-allargato’ di cui si parla in queste occasioni. Il piccolo di 4 anni avrebbe pero’ dovuto essere allontanato o comunque mai lasciato solo con la madre – insiste la criminologa e psicologa clinica – visto che il quadro della dimensione delirante in cui viveva la donna era chiaro, con fenomeni allucinatori e crisi psicotiche. Non e’ verosimile e non esiste in letteratura – conclude – che da queste patologie si possa guarire in pochi mesi (l’ultimo ricovero psichiatrico di Viviana risale a marzo). Comprensibile dunque, l’atteggiamento del marito Daniele che ha ribadito spesso di essere sicuro che la moglie ‘non avrebbe mai fatto del male a Gioele’: Non stupisce, perche’ in alcuni momenti questi soggetti si mostrano apparentemente tranquilli e conservano una certa luciditaà che può ingannare un occhio non esperto».

Viviana Parisi, nei post social gli ultimi sfoghi: «Due anni fa mi sono chiusa in un bunker…»

Ormai è certo, il cadavere irriconoscibile trovato nei boschi di Caronia (Messina) è quelllo della dj Viviana Parisi, scomparsa con il figlio Gioele di 4 anni il 3 agosto. Quasi un mese fa la donna sulla pagina social del marito parlava di sé per l’ultima volta. In quel post social si possono leggere i suoi ultimi pensieri per cercare di capire in parte il suo stato d’animo.

viviana-parisi-690x362

La donna e il marito, Daniele Mondello, erano deejay. Nel post Viviana racconta come è cambiata la sua vita dopo la nascita del figlio: “Cinque anni fa – aveva scritto su Facebook – i miei ormoni sono cambiati e gli ormoni di una donna sono veramente complicati e difficili da gestire. Alla nascita del mio cucciolo il suo mondo mi rapì sia con il cuore che con la mente. Il mio tempo non lasciò spazio ad altri pensieri. Mi travolse.
Prima di tutto mi coinvolse un senso di protezione quindi iniziai ad aver cura di tutto il suo grande universo… Fino a un anno e mezzo fa lo nutrii col mio seno. Decisi poi a malincuore di non dargli più il mio latte nonostante ne avessi ancora proseguii con quello che mi prescrisse il pediatra, così arrivò il primo distacco come quello del cambio dei quindici pannolini quotidiani al vasino e… quello del baldacchino alla culla più grande… La musica per me cambiò….».

Due anni fa un momento di crisi: «Io che…. poi due anni fa mi sono totalmente e completamente del tutto ancora più estraniata, allontanata, chiusa in un bunker precisamente e vi diro’ cari amici che state qui in parte a leggere le mie emozioni… e come se avessi incontrato la matrigna cattiva e fossi scappata nel bosco nascondendomi dal mondo. La musica? La musica e tutto ciò che facevo è diventata malvagia mi ha ” perseguitata” mi ha rinchiuso in una bara di ” cristallo”. Ho cercato di difendermi, ho cercato di proteggere me e il mio piccolo ma alla fine è stato il mio cucciolo a darmi il TEMPO e a cliccare il tasto PLAY, a ridarmi il ” RITMO” pian piano …».