Jennifer Lopez: “Mi piacerebbe trasferirmi in un paesino in Italia… vorrei una vita più semplice e genuina”

Un desiderio ancora da realizzare nella sua lista dei progetti per il futuro? Lasciare prima o poi gli Stati Uniti e trasferirsi in un piccolo paese in Italia (o a Bali) per vivere in pace una vita più semplice e tranquilla.

jenny

Parola di Jennifer Lopez, che nel numero di Vanity Fair dedicato al mondo di Hollywood, di cui è una delle protagoniste, ha anche rivelato che la sua vera passione è il cinema.

“Potrei dire che la danza e la musica sono state i miei primi amori, ma recitare è il vero amore della mia vita”, ha confessato la cantante e attrice di “Hustlers” nel corso dell’intervista.

Violante Placido: “Io vittima dei bulli, nessuno voleva essermi amico”

“Pur nella condizione privilegiata di figlia di attori ed emigrante di lusso, mi sentivo diversa: ero la straniera stralunata, che si vestiva strana, parlava strano e nessuno voleva essermi amico”, confessa Violante Placido in un’intervista rilasciata a Candida Morvillo per l Corriere della Sera.

© Piergiorgio Pirrone - LaPresse 31-08-2011  Venezia Lido spettacolo 68esimo Festival del cinema di Venezia  Red carpet del film Le idi di marzo che inaugura il 68esimo festival del cinema di Venezia. nella foto: Violante Placido © Piergiorgio Pirrone- LaPresse 31-08-2011  Venice Lido 68 Venice Filmfestival "The ides of march"  for the opening red carpet of the 68Venice cinema festival. In the picture: Violante Placido

L’attrice racconta di essere stata vittima dei bulli quando si è trasferita negli Stati Uniti e ha frequentato una scuola a Los Angeles. “Le altre ragazzine – continua – già si depilavano, alcune portavano lenti a contatto colorate. Io ero intimidita, impaurita, e troppo orgogliosa per fare il primo passo”.
“Mi facevano piccoli ricatti, sottili violenze psicologiche, non fisiche. Il rappresentante di classe aveva il compito di fare l’appello e mi faceva mettere in punizione per ritardi minimi. Oppure qualcuno m’invitava al cinema, ma a patto che lo facessi copiare in spagnolo, in cui ero la prima della classe. Mi offrivano amicizia sotto forma di ricatto. E se invece, in classe, davo aiuto a quelli più emarginati di tutti, facevano la spia”.
Violante ha un figlio di tre anni che sta educando a vivere il rapporto con gli altri in maniera sana: “Per ora, Vasco è solare, giocherellone e ha un suo senso di giustizia innato: una volta, un amichetto ha strappato un gioco a una bambina e lui è intervenuto, ha detto ‘ridaglielo, è suo’. Cerco innanzitutto di essere io per prima rispettosa nei suoi confronti. Non puoi chiedere a un bimbo di essere giusto se il senso di giustizia glielo insegni con la coercizione. E se gli trasmetti autostima, sarà difficile che senta il bisogno di prevaricare qualcuno”.

“Il mio patrigno abusa di me”, 12enne suicida in diretta sul web

La trasmissione in diretta del suicidio di una ragazza 12enne ha sconvolto gli Stati Uniti d’America. L’episodio ha poi suscitato indignazione, poiché le autorità hanno dichiarato di non poter rimuovere il video da Internet. Katelyn Nicole Davis si è impiccata a Cedartown, Georgia, il 30 dicembre, in streaming. Il video dura poco più di 40 minuti e termina solo dopo la scoperta del corpo da parte dei genitori.

Katelyn-Nicole-Davismm

Si è verificato ciò che Katelyn aveva annunciato. Katelyn diceva di volersi uccidere perché abusata se. ssua. lmente da un membro della famiglia. E usava spesso il web per le sue video-confessioni: “Siamo stati contattati da un agente di polizia della California che ha visto il video la sera del suicidio”, ha detto Kenny Dodd, capo della Polizia locale. Alcuni video pubblicati nel gruppo Facebook “Giustizia per Katelyn Nicole Davis” mostrano la ragazza spiegare che il suo patrigno “ha cercato di entrare nei miei pantaloni” e che il suo padre biologico non era un “papà” per lei. Un altro video la mostra singhiozzante davanti alla telecamera, mentre dice: “Questo è ciò che accade dietro le porte chiuse.” Gli investigatori stanno lavorando per ottenere un mandato di perquisizione per esaminare il cellulare della ragazza e il suo account di Facebook.