Niccolò Bettarini, un imputato ammette: «L’ho colpito con una coltellata»

4138192_1806_104174600È arrivata, dopo mesi di silenzi, la prima ammissione, anche se parziale rispetto alle accuse, nel processo abbreviato ai quattro aggressori di Niccolò Bettarini, il figlio della conduttrice tv Simona Ventura e dell’ex calciatore Stefano Bettarini, colpito con calci, pugni e coltellate lo scorso 1 luglio davanti all’Old Fashion, nota discoteca milanese. Uno degli imputati, il 29enne Davide Caddeo, con una memoria depositata dai suoi avvocati Robert Ranieli e Antonella Bisogno, ha detto infatti di aver colpito il 19enne almeno con una coltellata anche se, per il pm Elio Ramondini, ne avrebbe sferrate otto.

Da quanto si è saputo, Caddeo, che era stato anche sottoposto a sorveglianza speciale in passato perché trovato più volte in possesso di un coltello, ha confessato nero su bianco di aver ferito il ragazzo, parlando di almeno un fendente. Ha raccontato che era in corso una rissa quel mattino, che lui era ubriaco e Bettarini, a suo dire, un po’ strafottente e così ha perso la testa e l’ha colpito. Poi, ha spiegato ancora, si è preoccupato quando l’ha visto a terra insanguinato. Nella scorsa udienza, il pm ha chiesto 10 anni di carcere per tentato omicidio per Caddeo – cui vengono imputate tutte le otto coltellate che hanno ferito il giovane (rappresentato come parte civile dal legale Alessandra Calabrò) – per Alessandro Ferzoco (difeso da Mirko Perlino), Andi Arapi e Albano Jakej (col legale Daniele Barelli).

Secondo le accuse, infatti, i quattro si erano «certamente» prefigurati che quel pestaggio e quei fendenti in «parti vitali» con una lama da 20 centimetri «avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali», anche in considerazione della «loro superiorità numerica e della violenza della loro azione». La Procura ha anche contestato agli arrestati l’aggravante di aver «agito per motivi abietti (in quanto discriminatori) e futili» per quella minaccia («sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo») che lo stesso Niccolò sentì quel mattino, dopo la notte passata in discoteca. Stando alle indagini, il giovane riuscì a salvarsi solo grazie all’intervento di alcuni amici che si gettarono nella mischia, tra cui anche una ragazza. Ora, dopo il deposito della memoria, è possibile che nell’udienza fissata per domani Caddeo venga ascoltato in aula davanti al gup Guido Salvini e che possa fornire una ricostruzione più completa. Anche gli altri tre, alla luce della mossa difensiva dell’imputato principale, potrebbero decidere di dare la loro versione. Dalle indagini, soprattutto difensive, tra l’altro, era emersa anche l’ipotesi della presenza di un secondo coltello. Tesi che, però, a detta degli inquirenti, non ha mai trovato riscontri.

«Corona torni in carcere, troppe risse in tv»: il pg chiede lo stop all’affido terapeutico

corona carcere_26145441Guai in vista per Fabrizio Corona: la Procura generale di Milano ha chiesto in udienza ai giudici della Sorveglianza che venga revocato l’affidamento terapeutico a Fabrizio Corona e che, dunque, torni in carcere a scontare la pena.

In aula, da quanto si è saputo, l’Avvocato generale Nunzia Gatto, “numero due” della Procura generale, ha ricostruito tutte le violazioni che Corona avrebbe commesso parlando anche delle sue «ospitate rissose» in tv e mostrando nell’udienza di quasi 5 ore anche lo «scontro» al GfVip con Ilary Blasi. I giudici si riservano di decidere.

L’Avvocato generale Nunzia Gatto ha chiesto ai giudici della Sorveglianza (presidente Giovanna Di Rosa, relatore Simone Luerti) di revocare l’affidamento terapeutico provvisorio concesso all’ex ‘re dei paparazzì il 21 febbraio, quando era uscito di nuovo dal carcere dopo esserci tornato nell’autunno 2016. Per la Procura generale, che già l’1 marzo aveva chiesto la revoca, a Corona non può essere concesso l’affidamento terapeutico ‘definitivò, come chiede la sua difesa (tra i legali Antonella Calcaterra), e gli va anche revocato quello provvisorio a partire da febbraio e, dunque, dovrebbe scontare di nuovo anche gli ultimi 9 mesi in carcere.

Il pg Gatto nell’udienza a porte chiuse (anche Corona ha parlato in aula e poi se ne è andato dribblando i cronisti) ha elencato, una per una, tutte le violazioni delle prescrizioni che l’ex ‘fotografo dei vip’ avrebbe compiuto, soprattutto dopo l’udienza del giugno scorso, quando i giudici decisero di prendere tempo prima di decidere sulla conferma o meno dell’affidamento e fissarono la nuova udienza di oggi. E ciò oltre alle violazioni pregresse dopo la scarcerazione, come l’uso dei social che in quel periodo non gli era concesso.

Per la Procura generale, poi, le partecipazioni continue con tanto di “risse” in tv non possono rientrare nell’autorizzazione generale che lui ha a svolgere la sua attività lavorativa. Per questo il pg ha fatto vedere ai giudici il video dello scontro verbale in tv con la conduttrice del ‘Gf vip’ Ilary Blasi, oltre a un altro filmato in cui l’ex agente fotografico con alcuni amici in un locale tornava a prendersela con la moglie di Francesco Totti. In più, in aula è stato mostrato anche il filmato dell’ insulto che Corona ha rivolto al sostituto pg Maria Pia Gualtieri, dopo che il magistrato aveva chiesto di aumentare la condanna nel processo sui 2,6 milioni di euro in contanti. Infine, il pg ha elencato tutte le occasioni in cui l’ex ‘fotografo dei vip’ si sarebbe trovato in una città fuori dalla Lombardia senza avere l’autorizzazione dei giudici (agli atti mancherebbe anche quella per la sua presenza al ‘GF vip’). In più gli viene contestata anche la frequentazione di un pregiudicato.