Alba Parietti, il dramma di Luana: la fidanzata del figlio morta a 25 anni. «Quei giorni capii cos’è l’inferno»

«Quel giorno e nei giorni, nei mesi successivi io capii cos’è l’inferno». Una foto in bianco e nero, un lungo post. Parole commosse. Alba Parietti si è affidata a Instagram per ricordare Luana, la fidanzata del figlio Francesco morta la notte tra il 17 e 18 ottobre del 2006 quando aveva solo 25 anni. Era il suo compleanno, morì in macchina in un incidente stradale nel tentativo di evitare un uomo in bicicletta. «Una ferita per sempre il dolore più forte del mondo per tua madre e per Francesco, mi figlio che ti amava».

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«Era la notte tra il 17 e 18 ottobre del 2006 – racconta Alba Parietti su Instagram – Era il giorno del tuo 25esimo compleanno. Era un giorno in cui tu ti aspettavi sorprese bellissime e sulla strada, per non investire un uomo in bicicletta trovasti la morte. Rimarrai nel mio cuore, con quel tuo sorriso, con la tua bellezza con quel senso di ingiustizia che non riuscirò mai a placare. Una ferita per sempre il dolore più forte del mondo per tua madre e per Francesco, mi figlio che ti amava. E nessuna parola o gesto non riuscì a dare conforto e consolare».

«Quel giorno e nei giorni, nei mesi successivi io capii cos’è l’inferno – prosegue Alba Parietti – E per me è stato quel senso di impotenza rispetto a tutto ciò che era accaduto e il dolore lo strazio senza fine che ne conseguì. Nulla è stato più uguale. Anche il mio modo di vedere la vita. Tutto sembrava così inutile. Ma tu sarai sempre Luana bellissima, dolce e sorridente generosa nel ricordo di noi tutti. Nelle lacrime che verso ancora oggi ogni volta che penso alla tua vita tragicamente e ingiustamente spezzata. Ora che Franca tua madre ti ha raggiunto – conclude – spero abbia con te trovato pace amore bellissima. Indimenticabile tesoro, adorata Luana nei miei occhi per sempre #vittimedellastrada».

Kennedy, trovata morta la 22enne nipote di Bob nella villa di famiglia: forse overdose

Saoirse Kennedy Hill, 22enne nipote di Bob Kennedy, fratello di JFK, è morta nella villa di famiglia a Hyannis Port, in Massachussets, probabilmente a seguito di una overdose. Lo riporta il New York Times, spiegando che la giovane si è sentita male ieri pomeriggio mentre si trovava nella casa dove abita la nonna Ethel, la 91enne vedova di Bob Kennedy, ed è stata dichiarata morta nell’ospedale di Cape Cod dove è stata trasferita dai servizi di emergenza intervenuti.

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«I nostri cuori sono devastati per la perdita della nostra amata Saoirse, la sua vita era piena di speranza, promesse ed amore», si legge in una dichiarazione della famiglia Kennedy, che riporta anche la dichiarazione di Ethel Kennedy: «Il mondo è un posto meno bello oggi».

Figlia di Courtney Kennedy, quinta figlia di Bob ed Ethel, e Paul Michael Hill, Saoirse era studentessa di comunicazione al Boston College e vice presidente del gruppo degli studenti democratici. Ai tempi del liceo, frequentato alla Deerfield Academy, scuola privata del Massachusset, la ragazza aveva scritto sul giornale della scuola della sua lotta contro la depressione «che affonda le radici nell’inizio della scuola media a sarà con me per il resto della mia vita».

«La gente parla liberamente di cancro: perché è così difficile discutere degli effetti della depressione, sindrome bipolare, ansia o disturbi schizofrenici?», scriveva ancora la ragazza, il cui padre, Paul Michael Hill, è stato uno dei quattro irlandesi – diventati poi famosi come i Guilford Four – detenuti per 15 anni con l’accusa di coinvolgimento negli attentati dell’Ira e poi scagionati e liberati nel 1990. Hill e Courtney Kennedy si sono sposati nel 1993 e poi separati nel 2006. La proprietà dei Kennedy a Hyannis Port comprende una serie di ville di fronte al mare in un terreno di oltre 2 ettari di proprietà della famiglia dagli anni venti del secolo scorso.

Noemi Magni, chi è la ragazza di 27 anni morta per la tromba d’aria a Fiumicino

Capelli biondi e sorriso stampato in viso. Noemi Magni, 27 anni, è stata uccisa dalla forza di una tromba d’aria questa notte a Fiumicino, in via Coccia di Morto.

Stava tornando a casa – verso le due – dopo essere uscita a comprare un pacchetto di sigarette, quando la sua Smart è stata letteralmente travolta dalla violenza del vento. La macchina è stata sbalzata via e per lei non c’è stato nulla da fare.

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La ragazza abitava a Focene. Il sindaco del comune alle porte di Roma, Esterino Montino, dopo la tragedia ha dichiarato: «Sembra un teatro di guerra. Appena giunto a Focene ho potuto incontrare i genitori della ragazza. A loro e a tutti quelli che la conoscevano va il mio più caloroso abbraccio e la mia più sincera vicinanza per la tragedia che li ha colpiti», ha concluso Montino.

Bimba di 18 mesi morta precipitata dalla nave crociera. Il nonno: «Non l’ho sporta, la finestra era aperta»

Sporge la nipotina dalla nave da crociera e la bambina muore. Dopo giorni di silenzio parla il nonno della piccola di 18 mesi, la piccola Chloe Wiegand, deceduta dopo essere caduta sul molo in cui era attraccata l’imbarcazione della Royal Caribbean nel porto di San Juan, a Porto Rico. La famiglia chiede chiarezza e le indagini in corso stanno cercando di far luce sulla dinamica dell’incidente.

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Inizialmente si era ipotizzato che la piccola fosse caduta dopo essere sfuggita al nonno, ma l’avvocato di Miami assunto dai Wiegand sostiene che il nonno abbia messo la bambina su una sporgenza vicino a una finestra in una zona per bambini. Pare però che la finestra non fosse protetta e quindi la piccola sia poi caduta a terra. Il nonno ha spiegato di essere sicuro che ci fossero delle protezioni, così si è fidato.

Il legale si chiede il motivo per cui ci fosse una finestra aperta in un’area per bambini, il nonno ha raccontato di averla appoggiata sulla finestra convinto che il vetro l’avrebbe protetta, così ora il legale della famiglia chiede spiegazioni alla Royal Caribbean. Dal canto suo l’azienda fa sapere di essere vicino al dolore di tutti i familiari e che si metterà a completa disposizioni nelle indagini per far sì che possa essere definita nel modo migliore la dinamica dei fatti.

Pagata per strangolarsi in video, cam girl morta in diretta a 21 anni

Hope Barden aveva solo 21 anni. Lunghi capelli scuri e un corpo mozzafiato, aveva iniziato a fare la cam girl: si esibiva a pagamento in diretta su Internet. Il suo obiettivo, però, era un altro: mettersi da parte denaro per aprire una clinica per adolescenti con disturbi mentali.

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Jerome Danger (45 anni) era un suo cliente. L’uomo l’aveva convinta ad esibirsi solo per lui in cambio di una paga generosa. Ma le sue richieste diventavano via via sempre più umilianti, fino al fatidico 15 marzo 2018. Hope doveva stringersi una corda al collo fino a perdere il respiro per qualche secondo. Il gioco, però, è finito in tragedia: Hope è morta per soffocamento in diretta.

A scoprire il cadavere di Hope, è stata la coinquilina. Dopo due mesi di ricerche, si è riusciti a risalire all’uomo che era con lei online al momento della sua morte. L’uomo è stato arrestato per omissione di soccorso e poi condannato a 15 mesi di carcere per il possesso di immagini pornografiche estreme, mentre l’indagine per la morte di Hope è proseguita. Prima che il processo potesse avere luogo, l’uomo di è impiccato in cella.