Tragedia a Mykonos, Carlotta Martellini muore in vacanza: aveva festeggiato 18 anni pochi giorni fa

La vacanza per festeggiare la maturità e i suoi 18 anni si è trasformata in una tragedia. Carlotta Martellini, la giovane perugina morta all’alba di giovedì in un incidente stradale sull’isola di Mykonos, aveva festeggiato la maggiore età solo pochi giorni fa, appena prima di partire per la Grecia.

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Le immagini della sua gioia, abbracciata al fidanzato, mentre gioca con le candeline e ride mentre apre la bottiglia di champagne, sono ancora lì, tra le storie di Instagram. La festa, in un bellissimo ristorante all’interno di un parco, era stata divertente ed emozionante e gli amici, sconvolti, non riescono ancora a credere che lei non ci sia più. La notizia della sua morte – nell’incidente in cui sono rimaste ferite anche le sette amiche che erano con lei, tutte a bordo delle due jeep scoperte finite fuori strada sugli scogli della provinciale Agios Stefanos-Fanari – ha lasciato infatti nella disperazione le famiglie e tutti i compagni del liceo classico Mariotti e del Giordano Bruno.

Solare, allegra, bellissima, Carlotta aveva un sorriso che invitava alla felicità e che invece si è spento su una scogliera di Mykonos. Terribile l’impatto che l’ha fatta sbalzare fuori dall’auto: nonostante la corsa al centro sanitario di Mykonos i medici hanno solo potuto constatarne il decesso.

Robbie Williams e la missione umanitaria: «Ho rischiato di essere decapitato»

Per Robbie Williams la missione umanitaria ad Haiti si stava trasformando in tragedia. Robbie Williams, ex membro dei Take That e da tempo affermato solista, ha rischiato di essere decapitato da parte di alcuni banditi.

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Correva l’anno 2010 e Robbie era appunto ad Haiti per aiutare la popolazione, in crisi dopo un violento terremoto. Il viaggio è durato 4 giorni, ma per un momento però ha avuto una grande paura dato che appunto alcuni banditi li hanno minacciato sia lui che la moglie Ayda Field: “Eravamo ad Haiti – ha speigato Robbie, come riporta il Daily Mail – per aiutare e hanno minacciato di tagliarci la testa. È stata una cosa del tipo “dobbiamo cambiare strada?” e ripensandoci adesso, è stato davvero spaventoso”.

Tutto è poi andato per il meglio e l’avventura ha avuto anche dei risvolti positivi: “Quando vai in un posto come Haiti, ti viene normale sentire la necessità di aiutare gli altri. È terribile quello che è successo in quel posto e lavorare con i bambini, stare con loro, vedere la loro sofferenza, mi ha fatto venire voglia di avere dei figli”.

Lecco, padre uccide i figli di 12 anni e poi si toglie la vita. L’ultimo sms alla moglie: «Non li rivedrai più». Non accettava la separazione

Due bambini ucciso vicino Lecco, orrore nel comune di Margno con le forze dell’ordine che stamani hanno fatto la macabra scoperta in un condominio. Due gemelli di 12 anni, maschio e femmina, sono stati trovati morti. I due sarebbero stati strangolati dal padre. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Lecco e della stazione territoriale. Sono in corso indagini per stabilire quanto effettivamente accaduto. Il duplice omicidio sarebbe avvenuto in un condominio vicino alla locale funivia montana.

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Bambini uccisi, la dinamica. Il padre avrebbe ucciso i due figli, maschio e femmina gemelli di 12 anni, secondo quanto è stato reso noto poco fa, per poi uccidersi, gettandosi dall’altissimo ponte della Vittoria a Maggio di Cremeno (Lecco), luogo poco lontano da dove si è consumato il duplice omicidio. Un viadotto, tra l’altro, tristemente noto in quanto negli anni teatro di innumerevoli suicidi. A trovare i corpi dei figli è stata la madre, giunta dal Milanese disperata dopo aver ricevuto un messaggio dal marito, da cui pare fosse in fase di separazione.

Ultimo sms alla moglie. Ha inviato un sms alla moglie, per informarla che non avrebbe rivisto i figli, il 45enne che si è suicidato dopo aver ucciso i loro due bambini di 12 anni. Il particolare emerge da una prima ricostruzione degli inquirenti che indagano sulla tragedia di Margno, nel Lecchese. Sul luogo del duplice delitto, un condominio in piazzale della Funivia, è arrivato anche il medico legale. I primi accertamenti confermano la morte dei bambini per soffocamento.

I testimoni. «Stanotte ho sentito dei rumori sordi, non capivo. Poi questa mattina presto ho sentito delle urla e sono uscito: ho fatto la rampa di scale e ho visto la madre dei ragazzini che si rotolava disperata. Urlava “non si svegliano, non si svegliano”. Anche gli uomini della Croce rossa piangevano». È la testimonianza di un vicino di casa di Mario Bressi, il 45enne che si è suicidato dopo aver ucciso i due figli a Margno, nel Lecchese. «Conosco bene la famiglia, sono villeggianti da tanto tempo qui a Margno, come noi – aggiunge sconvolto il vicino di casa -. Conosco il nonno, insomma ci conosciamo tutti. I ragazzini ieri sera giocavano felici nel cortile. È tremendo, non posso crederci…».

Al Bano in lacrime a Io e Te: «Ho vissuto una tragedia…». Pierluigi Diaco reagisce così

Al Bano si commuove a Io e Te: «Ho vissuto una tragedia…». Pierluigi Diaco reagisce così. Oggi, il cantante di Cellino San Marco, ospite nel salotto estivo di Rai1, si è raccontato a cuore aperto dagli esordi ai concerti in giro per il mondo.

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Al Bano ha parlato di quando è arrivato a Milano con il sogno di diventare un cantante e per mantenersi ha iniziato a lavorare come cameriere. In quell’occasione, avvenne un episodio inaspettato. «Lavoravo in un ristorante di Milano. Un giorno delle persone mi dissero che se avessi voluto guadagnare molto di più, avrei dovuto consegnare delle bustine con una polverina. Ho capito subito di cosa si trattasse, mio padre mi aveva sempre messo in guardia sulla droga. Ho rifiutato all’istante». Diaco si complimenta con l’artista per la sua correttezza.

Poi l’ex marito di Romina Power parla della dolorosa perdita della figlia Ylenia. «Ho vissuto una tragedia – spiega commosso – in quel lungo periodo ho avuto un rapporto controverso con Dio, non capivo perché dovessi affrontare tutto quel dolore. Ma sono sempre stato un buon cristiano e ho capito che la vita è fatta anche di croce. Adesso ho un ottimo rapporto con la fede». Pierluigi Diaco gli dedica la canzone di Tiziano Ferro e Carmen Consoli Il Conforto.

Coronavirus Belen se non avessero fatto la settimana della moda forse non sarebbe successo

La showgirl Belen ha rilasciato un’intervista all’AdnKronos con la quale ha detto la sua una personale opinione riguardante il modo in cui la situazione, nel nostro paese, è degenerata in poco tempo, infatti la Lombardia, è la regione più colpita dal Covid-19.

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Secondo Belen la Settimana della Moda di Milano potrebbe avere avuto un ruolo decisivo nella diffusione del virus:”Se avessero evitato di fare la settimana della moda forse tutto questo non sarebbe successo. Sono arrivati voli da zone che non erano al sicuro. Secondo me, è da lì che è partito tutto. Se dopo la Cina siamo diventati il paese più infetto nel mondo c’è qualcosa che è andato storto. La settimana della moda è stata deleteria. Il governo doveva attivarsi prima. Belen ha ribadito che la sua è soltanto un’opinione e quello che ci rimane da fare è attenersi alle direttive del governo, sperando che facciano presto effetto:”La verità in mano non ce l’ha nessuno, non sappiamo neanche se la cosa si risolverà stando a casa ma il popolo deve attenersi a quello che ci dice il governo altrimenti questa storia non finisce più. Dobbiamo aiutarci a vicenda, siamo tutti molto demoralizzati, quindi se ognuno inizia a guardare anche l’orto dell’altro e non solo il suo forse riusciamo ad uscirne il prima possibile. E’ una situazione complessa e da un punto di vista economico è una tragedia senza precedenti.” Anche Belen, come molti vip, ha deciso di puntare sui social per trascorrere il tempo e per intrattenere i propri follower: ”Mi sto inventando qualcosa per intrattenere le donne magari mi collego, parliamo un po’ tra di noi, ci trucchiamo, insomma cerchiamo di passare un po’ il tempo.”

Carabiniere ucciso, la madre di Elder Lee: «Mio figlio è un ragazzo riflessivo, se ha agito così è perchè era terrorizzato»

«Un ragazzo riflessivo, che se ha agito contro qualcuno lo deve aver fatto perché terrorizzato. Un giovane che non prendeva droghe, solo la marijuana, legale nel suo Paese, la California, con la ricetta medica».

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Così descrive Finnegan Elder Lee, presunto assassino del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, la madre del ragazzo in una intervista alla Stampa, in cui premette di essere vicina al dolore della moglie del carabiniere. «Siamo tremendamente dispiaciuti. Abbiamo totale fiducia nella giustizia italiana, afferma la donna. Non ho parlato con mio figlio. Mio marito lo vedrà oggi a Roma. Ma non riesco a spiegarmi questa sua reazione. È un ragazzo riflessivo, che ha anche molto sofferto ed è vero che usava la marijuana, che in California è legale e lui la prendeva con la ricetta medica, per alleviare il dolore di una menomazione fisica. Non mi sono mai accorta che usasse altre droghe».

Ha mai notato in suo figlio esplosioni di rabbia improvvisa? «Mai – risponde -. Finn è un ragazzo riflessivo. L’unica spiegazione che posso darmi se davvero risultasse coinvolto in modo diretto in questa tragedia, è che fosse terrorizzato e dunque può aver reagito in modo inconsulto».

Sentita sull’uscio di casa anche dal Corriere della Sera, la madre del ragazzo americano si dice distrutta. «Non posso parlare – aggiunge -, è tutto così precario, stiamo aspettando le indicazioni del Dipartimento di Stato, prima di partire per Roma forse domani o mercoledì».

Noemi Magni, chi è la ragazza di 27 anni morta per la tromba d’aria a Fiumicino

Capelli biondi e sorriso stampato in viso. Noemi Magni, 27 anni, è stata uccisa dalla forza di una tromba d’aria questa notte a Fiumicino, in via Coccia di Morto.

Stava tornando a casa – verso le due – dopo essere uscita a comprare un pacchetto di sigarette, quando la sua Smart è stata letteralmente travolta dalla violenza del vento. La macchina è stata sbalzata via e per lei non c’è stato nulla da fare.

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La ragazza abitava a Focene. Il sindaco del comune alle porte di Roma, Esterino Montino, dopo la tragedia ha dichiarato: «Sembra un teatro di guerra. Appena giunto a Focene ho potuto incontrare i genitori della ragazza. A loro e a tutti quelli che la conoscevano va il mio più caloroso abbraccio e la mia più sincera vicinanza per la tragedia che li ha colpiti», ha concluso Montino.