Cina torna il lockdown anti covid: in mezzo milione chiusi in casa

Mezzo milione di cinesi tornano in lockdown dopo la conferma di altri 103 casi di Covid-19 segnalati in Cina continentale, comprese 85 infezioni trasmesse a livello locale e 18 “importate” dall’estero, oltre a 76 nuovi asintomatici.

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Oms in Cina
Il team di esperti dell’Oms sarà in Cina da giovedì 14 gennaio, al fine di accertare le origini del Covid-19. Lo ha riferito la Commissione sanitaria nazionale di Pechino. La Commissione sanitaria nazionale ha in una nota spiegato che il team internazionale di 10 esperti “condurrà ricerche congiunte in cooperazione sulle origini del Covid-19 insieme agli scienziati cinesi”. Intanto, ha superato quota 90 milioni il numero dei casi di contagio da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui 49,9 milioni guariti.

Lo rende noto l’università americana Johns Hopkins, che riporta anche 1,93 milioni di decessi totali legati al nuovo coronavirus. Il Paese più colpito al mondo in termini assoluti dal Covid-19 restano gli Stati Uniti, con 22,3 milioni di contagi e 373 mila decessi. Seguono l’India e il Brasile. Gli Stati Uniti registrano 213.905 nuovi casi di covid-19 e 1.814 ulteriori decessi legati al virus, stando agli ultimi dati forniti dalla Johns Hopkins University. Il totale dei contagi a livello nazionale sale quindi a 22.406.747 con almeno 374.322 persone decedute.

I casi nel mondo
In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 23.315 nuovi casi di Covid-19 e 436 persone sono morte a causa della malattia: lo riporta il centro operativo anti-coronavirus. Stando ai dati ufficiali, in Russia dall’inizio dell’epidemia sono stati accertati 3.425.269 contagi di Covid-19 e 62.273 decessi provocati dal morbo. Le zone col maggior numero di nuovi casi nel corso dell’ultima giornata sono Mosca, con 4.646 contagi, San Pietroburgo con 3.004, e la regione di Mosca, con 1.315. La Cina ha registrato ieri 103 nuovi casi di Covid-19, segnando una crescita a tre cifre per la prima volta in oltre cinque mesi. In base ai dati della Commissione sanitaria nazionale, 85 sono le infezioni trasmesse localmente, di cui 82 nella provincia di Hebei, alle porte di Pechino, dove sono state rafforzate le misure di prevenzione. I media hanno riferito che almeno sei province e città – Pechino, Jiangsu, Zhejiang, Tianjin, Hubei e Hunan – hanno inviato team di medici ed esperti per fronteggiare il focolaio nell’Hebei, riferito soprattutto al capoluogo Shijiazhuang e alla città di Xingtai. Il team di esperti dell’Oms sarà in Cina da giovedì 14 gennaio, al fine di accertare le origini del Covid-19. Lo ha riferito la Commissione sanitaria nazionale di Pechino. La Commissione sanitaria nazionale ha in una nota spiegato che il team internazionale di 10 esperti “condurrà ricerche congiunte in cooperazione sulle origini del Covid-19 insieme agli scienziati cinesi”.

La missione, a lungo pianificata, era attesa già a metà della scorsa settimana, ma da Pechino a sorpresa non arrivò il via libera, malgrado alcuni esperti fossero in viaggio o addirittura già arrivati in Cina, al punto che il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, lanciò una rarissima critica, dicendosi “molto deluso” per l’evoluzione degli eventi. I passeggeri aerei in arrivo in Australia dall’estero dovranno risultare negativi al test per il coronavirus prima di imbarcarsi. Il prerequisito, che era già previsto per i voli charter organizzati dal governo per il rimpatrio dei residenti australiani, ora verrà adottato per tutti i voli in arrivo nel Paese, con eccezioni solo per casi particolari. Lo ha stabilito il gabinetto nazionale, che riunisce il primo ministro federale e i premier degli stati e territori. Gli equipaggi aerei di voli internazionali dovranno inoltre sottoporsi a test settimanali per il Covid-19 o allo sbarco in Australia, e l’uso delle mascherine sarà obbligatorio sui voli domestici e internazionali sia per gli equipaggi sia per i passeggeri, eccetto che per i bambini sotto i 12 anni.

Gli Stati federati di Micronesia, nazione insulare del Pacifico rimasta uno degli ultimi paesi al mondo risparmiati dal Covid-19, hanno segnalato oggi un primo caso di contagio. Il presidente David Panuelo ha ammesso che questa notizia sia “allarmante” per l’arcipelago di 100 mila abitanti, sostenendo che la persona infetta è sotto stretta sorveglianza. “Tutti i cittadini devono mantenere la calma – ha detto in un discorso televisivo -. “Niente panico, perché la situazione è sotto controllo”. Il nuovo coronavirus era stato rilevato in un marinaio di una nave governativa, lo ‘Chief Mailo’, che era stata inviata per riparazioni nelle Filippine. Il paziente e i suoi colleghi sono rimasti a bordo della barca, ancorata in una laguna, e sotto costante sorveglianza. Scuole, chiese e negozi rimangono aperti. In Messico le autorità hanno annunciato di aver rilevato un caso della cosiddetta variante inglese del Covid-19 in una persona di ritorno da un viaggio all’estero nello Stato di Tamaulipas.

Così Naomi Campbell affronta il coronavirus: «Lo faccio da 15 anni, nulla di nuovo»

Anche Naomi Campbell combatte l’emergenza coronavirus: ma affrontare i germi ed evitare ogni contagio è sempre stata una sua prerogativa, dal momento che la storica top model ora 49enne è sempre stata una maniaca dell’igiene. «Non è un bel momento. E non lo faccio per farvi ridere», afferma in un video su YouTube in cui posta le precauzioni che ha preso di recente per proteggersi dal Covid19.

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Non è da oggi che la diva delle passerelle è particolarmente attenta a evitare contaminazioni, specialmente quando viaggia – è dagli anni ’90 che indossa la mascherina – ma durante una recentissima trasferta da Los Angeles a New York la Venere nera della moda ha sfoderato l’artiglieria. In «Protecting Myself Against Coronavirus» la Campbell ha portato i suoi fan dal terminal del Los Angeles International all’aeroporto newyorkese JFK fornendo passo passo consigli su come evitare il contagio durante il viaggio. «Ero nervosa per il fatto di viaggiare in mezzo a una pandemia. Sono 15 anni che quando salgo su un aereo disinfetto il mio posto. Non è nulla di nuovo per me, ma questo è completamente nuovo».

Il video mostra Naomi ancora in casa vestita con una tuta di Tyvec bianca DuPont che può essere acquistata su Amazon: «Dicono che la cosa più importante è non toccare le superfici», spiega la diva della moda: «È un po’ drammatico ma è anche importante coprirsi gli occhi», ed ecco dunque che spuntano un paio di occhiali trasparenti di sicurezza consigliati dall’amica e altra top Linda Evangelista.

Seguono i guanti, indossati prima di salire in macchina per l’aeroporto e un mantello Burberry color cammello. «Viaggiando così mi sento più a mio agio. Se proprio devo viaggiare. Cerco di evitarlo al massimo ma se succede, viaggio così». In aeroporto la Campbell mette la mascherina N95: «Dicono che non serve, ma non sono d’accordo», spiega la modella ammettendo che anche lei, che pure è ipocondriaca, a fatica resiste all’urgenza di toccarsi la faccia.

Naomi non è l’unica star ad aver recentemente preso precauzioni quando ancora era possibile viaggiare agevolmente: a fine febbraio Gwyneth Paltrow e Bella Hadid lo hanno fatto mettendosi la mascherina in viaggio per la Fashion Week di Parigi. «Paranoica? Prudente? Nel panico? Placida? Stanotte dormirò cosi sull’aereo. Sono già stata in questo film. State al sicuro, non stringete mani, lavatevi le mani spesso», ha detto la Paltrow a corredo di un selfie su Instagram che fa riferimento a «Contagion», la sua pellicola del 2011 che racconta di un virus mortale che si diffonde per il mondo.

Elena Santarelli rimprovera gli italiani: «Non vi lamentate: noi siamo chiusi in casa, altri in ospedale da mesi»

Elena Santarelli ha voluto parlare in merito a questo periodo di quarantena dovuta all’emergenza Coronavirus. Molte persone si stanno lamentando perché sono costrette a stare chiuse in casa, ma lei ha voluto fare a tutti un rimprovero e lo ha fatto attraverso un video sul suo account Instagram.

«Questo video è rivolto a tutti quelli che non hanno ancora capito la situazione che l’Italia sta attraversando. Un bacio da una mamma che ha passato una piccola, piccolissima tempesta. Piccola come un granello di sabbia».5114821_1812_elena_santarelli_ospedale_coronavirus

La showgirl parla dalla sua casa romana dove in questi giorni sta affrontando la quarantena con il marito e i suoi due figli. L’emergenza sanitaria è un tema che la tocca da vicino, dopo il difficile percorso che ha dovuto affrontare insieme al figlio Giacomo, recentemenre guarito da un tumore.
«Ciao, vorrei parlare a tutte quelle persone che si lamentano senza avere veri motivi per farlo e non a quelle che ogni tanto scherzano, come me, nella consapevolezza che questo momento è tragico. Bisogna fare una scala della tragedia, una scala delle lamentele, pensando a tutti quelli che ci circondano. Faccio la mia riflessione personale. Sono a casa, ma sono in una casa con tutti i comfort per mia fortuna e gratitudine. Ho un terrazzo e quando lo guardo dico ‘signore, grazie’, poi cammino per strada e vedo i miei bambini correre, sorridere, anche litigare in mezzo al casino. Ma è un bel casino. Loro sono in salute, così come tutti i membri della famiglia. Guardo poi la mia cagnolina Neve, soffice come un peluche e sono grata per averla con noi, perché un cane aiuta i bambini a sentirsi meno soli, riempie le giornate casalinghe e ci fa anche ridere. Perché quando si tratta di portarlo fuori si lanciano i dadi per scoprire chi si guadagnerà l’uscita per i bisognini. Ci sono tante cose per cui gioire ed essere grati, ma davvero tante ed ora abbiamo il tempo di apprezzarle e di capire quali siano. Noi siamo chiuse in casa, ma ci sono persone che sono chiuse in ospedale da mesi».

Poi fa riferimento alle famiglie che soffrono negli ospedali: «Ci sono mamme e ci sono papà che non sanno più cosa inventarsi in quegli ospedali, quando il loro unico spazio per giocare è il letto. Un piccolo letto, dove sono distesi i loro bambini e dove devono inventarsi che quello è il ‘Pianeta Dottore’, dove si guarisce e dove si torna a casa. Forse da vincitori. E comunque quando si combatte un male che si chiama cancro, con quella forza che solo i genitori sanno di avere, ricordatevi che non si è mai sconfitti. Le mascherine le mamme dei bambini immunodepressi le conoscono bene: loro le devono indossare sempre e sanno bene quanto siano soffocanti. Così come lo sanno i nostri medici ed infermieri da sempre. Quindi non vi lamentate se dovete indossarle per 30 minuti per andare al supermercato, o in farmacia, o per portare fuori il cane. Penso a quelle famiglie che non ce la facevano ad arrivare a fine mese prima del coronavirus ed ora tante di loro hanno perso il lavoro, non sanno come dare da mangiare ai propri figli. Preoccupazioni su preoccupazioni, aggiunte al Covid-19».

E conclude: «Non è un gioco. È un momento di forte riflessione per tutti, compresa. Scriviamo tutti i buoni motivi per essere felici, nonostante la tragedia e appendiamoli sul nostro frigorifero per sorridere ancora di più. Un bacio da una mamma che ha passato una piccola, piccolissima tempesta. Piccola come un granello di sabbia. Una mamma che ha imparato a sorridere ancora di più. Rimanete a casa, fatelo per tutte le persone più deboli, per i nostri figli, per i nostri genitori e per tutte le persone anziane. Grazie».