Alberto Matano, paura alla Vita in Diretta: «Inviato e cameraman presi a calci e pugni»

Alberto Matano, paura alla Vita in Diretta: «Inviato e cameraman presi a calci e pugni». Paura per l’inviato Giuseppe Di Tommaso e per il suo operatore che sono stati aggrediti durante un servizio a Bari. È il giornalista a raccontare l’accaduto in diretta ad Alberto Matano. Ma andiamo con ordine.

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Giuseppe Di Tommaso era stato inviato in Puglia per testimoniare i comportamenti degli italiani rispetto alle regole anti-assembramento ancora in vigore per l’emergenza covid. Sul lungomare di Bari, l’inviato ha rimproverato diversi passanti che non stavano rispettando le normative del governo. E se c’è chi si è imbarazzato e ha chiesto scusa, c’è anche chi l’ha presa molto male.

Un uomo avrebbe infatti risposto con violenza alle parole del giornalista. Come racconta Di Tommaso, il passante ha coperto l’obiettivo della telecamera e l’ha abbassata con un gesto violento. Poi avrebbe affermato: «Se mi riprendi ancora butto a mare te e il tizio con la telecamera. Non puoi fare così con le persone».

Di Tommaso avrebbe replicato che era suo diritto di cronaca registare e raccontare come stessero le cose. Ma la risposta non sarebbe piaciuta all’uomo che ha aggiunto: «Se ti buttano a mare le persone fanno bene». Lo scontro si è concluso con il passante che avrebbe strattonato il giornalista e colpito a calci e pugni il cameraman, finché i due hanno deciso di allontanarsi.

Ammettono di praticare autoerotismo durante le ore di smart working: i dati del sondaggio

Lo smart working incentiverebbe l’autoerotismo. Secondo un recente sondaggio sui comportamenti sessuali durante il lockdown, il 35% degli uomini e il 17% delle donne si masturbano mentre “lavorano da casa”. Con la pandemia da coronavirus e le restrizioni imposte in tutto il mondo, milioni di persone sono state costrette a lavorare da casa e a vivere lontano dai partner. Il sito di accessori e regalistica online australiano Yellow Octopus ha deciso di effettuare un sondaggio per registrare il fenomeno.

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Il sondaggio si basa sulle interviste a più di mille persone tra Stati Uniti, Australia, Regno Unito e Canada a proposito del loro comportamento durante le ore di lavoro da casa. I ricercatori si sono soffermati sulle modalità con cui hanno trascorso il proprio tempo. E sembra che il cibo non sia stato l’unico conforto. Molti dipendenti in isolamento hanno praticato sesso fai da te o sexting nelle ore di lavoro. Un quarto di chi ha ammesso di aver praticato autoerotismo ha dichiarato di essersi sentito in colpa dopo averlo fatto.

Fra gli intervistati, il 35% degli uomini e il 17% delle donne ha ammesso di aver praticato autoerotismo durante le ore di lavoro e soltanto un quarto di loro si è sentito in colpa per averlo fatto. Circa un quarto ha un’età compresa tra i 35 e i 44 anni, mentre le fasce di età da 45 a 54 anni e da 55 a 64 rappresentano entrambe circa il 21% dei casi, con un 8,3% tra i 65 e i 74 anni. Gli uomini, inoltre, hanno confessato di aver guardato video porno durante le ore di lavoro tre volte in più rispetto alle donne. Per alcuni queste pratiche potrebbero aumentare la produttività per gli ormoni in circolo e per l’effetto di allentare la tensione.