Rita Ora si spoglia e si immerge nella vernice dorata per il lancio del suo nuovo singolo

Nuda mentre si muove sensuale in una mare liquido di vernice dorata. Si apre così la mini clip che Rita Ora ha condiviso sui social per accompagnare il suo nuovo singolo “How To Be Lonely”. La cantante, 29 anni, aveva postato pochi giorni fa anche una serie di foto ricordo in bikini mentre nuotava in piscina scrivendo rammaricata: “Giorni più felici” e invitando a mantenere la distanza di sicurezza.

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Nel teaser del video Rita è prima immersa nella vernice poi la telecamera inquadra una sorta di navicella spaziale dal cui portello sembra escano degli esseri alieni.
Al momento non è chiaro quale storia racconterà il nuovo video della Ora, tuttavia si presume possa ispirarsi proprio a temi fantascientifici.

Pochi giorni fa la cantante aveva pubblicato alcuni scatti flashback mentre si tuffava, in bikini, in una piscina ricordando… “giorni più felici”, ovvero prima che la pandemia COVID-19 prendesse veramente piede.

La madre della Ora intanto, Vera, che è una psichiatra, ha annunciato sui social che tornerà in prima linea nel sistema sanitario nazionale per rendersi utile durante l’attuale crisi sanitaria.

Coronavirus, il condominio contro la dottoressa: «Fai attenzione quando rientri a casa». La rabbia dell’ospedale

Si fa presto a definire “eroi” o “angeli” i tanti medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale delle strutture ospedaliere che ogni giorno combattono in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus. L’importante, infatti, è che lo facciano restando ben lontani da noi. È l’amara realtà che emerge da quanto accaduto in provincia di Pisa, dove una dottoressa costretta a turni massacranti è finita nel mirino dei condomini: nei pressi del portone, infatti, è stato affisso un cartello che è stato condannato dai vertici dell’ospedale in cui la donna lavora.

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Come riporta Il Tirreno, la dottoressa lavora in un ospedale di Cisanello (Pisa) e, rincasando, ha trovato un messaggio diretto a lei: «Sappia che in questo condominio abitano una neonata di sei mesi e una signora ultraottantenne vedova. Perciò usi le massima precauzioni quando utilizza gli spazi comuni e deve toccare cancelli, scale, sottoscala e corrimano». La paura del contagio è comprensibile, ma un simile messaggio stride con una improvvisa riscoperta dell’importanza di alcune categorie di lavoratori che troppo spesso vengono bistrattati e che negli ultimi tempi invece si ritrovano incensati un po’ da tutti.

L’episodio ha scatenato la rabbia di Stefano Taddei, ordinario di Medicina e direttore della clinica medica 1 Universitaria, e di Marco Taddei, direttore di Medicina 4 dell’ospedale: «Questo è un atto vergognoso, che non può passare sotto silenzio. Quando i medici lasciano l’ospedale, tutto avviene in sicurezza e ogni ambiente viene igienizzato e sanificato».

80mila euro di cachet, Gigi DʼAlessio: “Canto io ma mangiamo in 400”

Il cantante spiega come solo una parte dei soldi resta in tasca sua: “16mila euro vanno allo Stato, e poi ci sono i musicisti, i fonici…”. Lʼopposizione: “60mila euro da imputare al bilancio comunale”
Dopo le polemiche sul maxi-cachet di 80mila euro pagati per averlo in concerto, Gigi D’Alessio risponde dal palco di Pratola Serra (Avellino). “Ricordatevi che qua stiamo sempre uno a cantà e 400 a mangià” – dice il cantante, che spiega come quella cifra non finisce interamente nelle sue tasche. “16mila vanno allo Stato, all’Iva”, mentre un’altra parte serve per pagare gli addetti ai lavori (come “la sicurezza, i musicisti, i fonici”).

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Gli 80mila euro – che secondo D’Alessio sono “soldi offerti da 42 sponsor”, poiché “il Comune non ha tirato fuori un euro” – servirebbero altresì ad allestire “il palco” e impiegare “i furgoni”, “i camion”, nonché a pagare “gli alberghi, l’Enpals, la Siae”. La polemica sul maxi-cachet era stata sollevata sul piano politico dall’opposizione (“Hanno pagato i cittadini”) dell’amministrazione comunale vigente di Pratola Serra, guidata dal sindaco Emanuele Aufiero.
L’opposizione: “Il concerto costa 90mila, di cui 60mila imputabili al Comune” – In una nota, il gruppo di opposizione “Siamo Pratola Serra” è ritornato sul costo del concerto di Gigi D’Alessio, sottolineando come sia vero che “uno canta e quattrocento magnano”, ma anche che “i cittadini di Pratola Serra pagano”.
I soldi impiegati per permettere l’esibizione live ammonterebbero “a oltre 90 mila euro”, di cui “circa 60mila da imputare al bilancio comunale”, “mentre il cantante parla di soli 80mila”. Invocando trasparenza sui soggetti che hanno finanziato l’evento musicale, il gruppo sottolinea che gli “sponsor e relative somme versate non coprono affatto l’intero costo del concerto”, ma un totale di “32.600,00 euro”.