Ema Stokholma choc a Verissimo: «Mia madre mi ha portato su un ponte e mi ha chiesto di suicidarmi». Toffanin commossa

Su Leggo.it le ultime novità. Ema Stokholma choc a Verissimo: «Mia madre mi ha portato su un ponte e mi ha chiesto di suicidarmi». Silvia Toffanin commossa. Oggi, la deejay e conduttrice è stata ospite nel salotto di Canale 5 e ha parlato a cuore aperto della sua infanzia molto dolorosa.

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«Da quando avevo quattro anni – racconta Ema Stokholma – ho conosciuto la violenza fisica. Mia madre mi picchiava e mi diceva cose terribili. Cominciava sempre con una doccia fredda, mi metteva nella vasca vestita. Mi colpiva con il pomo della doccia e alcune volte mi teneva con la testa sotto l’acqua. Mia madre mi ha portato su un ponte e mi ha spronato a buttarmi di sotto, poi è passato il libraio e abbiamo fatto finta di niente. Dai 6-7 anni scappavo di casa, ma la polizia mi riportava sempre indietro e non mi chiedeva perché fossi scappata. Abitavamo in un paesino nel sud della Francia».

E conclude: «Mia madre non aveva amici parenti, mio padre se n’è andato prima che nascessi. La disperazione l’ha portata a fare cose sbagliate. La società l’avrebbe dovuta aiutare e non voltarsi dall’altro lato. Io l’ho capita, non la odio più. Provo empatia. A 15 anni riesco a scappare per arrivare in Italia in cerca di mio padre. Non mi avrebbe fermato nulla, dovevo solo salvarmi. Ho preso un treno da Parigi e la mattina sono arrivata a Roma, lì ho visto il sole. Con mio padre non ha funzionato, sono scappata anche da lì. Ho fatto la cameriera, la modella e ho tirato avanti. Ho vissuto per strada, volevo toccare il fondo da sola per risalire».

Kobe Bryant, la figlia Vanessa contro la madre: «Dopo il dolore per la morte di Kobe e Gianna, le tue pretese assurde»

Vanessa Bryant contro la madre. Non ha finito di piangere la morte imprevista e accidentale del marito, la star del basket Kobe e della figlia maggiore Gianna, 13 anni, avvenuta il 26 gennaio 2020, che deve fronteggiare la peggiore delle liti familiari: madre contro figlia. Vanessa Bryant ha contro-querelato la madre, Sofia Laine, per le pretese che la donna avrebbe circa il mantenere il suo status.

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«Kobe mi aveva promesso che si sarebbe occupato di me tutta la vita. Dopo che è morto mia figlia mi ha messo alla porta» ha sintetizzato lei presentando la prima causa legale. «Ho fatto da baby sitter per i figli di Vanessa e Kobe (tre, ndr) per 18 anni, senza risparmiarmi e senza compensi, neppure durante le festività» insiste lei.

«Ci siamo presi cura di mia madre per vent’anni. Non è mai stata la nostra baby sitter, siamo stati noi ad avere cura di lei, adesso vuole solo estorcermi denaro. Si è occupata delle prime due bambine solo a tempo parziale. Io non ho avuto altri figli dal 2006» ha replicato Vanessa, adendo a vie legali. «Le sue pretese sono puerili, scandalose, ma mi fanno molto male» ha concluso.

Tiziana Cantone si è davvero suicidata? La madre chiede una nuova autopsia

Tiziana Cantone si è davvero suicidata, o le cose sono andate diversamente? Teresa Giglio, la madre della 31enne che si sarebbe tolta la vita il 13 settembre 2016 in una casa di Mugnano (Napoli) dopo la diffusione virale di alcuni suoi video hot privati, non crede al suicidio e chiede, scrive oggi il quotidiano Il Mattino, che la sua salma venga riesumata per un esame autoptico che non venne eseguito allora, dopo il ritrovamento del cadavere.

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Da qualche tempo la Giglio spera concretamente che venga riscritta la storia della morte della figlia, conclusasi nel dicembre 2017 con l’archiviazione dell’indagine della Procura di Napoli Nord per istigazione al suicidio. «Passerò ancora un altro Natale senza mia figlia Tiziana, – aggiunge stamane all’ANSA la donna – ma ho la consapevolezza che la sua morte è servita a smuovere le coscienze. E spero che ciò che non è stato fatto prima, a livello di indagini, venga fatto adesso, compresa».

Per ora, dall’ufficio inquirente diretto da Francesco Greco, la Giglio ha ottenuto l’apertura di una nuova indagine che dovrà far luce sulla correttezza nell’attività di estrapolazione dei dati contenuti nell’Iphone e nell’Ipad di Tiziana, sequestrati dopo il fatto dai carabinieri, che poi li hanno anche analizzati in qualità di polizia giudiziaria. Determinanti le indagini difensive realizzate dai consulenti americani dell’Emme-Team ingaggiati dal difensore della donna, Salvatore Pettorossi, che hanno portato la Procura – sostituto Giovanni Corona – ad aprire una fascicolo per frode processuale, perché, secondo l’esposto presentato dalla difesa, i dati negli apparecchi di Tiziana non sarebbero stati estrapolati correttamente dalla polizia giudiziaria, con cancellazione definitiva di memoria e inserimento successivo di alcune fotografie.

Anna, influencer di 21 anni, uccide la madre: «Le ha strappato il cuore dal petto mentre era ancora viva»

Uccide la madre strappandole il cuore dal petto mentre è ancora viva. Anna Leikovic, influencer moldava di 21 anni, è accusata di aver ammazzato la madre e di aver commesso il delitto in modo decisamente cruento. La donna, che studia medicina, ha colpito la madre con un coltello e poi le ha estratto diversi organi.

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Anna, che ha oltre 100 mila followers, ambiva a fare l’influencer ma ora è accusata di omicidio. A far scattare la follia nella 21enne sarebbe stata la scoperta della mamma, la 40enne Praskovya Leikovic, dell’uso di droghe che faceva la ragazza. La vittima era tornata a casa dopo un periodo di lavoro in Germania e si sarebbe resa conto che la figlia aveva abusato di droghe. La donna ha iniziato ad affrontare la figlia a discutere con lei, fino a quando la 21enne non ha afferrato un coltello e l’ha uccisa.

Le accuse però per la giovane sono gravissime perché non solo avrebbe colpito la madre, ma mentre era ancora viva, come riporta il New York Post, le avrebbe strappato il cuore dal petto, insieme ad altri organi. Sono ancora in corso le indagini sul caso, ma Anna resta la principale sospettata del delitto.

Patrizia De Blanck choc a Verissimo: «Mi ha chiesto di ucciderla perché non voleva più vivere». Silvia Toffanin senza parole

Patrizia De Blanck choc a Verissimo: «Mi ha chiesto di ucciderla perché non voleva più vivere». Silvia Toffanin senza parole. Oggi, la contessa De Blanck, da poco uscita dal Grande Fratello Vip, è stata ospite nel salotto di Canale 5 di Silvia Toffanin e ha ripercorso a cuore aperto tutta la sua vita, tra passioni e grandi dolori.

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«Ho avuto una vita molto tosta – spiega Patrizia De Blanck -. Da piccola non ho ricevuto coccole, sono stata messa in collegio a 7-8 anni. Mia madre era una donna bellissima, che si eccitava solo con il potere. A lei piacevano solo gli uomini di potere. Quando ho iniziato a diventare bella, mia madre ha iniziato a vedermi come una competitor. Per andare via di casa, mi sono sposata con Anthony. Mia madre l’ho amata dopo. Era una donna dei suoi tempi. Quando l’ho vista prima di morire, che stava con i pugnetti chiusi nel letto, le volevo dire tutto quello che non le avevo detto. Lei non voleva più vivere, mi ha chiesto di ucciderla, ma io ovviamente non volevo. Abbiamo litigato, poi dopo due giorni è morta».

Poi, la Contessa De Blanck ha parlato dei suoi tanti amori: «Ho fatto con gli uomini quello che loro in genere fanno con le donne. Una Casanova un gonnella. Ma innamorata veramente sono di Peppino, il papà di Giada e di un’altra persona che è ancora in vita. Negli altri casi, mi divertivo a interpretare una parte. In genere, avevo un fidanzato e un amante. Mi sono divertita. L’unico che ho amato è stato Peppino. Ci siamo lasciati per una tragedia di cui non parlo. Mi ha detto che stava morendo, mentre eravamo in macchina. Per il suo compleanno, ho organizzato una cena. Alla fine della serata, lo tenevo in braccio e lui mi è spirato tra le braccia».

La bambina che appena nata ha già 28 anni: solo 18 mesi in meno della madre. Come è possibile

È nata solo lo scorso ottobre, ma tecnicamente è ‘più giovane’ di sua mamma di appena 18 mesi. La piccola Molly Everett Gibson è nata infatti da un embrione congelato 28 anni fa, un anno e mezzo dopo la nascita della donna che ha portato a termine la gravidanza, Tina.

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La vicenda è avvenuta in Tennessee ed è riportata da diversi quotidiani statunitensi, che sottolineano come la nascita ha battuto il record precedente, che appartiene sempre alla stessa coppia adottiva, che aveva fatto nascere nel 2017 un altro embrione sempre risalente al 1992, che era quello della sorella gemella di Molly.

«Siamo sulla Luna – commenta la signora Gibson al New York Post -, sono ancora senza fiato. Se qualcuno mi avesse detto cinque anni fa che avrei avuto non uno ma due figli gli avrei dato del pazzo». Tina, una insegnante elementare, e il marito, un esperto di cybersicurezza di 36 anni, sposati da dieci anni, hanno cercato di avere una gravidanza naturale per cinque anni prima di rivolgersi al National Embryo Donation Center (NEDC), una no profit di Knoxville che raccoglie gli embrioni cosiddetti ‘orfani’, che i genitori decidono di non utilizzare.

Le famiglie interessate possono optare sia per una adozione ‘chiusa’, in cui non sanno nulla dei genitori biologici, o per una aperta in cui entrano invece in contatto diretto. Delle oltre mille gravidanze ottenute dall’associazione però solo le due che riguardano le sorelle Gibson sono state portate avanti da embrioni così ‘vecchi’.

Anche in Italia, afferma Arianna Pacchiarotti, Responsabile Pma dell’ospedale San Filippo Neri di Roma e docente dell’università Sapienza di Roma, ci sono embrioni conservati da così tanto tempo, ma sarebbe impossibile ‘adottarli’. «Le cause per cui rimangono orfani sono tante – spiega -. La principale è che le coppie riescono ad avere una gravidanza, e quindi decidono di non farsi impiantare gli altri embrioni ottenuti dalle tecniche di fecondazione assistita, magari perché già in là con l’età. In Italia sono probabilmente migliaia ma la legge non permette di adottarli, andrebbero quantomeno portati tutti in un unico centro per tutelarli di più, perché ora sono ‘dispersi’ in tutti i centri per la Pma del paese, e può succedere che un centro chiuda, o venga venduto». Il fatto che un embrione dopo 30 anni sia ancora capace di dare luogo ad una gravidanza non stupisce, afferma l’esperta. «Gli embrioni che vengono selezionati per essere crioconservati sono quelli vitali, che non hanno nessun problema – spiega Pacchiarotti -, se sono conservati correttamente è possibile che ‘resistano’ anche di più».

Covid, Federica Pellegrini: «Io sto meglio, ma mia madre ha tutti i sintomi della malattia»

Federica Pellegrini teme che la mamma sia stata contagiata e abbia sviluppato il Covid. «Io mi sono svegliata bene, niente febbre, avevo voglia di alzarmi dal letto. Bad news purtroppo: mia mamma ha i sintomi del covid, domani farà il tampone , ma quasi sicuramente lo ha preso».

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Federica Pellegrini continua sui social il suo diario della convalescenza dopo aver contratto il virus e ora teme di aver contagiato sua mamma. «Io dovevo partire per Budapest e mia mamma era qui in quei giorni perché ci dovevamo dare il cambio con i cani – spiega l’olimpionica del nuoto in un video su Instagram – lei è rimasta in quarantena preventiva qui a casa da me, abbiamo cercato di mantenere le distanze e usare le mascherine, di stare attente. Ma ha i sintomi da stamattina, domani farà il tampone e di sicuro sarà positivo. Ha mal di testa, 37.4 di febbre e tanti dolori: poverina mi dispiace tantissimo. La cosa buona è che ora io sono in grado di darle una mano, ho gli anticorpi e posso starle vicino. Questo virus veramente si attacca con una facilità che non immaginavo, vivendo insieme è stato facile». Per lei invece la ripresa continua: «Niente febbre, gusto e olfatto non li ho ripresi ma mi hanno detto che ci vorrà tanto tempo – continua Federica Pellegrini -. Ieri ho fatto una ecografia ai polmoni e sono ok. Devo dire che era la cosa che mi preoccupava di più e mi sento rincuorata».