Luigi Mario Favoloso, Nina Moric lo denuncia: «Percosse e maltrattamenti a lei e al figlio minorenne»

Nina Moric ha denunciato l’ex fidanzato Luigi Favoloso per percosse e maltrattamenti. Lo riporta .

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Nei giorni scorsi la modella croata, attraverso il suo avvocato Solange Marchignoli, ha presentato alla Procura di Milano la denuncia che contiene episodi avvenuti tra il 2018 e il 2019 nei suoi confronti e, in un caso, ai danni del figlio minorenne avuto dalla precedente relazione con Fabrizio Corona.

Un colpo di scena a poche ore dalla story su Instagram di Luigi Mario Favoloso che ha rivelato di essere in Armenia.

Mamma abusa della figlia e manda video e foto porno all’amante. Il marito la scopre e la fa arrestare

4380992_0917_fffUna brutta storia di degrado, declinata ai tempi dei social. Una madre che abusa della figlia minore, che si fa ritrarre in alcuni video, che vengono poi trasmessi all’amante. Una madre che è stata arrestata, con un fermo di polizia, che questa mattina si ritrova dinanzi al gip D’Auria del Tribunale di Napoli.

Brutta storia, siamo tra San Giovanni a Teduccio e Barra, quando intervengono gli uomini del commissariato locale, accanto agli specialisti di via Medina. Finisce in carcere la donna, mentre la bambina è sotto strettissima osservazione. Storia di pedofilia, elementi raccapriccianti, che emergono grazie alla denuncia del marito della donna e padre della bambina. In sintesi, la donna sarebbe stata adescata attraverso i social, poi avrebbe incontrato anche il suo amante, che l’avrebbe indotta a trasmettere foto e video a sfondo pornografico. Fin qui, siamo in uno scenario di ordinario degrado, che neanche avrebbe richiesto l’intervento della polizia. Ma quello che viene raccontato nella denuncia ha fatto scattare immediate contromosse da parte degli inquirenti.

Violenza su minore, traffico di foto a sfondo pedopornografico, un’altra brutta storia a danno di una piccola di soli otto anni. Questa mattina l’attesa per la convalida del fermo.

“Violentate da due carabinieri in servizio”: la denuncia choc di due studentesse americane

“Stuprate da due carabinieri nel loro appartamento”. Il racconto choc, pubblicato oggi dai media, proviene da due ragazze, due studentesse americane poco più che ventenni, che si sono presentate questa mattina negli uffici della Polizia a Firenze.

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Secondo quanto hanno raccontato, avrebbero incontrato i due carabinieri in servizio, a bordo della gazzella di servizio, fuori da un locale in via Tornabuoni, nel centro storico della città. I due agenti avrebbero portato, con la stessa auto, le due studentesse nella loro casa, per poi violentarle.
Gli investigatori, in cerca di eventuali riscontri al loro racconto, hanno sequestrato i vestiti delle due ventenni, nell’intento di risalire agli eventuali colpevoli. Le presunte vittime si trovano in Italia, nel capoluogo fiorentino, per un periodo di studio in una celebre università americana.

Biella, allatta il figlio alle Poste: cacciata. Madia: “Subito una direttiva”

Francesca Castelli è una giovane neo-mamma che vive a Biella e ieri ha vissuto quella che lei definisce una vera e propria umiliazione. La sua denuncia, tuttavia, potrebbe costituire una pietra miliare nella storia degli uffici pubblici d’Italia.

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Francesca, mamma di un bimbo di tre mesi, aveva deciso di allattare suo figlio in un ufficio postale della sua città. Dopo aver chiesto se ci fosse un posto isolato, per non infastidire i clienti, la donna ha visto la direttrice dell’ufficio postale, allertata da una dipendente, andare verso di lei e invitarla a lasciare l’edificio: «Qui non si può, disturba gli altri clienti. Questo è un ufficio pubblico, non un bar: può farlo solo col biberon. Vada via, abbiamo già tanti problemi nel dover costringere i padroni dei cani a mettere la museruola o gli anziani a non appoggiare bastoni al muro».
«Non capisco cosa c’entrino quegli esempi con il gesto naturale di sfamare i propri figli» – spiega Francesca – «Ovviamente in Italia non c’è nessuna legge che vieta di allattare negli uffici pubblici». Il suo caso, come riporta Repubblica, non è ovviamente isolato e dopo che la notizia è diventata di dominio pubblico anche il ministro Marianna Madia è intervenuto garantendo che presto arriverà una direttiva, valida per tutti gli uffici pubblici, che impedirà il ripetersi di eventi simili.