Loretta Goggi a Domenica In, la gaffe di Mara Venier sul marito morto: «Anche Romina e Al Bano…»

Loretta Goggi a Domenica In, la gaffe di Mara Venier sul marito morto: «Anche Romina e Al Bano…».
Nell’ultima puntata di Domenica In Mara Venier si è abbandonata a una doppia gaffe con l’ospite Loretta Goggi (che ha stupito i fan con un caschetto biondo platino).

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Si parla della vedovanza di Loretta Goggi che ha perso il marito, il coreografo Gianni Brezza, nove anni fa per colpa di un cancro. Sono stati insieme 32 anni. Troppo tempo per Romina che si è separata da Al Bano ma per chi sta bene in coppia è troppo poco invece. Questione di punti di vista. E infatti Goggi è rimasta un tantino interdetta quando Romina ha detto «Che coraggio stare con qualcuno 32 anni!». Poi Goggi ha raccontato della scelta, maturata dopo la morte del marito, di non cantare più. «Però Romina Power canta ancora le canzoni con Albano», ha commentato zia Mara. Goggi, senza scomporsi, ha fatto notare: «Eh, ma Al Bano è vivo mio marito Gianni è morto».

Jarabe de Palo, morto il cantante Pau Donés: aveva 53 anni ed era malato di cancro

È morto Pau Donés. Il celebre cantante dei Jarabe de Palo aveva 53 anni e da tempo era malato di cancro. La malattia lo aveva anche indotto ad abbandonare per un po’ l’attività musicale, preferendo concentrare le proprie attenzioni e le proprie energie sulla famiglia.

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Ad annunciare la scomparsa di Pau Donés, avvenuta questa mattina a Barcellona, è la famiglia del cantante e musicista, fondatore e frontman dei Jarabe de Palo, che combatteva con il cancro dall’agosto del 2015. «Vogliamo ringraziare il personale sanitario dell’ospedale della Vall de Hebròn, il Sant Joan Despì Moisés Broggi, l’Istituto catalano di oncologia, il Servei de Paliatius del Hospital de Viella e l’Istituto oncologico della Vall Hebròn per tutto il loro lavoro e la loro dedizione in questi anni» – rende noto la famiglia Donés Cirera – «Chiediamo il massimo riserbo e rispetto in questi momenti così difficili».

Pau Donés non aveva mai nascosto la propria malattia e ne aveva parlato spesso, rivelando una versione di se stesso molto intima e lontana da quella a cui aveva abituato il pubblico dal palco. Dopo essere stato colpito dal cancro, il cantante dei Jarabe de Palo aveva anche partecipato a concerti e altre attività benefiche per raccogliere fondi a favore della ricerca. Nell’autunno 2018, quando sembrava stesse guarendo dalla malattia, il cantante aveva annunciato di volersi ritirare per passare più tempo con la propria famiglia, salvo poi tornare prepotentemente all’attività negli scorsi mesi, insieme al suo gruppo.

Proprio con i Jarabe de Palo, recentemente Pau Donés aveva presentato un singolo, Eso que tu me das, tratto dal suo quattordicesimo album, Tragas o escupes, disponibile in digitale dallo scorso 26 maggio e in formato fisico dal prossimo 29 giugno. Il gruppo spagnolo, negli anni, ha pubblicato grandi hit internazionali come La Flaca, Depende o Bonito.

Alba Parietti in lacrime a Io e Te: «Non ci credo che è morto, che oggi non mi telefonerà…». Diaco commosso

Su Leggo.it le ultime novità. Alba Parietti in lacrime a Io e Te: «Non ci credo che non ci sia più, che oggi non mi telefonerà…». Pierluigi Diaco commosso. Oggi, Alba Parietti è stata ospite nel salotto di Rai1 dove si è raccontata a cuore aperto, tra carriera e vita privata. Poi la conduttrice ha parlato di un momento duro che ha vissuto recentemente.

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«Non riesco a credere – spiega – che Ezio Bosso non ci sia più. Avevamo un’amicizia speciale. Era un genio, ma non era facile essergli amica. Come tutti, era un po’ angelo e un po’ diavolo. Gli volevo molto bene e anche se ultimamente non ci vedevano tanto, ci sentivamo e ci scrivevamo».

«Ancora non ho realizzato la sua morte – conclude commossa – mi sembra strano che oggi alla fine della trasmissione lui non mi chiamerà». Commozione in studio.

Morto a 81 anni l’ex prete che lasciò la chiesa per sposare un giovane 27enne. Il vedovo: «Ho pianto, ma ora mi godo l’eredità»

L’ex prete che aveva lasciato la tonaca per sposare un giovane di quasi 50 anni meno di lui è morto. Philip Clements è morto da solo, a 81 anni, in un ospedale di Bucarest. Da solo perché il suo giovane sposo di 27 anni Florin Marin, per cui aveva lasciato la tonaca e fatto scandalo in tutto il mondo, non era con lui perché non voleva vederlo soffrire, almeno così ha spiegato.

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Clements si era ammalato mentre era a Bucarest ed era stato portato in ospedale. Per giorni il giovane marito si è rifiutato di andarlo a trovare fino a quando non è stato obbligato dallo stesso 80enne. Dopo una serie di analisi è andato in coma ed è morto pochi giorni dopo. Una perdita che però non sembra aver turbato il 27enne che ha dichiarato: «Ho pianto la sua scomparsa, ma due giorni sono sufficienti», ha riportato il Daily Mail, «Philip non avrebbe voluto che soffrissi, ma che fossi felice».

Ora il giovanissimo vedovo ha ammesso che è pronto ad andare avanti e che nel mentre si godrà la consistente eredità lasciata dal marito: 150mila sterline dell’assicurazione sulla vita, una casa da 100mila sterline che l’ex prete gli ha intestato poco prima di morire e una pensione di 2mila sterline al mese.

Joseph Perfection, morto il calciatore della Roma Primavera. Stroncato da un infarto a 21 anni

Joseph Perfection, il giovane immigrato che ha militato nella Roma Primavera di Alberto De Rossi, è morto nella notte. Stroncato da un infarto a soli 21 anni. Come scrive Gianluca Lengua sul Messaggero, il giovane talento camerunese è scomparso nella notte a Roma a causa di un arresto cardiaco.

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Arrivato in Italia con la promessa di una carriera da calciatore, Joseph perfection fu poi abbandonato dal sedicente agente alla stazione Termini. Da lì, ha cominciato a giocare nella squadra del Liberi Nantes, composta da giocatori rifugiati e richiedenti asilo politico. Proprio in una partita amichevole contro i giallorossi furono notate le sue qualità e la Roma lo portò a Trigoria nel 2015 per riuscire a tesserarlo solo al compimento dei 18 anni, il 1 settembre 2016. La sua carriera è poi continuata al Vicenza e al Cluji.

Jacopo Bacis, morto a otto anni caduto dal terzo piano. Ipotesi choc: «Giocava a un videogame di realtà virtuale»

L’ipotesi choc sulla morte del piccolo Jacopo Bacis: «Al momento della caduta stava giocando a un videogame di realtà virtuale». La polizia avrebbe infatti individuato sul tablet del bambino di otto anni, precipitato dal terzo piano della sua abitazione di Arezzo, il videogioco con cui probabilmente si stava cimentando quando sabato sera è caduto ed è morto. Ad esaminare il tablet è stata la squadra mobile che ha individuato il videogioco, pare lasciato aperto dal bambino prima di precipitare.

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Secondo quanto appreso dall’Ansa si tratta di un gioco che simula come, dopo una catastrofe, la Terra rischi di essere invasa dagli alieni e, dunque, stimola i videogiocatori al combattimento per difenderla.

Intanto il pm Roberto Rossi ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati, a modello 45, per chiarire la dinamica ed accertare l’ipotesi del gioco come probabile attività che il bambino, figlio dell’ex calciatore Michele Bacis, stava svolgendo prima di cadere.

Gli accertamenti della polizia riguardano anche l’eventuale pericolosità dello stesso videogioco. Il tablet è stato consegnato dalla famiglia alla polizia proprio per fare gli accertamenti. Oggi nella cattedrale ultimo saluto a Jacopo con funerali privati.

Sandro Petrone, morto il giornalista volto storico del Tg2: aveva 66 anni

Lutto nel mondo del giornalismo. È scomparso nella notte il giornalista napoletano Sandro Petrone, storico volto del Tg2. Aveva compiuto 66 anni nel febbraio scorso. Non è riuscito a sconfiggere la sua lunga battaglia con un tumore che lo aveva colpito ai polmoni subito dopo la sua lunga attività con la Rai da inviato speciale di guerra in tutto il mondo.

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Sandro Petrone aveva iniziato la sua attività professionale con esperienze nelle primissime radio private. Fu assunto come praticante nel 1985 dal Giornale di Napoli di Orazio Mazzoni nella redazione spettacoli. Dal 1987 sviluppa la sua esperienza nella Telemontecarlo dei brasiliani (Rede Globo) come reporter di guerra. Dal 1993 viene assunto in Rai dove si fa valere per le sue qualità di inviato e successivamente di conduttore del Tg2. Ha insegnato sin dal 1989 comunicazioni di massa e giornalismo in scuole e università, anche all’estero. Scrisse il libro “Il linguaggio delle news” edito da Rizzoli. Ma la sua grande passione coltivata sin da ragazzo è stata la musica. Fu esponente della corrente culturale musicale partenopea cosiddetta Vesu-wave, legato al movimento dei cantautori italiani. Ha pubblicato anche un album “Last call – note di un inviato”. Come inviato è stato il primo italiano a trasmettere dal Kuwait liberato, dalla ex Jugoslavia, dal Kosovo, dall’Iraq. Suoi i servizi del Tg2 dagli Usa sugli attentati dell’11 settembre e da Madrid su quelli dell’11 marzo. Autore di programmi televisivi, di documentari e di interessanti inchieste e reportage.

Dopo aver lasciato in gioventù la sua attività di cantautore affianco a Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Pino Daniele e del suo amico di sempre Tony Cercola, ha continuato a scrivere canzoni, quasi sempre ispirate a fatti di cronaca. Ha raccolto canzoni in un cd intitolato “Blues in blu” legandosi alle avanguardie e promuovendo glie sperimenti dei giovani musicisti italiani. Sandro Petrone lascia un ricordo indelebile di grande giornalista e di un professionista con tanta umanità. «Era orgoglioso e appassionato del suo lavoro. Sempre gentile. Pronto a partire. Un professionista che amava la tv, amava la Rai, credeva nel Servizio Pubblico». Così in una nota il ricordo dell’Esecutivo Usigrai.