Mara Carfagna è in dolce attesa: una bimba da Alessandro Ruben

Fiocco rosa alla Camera! La vice presidente Mara Carfagna è in dolce attesa. La deputata di Forza Italia, 44 anni, aspetta il suo primo figlio dal compagno, Alessandro Ruben, 53 anni. La ex ministra alle Pari Opportunità e l’avvocato stanno insieme da sette anni. Lei ha alle spalle un matrimonio naufragato dopo appena un anno con il costruttore Marco Mezzaroma.

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Da tempo la Carfagna aveva espresso il desiderio di diventare mamma. Con Ruben il rapporto va a gonfie vele e di lui la politica aveva detto in un’intervista: “E’ un uomo presente e attento che compensa con la sua solarità il mio carattere rigido e severo”, aggiungendo di sentire “il bisogno di un figlio. Arriverà al momento giusto”. E quel momento tanto atteso è arrivato.

Dopo le indiscrezioni diffuse sul web di una cicogna in volo e le immagini che ritraevano la deputata intenta a fare acquisti in negozi premaman, è arrivata la conferma con un comunicato diramato dall’Ansa.

Poliziotto malato di tumore al cervello: «Devo risarcire 310mila euro». E scrive a Mattarella: «Presidente mi aiuti»

Il gesto inconsulto di un collega durante un intervento, un uomo ferito gravemente. E la condanna, dopo anni di processi, divenuta – come lui stesso ravvonta – «un peso insopportabile che ha mi trascina da quasi trent’anni», con un maxi risarcimento da 310mila euro. La storia di Luca Buttarello, un poliziotto di 55 anni, in servizio alla questura di Padova, culmina con un colpo di scena: la diagnosi di un tumore raro che lui addebita alle «preoccupazioni maturate in anni di preoccupazioni e sofferenze», per qualcosa che lo ha coinvolto indirettamente. Per questo motivo ora Buttarello ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo un po’ di attenzione.

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LA LETTERA INTEGRALE

Luca è convinto con che quel tumore cerebrale sia l’epilogo «di 27 anni di ansie, sofferenze, notti insonni ed esborsi di denaro per tentare di difendermi con infiniti rispetto e pazienza ‘nel’ sistema processuale (penale, contabile e disciplinare)». Tutto comincia il 31 marzo del 1992 quando Buttarello si trova a intervenire alla stazione metro di Milano. Durante un fermo di Polizia per l’identificazione di una persona, sarebbe partito un calcio al basso ventre del fermato. A sferrare il calcio, però, – come spiega l’accusa – non è Buttarello, ma un collega. Parte la denuncia. E i processi. Viene denunciato l’agente che tirò il calcio, ma anche Buttarello (e altri tre colleghi presenti) perché si trovava lì. E nonostante il poliziotto si fosse sempre espresso come «estraneo ai fatti», la Corte lo condannò ad otto mesi di reclusione. Il motivo? «Per non aver impedito il calcio sferrato dal collega» che costò alla vittima l’asportazione di un testicolo. Viene stabilito anche un risarcimento: oltre 300mila euro a titolo di danno che il ministero ha ritenuto di riconoscere ed elargire alla parte lesa.

«Per ora mi è stato pignorato un quinto dello stipendio ed ipotecata la casa di famiglia a me intestata, un vecchio immobile frutto esclusivo di una vita di lavoro del mio stimato padre ultra-novantenne – scrive a Mattarella il poliziotto -. Aldilà della verità fattuale così come ricostruita dai Tribunali, mi sento come un fusibile a basso amperaggio di un circuito elettrico chiamato a sobbarcarsi da solo, in virtù del principio solidaristico, un importo da capogiro che faccio perfino fatica a pronunciare e di cui non ho alcuna disponibilità».

Inizialmente la somma pattuita dal giudice, circa 40mila euro, si sarebbe dovuta dividere tra i quattro poliziotti coinvolti. Ma di loro, compreso il poliziotto che materialmente sferrò il calco, solo Buttarello risultò “solvibile”, ovvero in grado di pagare. E così negli anni, tra rcorsi e interessi crescenti la cifra è cresciuta alla cifra attuale.

Per la Corte che giudicò l’imputato, assieme agli altri agenti, «non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo» e così ritenne che ci fu una condotta omissiva da parte di Buttarello. E ora Luca deve rispondere da solo anche per tutti gli altri. «Un anno fa Fsp con altre sigle sindacali ha ritenuto di segnalare al Ministero dell’Interno e al capo della Polizia Paolo Gabrielli la tragedia umana e giudiziaria del collega Luca Buttarello – spiega Maurizio Ferrara, vicario regionale del sindacato Fsp -. Il tempo trascorso, il silenzio serbato alla nostra denuncia e l’assenza di una risposta, ci induce a sostenere con maggiore convinzione la situazione del nostro collega. Ci batteremo fino in fondo per aiutarlo in questo suo difficile percorso».

«Con grande orgoglio – si legge nella lettera a Mattarella – servo il mio Paese da 35 anni e non mi sono mai risparmiato ma, piombato ora in una insidiosa condizione di sconforto e dopo avere invano bussato ad alcune porte istituzionali, ho la necessità di rivolgermi alla più alta carica dello Stato per avere un po’ di attenzione». E ancora: «Dentro il mio cervello si è sviluppato un raro tumore, una neoplasia maligna contro cui sto cercando di combattere con tutte le mie forze e con le risorse economiche miserabili di cui dispongo». «Ho motivo di ritenere che la malattia che mi ha colpito altro non sia che il velenoso frutto di 27 anni di preoccupazioni e sofferenze, notti insonni ed esborsi di denaro per tentare di difendermi da processi e situazioni difficili che hanno costellato la mia professione».

Ora Luca Buttarello ha la casa pignorata (ereditata dal padre), come il quinto di uno stipendio che supera di poco i 1500 euro. E così rimane davvero poco per combattere il raro tumore cerebrale contro cui sta combattendo il poliziotto. «Non trovo dentro di me la forza di combattere per sopravvivere ad un tumore e, contemporaneamente, portarmi un fardello debitorio del genere sulle spalle, sarebbe meno complicata e dolorosa la pena di morte». Una lettera che per ora è rimasta senza risposta.

Paola Perego torna in Rai e rompe il silenzio: “Ho il panico”

Dopo l’allontanamento dal programma torna in Rai Paola Perego che ha deciso di rompere il silenzio in merito alla vicenda che l’ha vista come protagonista. In un’intervista esclusiva al settimanale ‘Oggi’, nel numero in edicola da domani. Non nasconde i timori per l’annunciato ritorno in tv: “Sono terrorizzata. Anzi, di più: ho il panico!”. E aggiunge: “Qualcosa devo aver sbagliato anch’io, non giriamoci intorno, ma riparto con molta umiltà. Mi rivolgo alla gente che mi vuole bene, quelli io non li voglio deludere”.

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Dell’episodio che le è costato la chiusura del programma dice: “Campo Dall’Orto è fuori per cose che io non so. Ma so che la sera stessa in cui ha chiuso il programma, d’accordo con la presidente Monica Maggioni, ha mandato un Sms a Lucio (il marito Lucio Presta n.d.r.) dicendo che io non avevo alcuna responsabilità… Io so solo che sono stata punita. Per mio marito? Possibile. Ma avercene, di mariti così. Lucio continuava a minimizzare, a dirmi di non prendermela, di aspettare perché tutto si sarebbe risolto nel miglior modo possibile. Mi coinvolgeva in mille cose per non lasciarmi sola a casa a pensare, mi obbligava a uscire, a prepararmi, a seguirlo: è stato la mia forza. Avevo smesso di dormire, di mangiare. Soffrivo maledettamente, mi sembrava impossibile trovarmi in quella situazione, mi pareva assurdo non andare a lavorare, visto che lo faccio da quando avevo 16 anni e ho cresciuto i miei figli col mio lavoro, aiutando sempre la mia famiglia”.
La conduttrice non nasconde poi l’amarezza per le parole della presidente Rai Monica Maggioni e della presidente della Camera Laura Boldrini: “Sentirmi attaccata violentemente da due donne mi ha ferito molto, non conoscono la mia storia eppure non hanno esitato a farlo”. Più dura ancora, la Perego è con il capoprogetto del programma, Gregorio Paolini, che non l’ha difesa: “Preferisco dimenticarlo, come professionista e come uomo: ha addirittura tentato di dileguarsi, un comportamento inqualificabile”, conclude.

Melania Trump con abito rosso fuoco, tacchi a spillo e… super baci al marito Donald: che First Lady!

Melania Trump è l’arma (non più segreta) di Donald Trump. La sua arma di seduzione di massa. Perché se da un lato il presidente americano infila una gaffe dopo l’altra (così, almeno, raccontano i media Usa), dall’altro sua moglie Melania è perfettamente entrata nel ruolo di First Lady. Contro tutti i gossip che la vogliono lontana, assente, fredda, distaccata…

melania_trump_abito_rosso_donald_bacio_florida_645IN FLORIDA, UNO SCHIANTO – E così, ecco Melania Trump che accompagna il marito Donald nel suo viaggio in Florida. Dove infila una gaffe epica, alludendo a un attentato terroristico mai esistito in Svezia. Ma Melania non si scompone. Anzi, ci tiene a fare vedere che è una moglie fedele e innamorata. Oltre che bellissima, naturalmente.

ROSSO FUOCO – Melania Trump sorride e sfoggia un abito rosso fuoco da sballo. Con tacchi a spillo, naturalmente, gonna corta e profonda scollatura. Per mostrare tutto il suo fascino e il suo charme. Non contente, sale anche sul palco, per sostenere il marito Donald nella sua difficile impresa. E i due si scambiano baci affettuosi davanti a tutti. Per mettere a tacere le malelingue…

Lady Gaga lascia tutti a bocca aperta nell’intervallo del Super Bowl

Straordinario show della popstar che in tredici minuti presenta il meglio dei suoi successi tra voli sulla folla dello stadio e fuochi d’artificio.

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Da “Just Dance” a “Born This Way”, passando per “Poker Face”, “Bad Romance” e l’ultima “A Milion Reasons”, Gaga non ha lasciato fuori nessuna delle canzoni più amate. Ma ad aprire l’esibizione sono stati alcuni versi di “This Land Is Your Land”, brano di Woody Guthrie diventato l’inno di chi nei giorni scorsi ha protestato contro le politiche del presidente Usa, Donald Trump.