Ragazza muore a 17 anni durante le vacanze in Grecia: è la figlia dell’ex portiere del Chievo

«Abbiamo appreso la terribile notizia della morte della nostra cara studentessa Swami Codognola: ne siamo tutti sconvolti, profondamente turbati e interrogati, increduli, incapaci di tenere assieme la bellezza e la vitalità della sua giovinezza con la dimensione oscura della morte».

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Lo scrive sul sito ufficiale della scuola, il dirigente scolastico del Liceo Classico «Scipione Maffei» di Verona, Roberto Fattore, commentando la scomparsa di Swami Codognola, 17enne veronese, stroncata da un male improvviso mentre era in vacanza con la madre a Naxos, in Grecia. Ancora da chiarire le cause della morte della ragazza, forse vittima di uno choc anafilattico, morta in un ospedale di Atene dopo tre giorni di agonia.

La ragazza era figlia di Paolo Codognola, portiere con trascorsi nel Chievo Verona. Sul sito del club il presidente Luca Campedelli ha espresso al padre Paolo e alla madre Michela «le più profonde condoglianze da parte di tutta la società».

Muore per 27 minuti, poi si risveglia e scrive: «Ho visto Gesù, il Paradiso è reale»

Morire per quasi mezz’ora, per poi tornare in vita: l’incredibile storia è avvenuta in Arizona e la protagonista è una mamma, Tina Hines, che dopo essersi risvegliata ha chiesto carta e penna e ha scritto uno strano messaggio. Tina ha raccontato infatti di aver visto il Paradiso: «È reale», le sue parole scarabocchiate su un quaderno, come scrive Alix Amer sul Messaggero.

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È successo lo scorso febbraio. La donna, madre di quattro figli, doveva fare un’escursione a Phoenix con suo marito Brian quando ha avuto un infarto: dopo i tentativi di rianimazione da parte dei medici, non sembrava avere più segnali di vita. Ma dopo 27 minuti in cui era stata già data per morta, si è risvegliata: «Era così reale, i colori erano così vibranti», le sue parole dopo il risveglio, in cui ha raccontato di aver visto Gesù in piedi con una luce gialla brillante che risplendeva dietro.

Sua nipote Madie Johnson si è addirittura tatuata su un polso quel messaggio scarabocchiato dopo il risveglio: «La sua storia è troppo reale per non condividerla e mi ha dato una maggiore fiducia in una fede che spesso non si vede. Mi ha dato una tangibilità per una speranza eterna che non è troppo lontana», ha scritto in un post sul suo profilo Instagram.

Modella di 14 anni collassa e muore dopo 13 ore di sfilate no-stop

Sul suo contratto c’era scritto che doveva lavorare un massimo di tre ore al giorno, in realtà ne passava almeno 12 sfilando, senza assicurazione medica né giorni di festa. Venerdì, dopo l’ennesima, estenuante giornata passata in passerella a Shanghai è collassata e, dopo due giorni di coma, è morta.

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Vlada Dzyuba aveva solo 14 anni, veniva dalla città russa di Perm, e da tre mesi era impegnata in una serie di sfilate in Cina. Secondo la prima ricostruzione medica la giovane soffriva di meningite cronica ed esaurimento nervoso. Adesso è partita un’indagine, che ha riaperto il dibattito sulle condizioni di lavoro, anche minorile, nel mondo della moda. Mosca ha chiesto chiarimenti alla Cina e alla società per cui Vlada lavorava. Sulla vicenda sta indagando anche l’autorità del Cremlino sui diritti umani, Pavel Mikov.
Secondo le prime ricostruzioni, la 14enne non aveva un’assicurazione medica e il decesso è stato causato da una meningite cronica, aggravata da un grave esaurimento nervoso. A riportare la notizia sono i tabloid britannici, che citano una ricostruzione del The Siberian Times, secondo cui la ragazza aveva la febbre altissima quando ha iniziato a sfilare. Dodici ore dopo, è collassata per la stanchezza. La madre, disperata, ha raccontato che Vlada le diceva sempre che si sentiva stanca, e che voleva dormiva. «Io la pregavo di andare all’ospedale». La donna stava cercando di ottenere un visto per raggiungerla. Il capo dell’agenzia di moda che aveva dato a Vlada la possibilità di partire per il suo viaggio di lavoro, Elvira Zaitseva, ha ammesso di non aver controllato il contratto della ragazzina: «Adesso raccogliamo ciò che abbiamo raccolto».

Bimbo nato senza naso muore a 2 anni, la storia del piccolo Eli aveva commosso il mondo

Nato senza naso, la storia di Eli Thompson aveva commosso tutto il mondo. Il piccolo era nato senza cavità nasale e con problemi alla cassa toracica a causa di una rara malattia.

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A soli 5 giorni era stato sottoposto a una tracheotomia, aveva problemi nel linguaggio e non era autonomo, ma il suo sorriso e la sua vitalità avevano conquistato tutto il mondo dopo che i suoi genitori avevano raccontato la sua storia su Facebook. Purtroppo però la malattia era tanto rara quanto grave e il bimbo, dopo aver compiuto 2 anni lo scorso marzo, proprio ieri è stato dichiarato morto dai medici. Le sue condizioni, come riporta anche il Daily Mail, erano peggiorate in modo improvviso e dopo essere stato ricoverato allo Springhill Medical Center di Mobile, in Alabama, non ce l’ha fatta. Per tutta la famiglia è stato un dolore atroce a cui si stringono intorno le centinaia di persone che hanno seguito con amore la storia del piccolo Eli.