Razzo cinese in caduta libera sulla Terra: è allerta in tre continenti per la pioggia di frammenti

Un frammento del razzo vettore cinese Lunga Marcia 5B, lanciato lo scorso 5 maggio, così come previsto dagli esperti, sta rientrando sulla Terra in modo incontrollato.

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Luciano Anselmo, esperto di detriti spaziali del Cnr, sottolinea che il relitto dovrebbe cadere a breve in una ampia fetta della Terra compresa in tre continenti tra Australia, Africa e Stati Uniti, mentre l’Europa e l’Italia sarebbero al sicuro. «È molto probabile che i detriti finiscano nell’oceano, mentre la possibilità che causi vittime è milioni di volte inferiori a quella del coronavirus».

Silvia Romano: «Non è vero che mi sono sposata. Mi sono convertita all’Islam, una mia scelta»

«Non sono stata costretta a sposarmi, convertirmi all’Islam una mia scelta», così Silvia Romano avrebbe confermato la conversione religiosa agli 007 dell’Intelligence italiana negando di esser stata costretta a sposarsi: ««Non c’è stato alcun matrimonio né relazione, solo rispetto»», ha detto. «Mi sono convertita all’Islam, è stata una mia libera scelta», le parole della cooperanta italiana liberata ieri.

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La Romano ha spiegato di essere stata «trattata bene» dai suoi sequestratori e di non aver subito violenze nei quindici lunghi mesi di prigionia trascorsi nelle mani dei jihadisti di Al Shabab in Somalia. La cooperante ha anche aggiunto di non essere stata costretta al matrimonio, smentendo le voci che si erano diffuse nei mesi scorsi.

«Grazie, sto bene per fortuna. Sto bene fisicamente e mentalmente, ora voglio solo stare un pò di tempo con la mia famiglia, sono felicissima dopo tanto tempo di essere tornata». Sono le prime parole di Silvia Romano dopo il suo arrivo all’aeroporto di Ciampino.

È un «jilbab» l’abito con cui Silvia Romano è scesa dall’aereo all’aeroporto militare di Ciampino dopo 18 mesi dal suo rapimento in Kenya. Una copertura tradizionale che non ha un forte connotato religioso sebbene sia comune in ambienti dell’Africa orientale dove è diffusa la fede islamica. «Quell’abito si chiama jilbab», ha notato Freddie del Curatolo, direttore di malindikenya.net, «il portale degli italiani in Kenya». «Non è un abito religioso ma chiaramente è indossato da donne islamiche», ha aggiunto. «È un abito più da passeggio. Lo usano molto le tribù al confine tra Kenya e Somalia come gli Orma e i Bravani», ha aggiunto il giornalista da 15 anni nel Paese africano. L’abito è verde, colore che solo in maniera controversa simboleggia l’Islam apparendo ad esempio sulle bandiere di Arabia Saudita, Algeria, Pakistan e della stessa Lega araba.

Il colore del Profeta era infatti il nero, come mutuato da Daesh (l’Isis) e il verde è solo un fatto culturale che indica quello che gli arabi del deserto non avevano: la verzura (nel Corano si parla del Paradiso come, verde anzi verdissimo) «Probabilmente si è vestita come ha potuto», ha ipotizzato Hamza Piccardo, un esponente di spicco della comunità islamica italiana. «Vedremo se continuerà così o troverà abiti più consoni al fatto di essere si musulmana ma anche italiana», ha aggiunto l’imam e traduttore del Corano. Il termine jilbab (o jilbaab) si riferisce comunque a qualsiasi abito lungo a largo indossato da donne musulmane per rispettare il precetto coranico della modestia femminile. Il «velo» islamico comunemente si chiama hijab, parola derivante da una radice verbale che vuol dire fra l’altro «rendere invisibile» o «coprire».

Valentina Nappi scandalosa: «Meglio essere stuprata che …». Furia sui social: «Vergognati»

Valentina Nappi scandalosa: «Meglio essere stuprata che … ». Furia sui social: «Vergognati». Nuova provocazione via twitter dalla pornostar Valentina Nappi che ha mandato su tutte le furie gran parte degli utenti social, tanto che il suo nome è al primo posto nei trend topic.

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Quando si ha a che fare con Valentina Nappi, quasi sempre c’è una polemica in corso. La Nappi è tornata a far discute con una dichiarazione choc contro le “femministe”: «Preferirei essere stuprata che vivere una quotidianità dove la gente non è libera di vivere la sua sessualità come ca**o vuole. Basta con questa ipocrisia sulle donne».

Dichiarazioni che hanno fatto infuriare non solo le femministe, ma tantissimi utenti di Twitter che l’hanno accusata di essere pro strupo: «Vergognati». C’è chi in modo più pragmatico le ha ricordato: «le femministe sono quelle ti hanno permesso di poter votare e di scegliere il lavoro che fai. Se preferisci essere stuprata trasferisciti in un paese in cui le bambine vengono allevate solo per essere un buco per gli uomini e poi ne riparliamo». Una provocazione che l’ha fatta finire nei trend topic.

Maria Elena Boschi in libera uscita… per fare la spesa

“Esco solo per fare la spesa”. Maria Elena Boschi è stata fotografata dal settimanale Chi al supermercato mentre si aggira tra gli scaffali alla ricerca di cereali, frutta e verdura. Indossa un abitino corto, stivaloni e gambe nude, cappottino blu e capelli sciolti. Ha l’aria tesa e preoccupata la deputata di Italia Viva che fa la scorta e poi sparisce in una Roma deserta.

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Ha proposto di attrezzare le navi da crociera in ospedali galleggianti per far fronte all’emergenza coronavirus e ha aderito subito alla campagna “restiamo a casa” e “andrà tutto bene”. Il suo buon esempio è nel fare velocemente la spesa, caricare la dispensa del necessario e dileguarsi nella Capitale deserta.

Solo poche settimane fa la Boschi era stata pizzicata in compagnia di Giulio Berruti durante un pranzo romantico a Fregene. Già in passato la coppia era stata beccata insieme, ma questa volta entrambi single e molto affiatati avevano fatto pensare alla nascita di un vero amore. Chissà se in tempi di coronavirus il loro rapporto si rafforzerà e finito l’isolamento usciranno allo scoperto…

Veronica Maya, décolleté e lato B scolpiti… con l’aiutino del marito

Ha 42 anni, tre figli e un corpo da far girare la testa. Quella di suo marito per primo. Veronica Maya sfoggia un topless bollente e un lato B super scolpito negli scatti da Formentera pubblicati su Settimanale Nuovo. La showgirl, libera da impegni tv, si gode un periodo di relax con la famiglia a Formentera e con le sue forme lascia tutti a bocca aperta.C_2_articolo_3227263_upiFoto1F

Le tre gravidanze (Riccardo Filippo ha 7 anni, Tancredi Francesco, 6 e la piccola Katia Eleonora 3) non hanno lasciato segni sul corpo della bella Veronica, complici un ottimo bagaglio genetico, tanto esercizio fisico e soprattutto il marito, Marco Moraci, chirurgo plastico che a suon di terapie laser l’ha aiutata a definire l’addome, che si era rilassato dopo i parti. Anche per il seno, prospero e sodo come non mai, sebbene abbia allattato l’ultima nata per ben 14 mesi, provvidenziale è stato l’intervento del marito, che in mezzo al mare con la sua sexy Veronica si gode lo spettacolo del bel lavoro di ritocco fatto al décolleté della moglie!

Carola Rackete libera, ha lasciato Agrigento nella notte. Le prime parole: «Una vittoria della solidarietà»

Carola Rackete è libera. Ha lasciato nella notte l’abitazione di Agrigento dove è stata ospitata per due notti in attesa della decisione del gip arrivata nella tarda serata di ieri. Come apprende l’Adnkronos la comandante Sea Watch 3 accompagnata dal suo legale ha lasciato la casa di via Dante 163 in piena notte per evitare la ressa di telecamere. Pare che la donna abbia lasciato il territorio Agrigentino in attesa dell’interrogatorio del 9 luglio per l’inchiesta che la vede indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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Carola Rackete si è detta «molto commossa per la solidarietà espressa nei miei confronti da così tanta gente». Così, la comandante della nave Sea watch ha accolto la decisione del gip di Agrigento che l’ha scarcerata dopo tre giorni di domiciliari. «Sono sollevata dalla decisione del giudice, che considero una grande vittoria della solidarietà con tutte le persone, dai rifugiati ai migranti, ai richiedenti asilo, e contro la criminalizzazione degli aiutanti in molti paesi in Europa», ha aggiunto.

«Voglio sottolineare – ha proseguito la capitana – che tutto l’equipaggio della Sea Watch 3 ha reso questo possibile e nonostante che l’attenzione si sia concentrata su di me, è come una squadra che abbiamo tratto in salvo le persone, ci siamo presi cura di loro e le abbiamo portate in salvo». Infine Carola Rackete ha rivolto «un grande ringraziamento alla squadra degli avvocati che ha fatto un lavoro fantastico per assistermi».