«Cercasi addetti alle pulizie a 60 euro l’ora», ma occorre essere belli e nudi

Una impresa di pulizie è alla ricerca di personale e promette un compenso decisamente notevole, pari a circa 60 euro l’ora. C’è però un ‘piccolo’ particolare: per essere assunti, occorre essere di bell’aspetto e lavorare completamente nudi, o quasi.

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Un’iniziativa che sta facendo molto discutere in tutto il Regno Unito, quella lanciata da un’azienda che ora è anche accusata di sessismo. I promotori, però, respingono ogni accusa, facendo notare che l’annuncio di lavoro è diretto sia alle donne che agli uomini. A dirigere l’azienda Naked Cleaning Company, con sede a Plymouth, è tra l’altro una donna, Niki Belts.

Come riporta anche Wales Online, l’azienda da venerdì scorso ha lanciato una serie di annunci di lavoro, validi per tutto il territorio nazionale britannico: si offrono ricchi compensi, ma occorre lavorare nudi o, per i più pudici, in abbigliamento intimo. In alcuni casi, i clienti più ricchi hanno offerto alla compagnia un compenso fino a 75 sterline (oltre 87 euro) l’ora e i vertici dell’azienda avrebbero fiutato il ‘business’.

Le regole imposte dall’azienda ai suoi ‘bizzarri’ clienti sono comunque molto rigide: niente molestie, niente ‘toccatine’ e niente fotografie agli addetti alle pulizie. In un post promozionale diretto ai clienti, l’azienda ha infatti spiegato: «Siamo un’impresa di pulizie, non di sesso a pagamento. I nostri dipendenti sono molto professionali e pronti a ogni genere di reazione, ma per favore, rispettate loro e il loro spazio personale».

Cassandra ha 27 anni e ha fatto il giro del mondo in 18 mesi: la sua impresa è da record

Cassandra De Pecol ha 27 anni e ha già registrato un piccolo record: in 18 mesi è riuscita a visitare 196 Paesi facendo il giro del mondo. Si tratta della prima donna a compiere una simile impresa.

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La ragazza è partita dalla sua città natale in Connecticut nel luglio del 2015 con poca roba con sé e tanti sogni. Ha viaggiato in solitaria in lungo e largo per cercare di dare un senso alla sua vita dopo una crisi esistenziale. In ogni Stato ha lasciato una bandierina, ma la globetrotter ammette: “Non è stato così facile come potrebbe sembrare”.
L’avventura intitolata “Expedition 196” è stata seguita da centinaia di utenti su Instagram e in molti si sono detti ispirati dal suo progetto e con la voglia di emularla. Non tutti però possono realizzare questo sogno: la giovane ha speso 198mila dollari pagati dagli sponsor. Scenari e culture sempre nuovi e diversi andando dalla Corea del Nord all’Australia, dalla Thailandia alla Siria. Spesso però ci sono stati anche problemi da affrontare.
Per coronare il suo sogno, Cassie ha speso circa 198mila dollari, una somma che è stata coperta quasi interamente dagli sponsor. Molte grandi aziende non hanno esitato a supportarla: d’altronde quella che stava tentando era un’impresa unica nel suo genere.
La crisi esistenziale l’ha colpita a 25 anni, quando sentiva di essere intrappolata in una vita che non le piaceva e desiderava fare qualcosa di grande. La decisione è arrivata dopo aver letto un articolo che parlava di un ragazzo che aveva deciso di superare il record: “Ho pensato che volevo fare lo stesso, nessuna donna l’aveva mai fatto prima – ha raccontato -. Ho pensato che avrei potuto approfittarne per promuovere lo sviluppo sostenibile e tentare di rompere le barriere e mostrare alle persone che hanno torto ad avere pregiudizi”.