Terni, Maria Chiara morta nel letto nel giorno del suo 18esimo compleanno. Il padre: «Quell’uomo l’ha circuita». Ipotesi overdose

Una ragazza di 18 anni , Maria Chiara Previtali, è stata trovata morta nel letto della sua abitazione questa mattina, nel giorno del suo compleanno ad Amelia (Terni). Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Amelia che stanno indagando sulle cause della morte.

L’ipotesi su cui i militari stanno lavorando è quella della morte per overdose, succesivamente confermata ufficialmente. In caserma a Terni da questa mattina sono sentiti gli amici con cui la ragazza ha passato la sera precedente e il fidanzato dove lei ha dormito e non si più risvegliata.

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Maria Chiara frequentava il quinto anno del Liceo Donatelli a Terni, la stessa scuola frequentata da Flavio, morto insieme all’amico Gianluca nel luglio scorso per droga. Con la morte di questa ragazza un altro dramma segna le città di Terni e Amelia.

«Quell’uomo me l’ha circuita, l’ha fatta cambiare. Lei non stava bene, era in cura da una psicologa ma adesso è morta», ha detto il padre sconvolto all’uscita dell’appartamento in cui è stato trovato il corpo della ragazza. E su questo punto concordano anche tutte le amiche: «Era la miglior ragazza del mondo fino a quando non ha incontrato quel ragazzo con cui si è messa, un paio di mesi fa».

La ragazza era molto inserita nel tessuto sociale della cittadina e allenava i bambini per la pratica del Kung fu, pratica in cui aveva vinto 14 medaglie d’oro in vari campionati giovanili.

Susanna Avesani Pinto morta per una puntura di vespa in piscina: era la pioniera dei buyer italiani

Susanna Avesani Pinto, pioniera dei buyer di moda nel mondo, è morta a 66 anni per la puntura di una vespa mentre era in piscina. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la donna avrebbe fatto appena in tempo a dire al marito «Sto per svenire» prima di andare in arresto cardiaco. Inutili i soccorsi: «L’ho vista scivolare via da me in tre minuti», ha raccontato il marito Silvio Pinto.

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Susanna Avesani Pinto aveva fondato la sua azienda, Avesani srl, nel 1979: da lì il rapporto e l’amicizia con i grandi della moda, da Gianni Versace alla famiglia Missoni. Nel corso della sua carriera ha esportato il Made in Italy all’estero, dal Regno Unito al Sud est asiatico, lavorando con colossi come Harrods, Bulgari e Marni.

«Naya Rivera morta per salvare il figlio di 4 anni. Poi ha finito le forze»: il corpo dell’attrice di Glee ripescato dal lago

Ha dato fondo a tutte le sue forze per salvare il figlioletto di 4 anni, ma non ha avuto più la forza di salvare sé stessa. Così è morta l’attrice 33enne Naya Rivera, il cui corpo è stato recuperato nelle acque del lago Piru, in California. Lo riferisce il sito della Bbc, spiegando che nella conferenza stampa di stanotte Bill Ayub, lo sceriffo della contea di Ventura, dove si trova il lago, aveva spiegato che la polizia era abbastanza certa che il corpo ritrovato fosse quello dell’attrice star della serie tv ‘Glee’, scomparsa mercoledì scorso durante una gita in barca con il figlioletto di 4 anni, che invece è stato ritrovato sano e salvo a bordo dell’imbarcazione.

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Ayub ha inoltre aggiunto che non ci sono elementi che lascino pensare a un suicidio della Rivera. «Lui e Naya hanno nuotato insieme nel lago. Il bambino ha raccontato che Naya lo ha aiutato a risalire sulla barca. Ha detto agli investigatori di essersi voltato e di averla vista sparire sotto la superficie dell’acqua», ha detto lo sceriffo, aggiungendo: «Riteniamo abbia dato fondo a tutte le sue forze per spingere il figlio sulla barca, ma non ha avuto forza per salvare se stessa». Il corpo, ha detto Ayub, è stato ritrovato in superficie. L’attrice e il figlio, a quanto pare, nuotavano in un’area caratterizzata dalla presenza di una fitta vegetazione sotto il livello dell’acqua.

Kelly Preston è morta: la moglie di John Travolta aveva 57 anni, lottava contro un tumore

Lutto a Hollywood: è morta Kelly Preston, la moglie di John Travolta: aveva 57 anni e da anni combatteva una lunga lotta contro un tumore al seno. L’annuncio l’ha dato lo stesso attore di Pulp Fiction su Instagram. Dal divo de “La febbre del sabato sera”, Kelly Preston ha avuto tre figli: Jett, Ella Bleu e Benjamin Travolta. Il primo figlio dei due attori, Jett Travolta, è morto nel 2009, all’età di 16 anni, per cause mai del tutto chiarite.

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L’annuncio dallo stesso John Travolta con un post sui social in cui dice addio alla moglie Kellt Preston.
«È con il cuore molto pesante che vi informo che la mia bellissima moglie Kelly ha perso i suoi due anni di battaglia contro il cancro al seno. Ha combattuto una lotta coraggiosa con l’amore e il sostegno di tantissimi – ha scritto Travolta su Facebook – Io e la mia famiglia saremo per sempre grati ai suoi medici e infermieri al MD Anderson Cancer Center, tutti i centri medici che hanno aiutato, così come ai suoi tanti amici e cari che sono stati al suo fianco. L’amore e la vita di Kelly saranno sempre ricordati».

Vittoria De Paoli morta a 14 anni, baby star con la Capotondi con un futuro da attrice. Il padre: «Voglio morire anche io»

Aveva 14 anni Vittora De Paoli e un futuro davanti non solo come teenager ma anche come attrice eclettica, la ragazza di Maser (Treviso) morta nella notte a Farra di Soligo dopo essere uscita di strada, assieme ad un amico, a bordo di uno scooter.

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Vittoria De Paoli era andata ad una festa di coetanei e ad un certo punto, con un suo amico 17enne, si è allontanata dicendo che sarebbero tornati subito. I due sono saliti su una Vespa 125, guidata dal ragazzo, e all’altezza di una curva sono usciti di strada andando a sbattere contro un lampione. Un botto terribile che ha svegliato chi abitava in zona, ed è stato subito allarme. Sul posto sono giunte un’auto medica e due ambulanze con i sanitari del Suem 118. Immediata la corsa verso gli ospedali vicini. Vittoria, giunta a quello di Conegliano in condizioni disperate, è morta poco dopo, il suo amico è ora al Cà Foncello di Treviso in terapia intensiva in gravissime condizioni.

Sul posto, poco dopo lo schianto, sono giunti anche gli amici con cui erano alla festa ed è stata una scena di strazio, dolore e pianto di fronte all’incredulità per l’accaduto. Il gruppo ha trovato i loro amici vicini, sull’asfalto, privi di sensi e coperti di sangue.

Vittoria, appassionata di equitazione, era diventata famosa prima per aver partecipato ad una pubblicità di una nota marca di scarpe da ginnastica e poi, seguita dalla mamma manager Paola, per aver fatto parte del cast della serie Tv «Di padre in figlia» girato anche nella vicina Bassano del Grappa recitando a fianco di Cristiana Capotondi, Alessio Boni e Stefania Rocca. In mente tanti progetti che oltre a farla eccellere al liceo classico ‘Levi’ di Montebelluna, dove era segnalata come studentessa modello, c’era l’impegno per ‘crescere’ come attrice dedicandosi con sacrificio ai corsi di canto, recitazione, danza (Hip hop su tutti) ed imparando a suonare la batteria per un futuro che si stava costruendo da professionista dello spettacolo.

Il padre Moreno, bancario mentre la mamma fa la parrucchiera, ha detto che «ora non ha alcun senso vivere, voglio morire». Il sindaco Claudio Benedos ha immediatamente inviato un messaggio di cordoglio a nome della cittadinanza. Intanto i Carabinieri di Vittorio Veneto cui sono affidate le indagini indagano sulle cause dell’incidente e non è escluso che sia sul ragazzo che sul corpo della 14enne vengano fatti gli esami tossicologici per stabilire se avessero bevuto alcolici in modo eccessivo.

Poliziotta Sissy Trovato Mazza morta. La testimone: «Sesso tra agenti e detenute: ecco perché è stata uccisa»

«Sissy Trovato Mazza è stata uccisa da una collega per un giro di droga e sesso nel carcere». Queste parole, pronunciate da una detenuta del carcere penitenziario dove lavorava la poliziotta morta a Venezia, sono finite sotto inchiesta dopo che la presunta testimone è stata accusata di calunnia, come riporta il Gazzettino. Il corpo di Maria Teresa Trovato Mazza, detta Sissy, fu trovato in un lago di sangue nell’ascensore dell’ospedale di Venezia il primo novembre del 2016. Un proiettile le aveva oltrepassato il cranio portandola al coma per due anni. L’agente penitenziario, infatti, è morta il 12 gennaio 2019.

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Nell’autunno scorso, la Procura aveva chiesto l’archiviazione del caso come suicidio, salvo poi accogliere – mesi più tardi – la deposizione della detenuta rinviata ora a giudizio. La donna ha raccontato di aver raccolto le confidenze di Sissy e che all’origine della sua morte ci sia un giro di droga e sesso all’interno del penitenziario. Sissy aveva fatto delle segnalazioni ai suoi superiori nel tentativo di smascherare il traffico di sostanze stupefacenti e le relazioni sessuali tra agenti e detenute.

La detenuta ha puntato il dito contro una guardia, che avrebbe anche picchiato la vittima in passato. L’agente avrebbe agito su mandato dei vertici del carcere perché Sissy era diventata una presenza scomoda. Il pm Elisabetta Spigarelli ha cercato riscontri a quanto dichiarato dalla detenuta della Giudecca, nel frattempo uscita grazie a permessi premio, ma non ha trovato nulla. La donna sarà ora sottoposta a processo e le verrà chiesto il perché si sia fatta viva ben due anni dopo l’accaduto.

La detenuta ha raccontato di aver visto la guardia indicata particolarmente scioccata il giorno dell’aggressione a Sissy e di averla sentita mentre diceva a una collega che alla 28enne ci avrebbe pensato lei. La presunta colpevole si sarebbe anche inginocchiata davanti a lei per implorarla di non parlare. Lo scorso gennaio tra le due c’è stato un faccia a faccia nella speranza che la donna confessasse. Le due erano spiate, ma la poliziotta non ha né negato né ammesso le sue colpe. È soltanto scoppiata a piangere. Intanto, il prossimo 23 luglio si deciderà sulla richiesta di archiviazione per suicidio. I genitori di Sissy sperano che le indagini continuino.

Arianna Varone morta a 21 anni in un incidente stradale: choc nel calcio femminile

Arianna Varone è morta a 21 anni, vittima di un tragico incidente stradale. Il mondo del calcio femminile è sotto choc per la scomparsa della giovane centrocampista che ha iniziato la sua carriera a nell’Asd femminile Inter, valorizzandosi poi nel Milan Ladies prima di approdare nel 2017 nella Riozzese, con la quale ha disputato un’ultima stagione da protagonista contribuendo con le sue prestazioni all’ottimo campionato del club rosanero.

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Centrocampista dalle grandi prospettive, mediano dai piedi buoni e all’occorrenza infaticabile recupera palloni.

Secondo quanto riporta il “Quotidiano Online Alessandria Asti” la giovane calciatrice si sarebbe schiantata con lo scooter contro un camion a Riozzo, in provincia di Milano. Troppo gravi le ferite riportato nello scontro e inutitili i tentativi di rianimarla sul posto.

La Divisione Calcio Femminile e il presidente Ludovica Mantovani si uniscono al cordoglio dei familiari di Arianna Varone. «Tutto il movimento si stringe attorno alla famiglia, alle compagne di squadra e alla società Riozzese – dichiara Mantovani – piangiamo la prematura scomparsa di una giovanissima ragazza. Lascerà un vuoto incolmabile nella vita delle persone che le volevano bene e che hanno avuto la fortuna di starle accanto. Ciao Arianna».