Via col vento rimosso dalla HBO negli Usa: «Film razzista»

Via col vento un film razzista. Questa sarebbe la motivazione per cui la storica pellicola è stata rimossa da Hbo Max, il servizio di video on demand Usa. Il film, del 1939, è stato definito con pregiudizi razziali e per questo eliminato, un gesto che ha probabilmente a che fare con le numerose proteste antirazziste di questi giorni negli Usa conseguenti alla morte di Floyd.

5279671_1318_via_col_vento_rassismo_hbo

Il film racconta la guerra di secessione americana, lo scontro tra nordisti e sudisti per l’abolizione della schiavitù dei neri. Si tratta di un film storico, in cui viene mostrata la difficile condizione dei neri in schiavitù, ma resta un film di livello, che vinse ben 8 premi Oscar, compreso quello per la migliore attrice non protagonista, assegnato allora a Hattie McDaniel, che divenne così, paradossalmente, la prima attrice nera a vincere la prestigiosa statuetta. Inoltre, più che istigare al razzismo, racconta un capitolo della storia americana.

A motivare l’esclusione dello storico film dal catalogo di Hbo Max è stato un portavoce della stessa società di intrattenimento, nell’ambito di un’intervista concessa sempre ieri alla rivista Variety che spiega che si tratta: «un prodotto del suo tempo e raffigura alcuni dei pregiudizi etnici e razziali che, purtroppo, sono stati all’ordine del giorno nella società americana. Queste rappresentazioni razziste erano sbagliate allora e lo sono oggi e abbiamo ritenuto che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle rappresentazioni sarebbe irresponsabile».

Anna Falchi: «Famosa da sempre, popolarità l’asso nella manica. E se la Lazio vince lo scudetto…»

Anna Falchi è pronta a tornare in tv con “C’è tempo,”, programma di Rai1 dedicato alla terza età. Negli ultimi tempi la Falchi non è apparsa troppo sul piccolo schermo, ma quasi per scelta dato che la popolarità, come lei stesso ha confessato, non gliela toglierà mai nessuno. E nel mentre ha anche deciso che se la Lazio vincerà lo scudetto, non regalerà ai fan lo spogliarello.

234636089-f7a3bc9c-02a1-4558-8301-e48b1b5e7bba

Non ha “spinto” per lavorare (“Non ho agenti blasonati che mi spingono, non sono mondana. Io sono un’artista: se piaccio vengo chiamata, se no aspetto. Ho aspettato senza nessuna ansia»”) e il suo curriculum parla da solo: “La popolarità – ha spiegato in un’intervista al “Corriere della sera” – non me la toglierà nessuno, è il mio asso nella manica, sono famosa da sempre. Ho lavorato con i grandi della tv, del cinema e del teatro: è grazie a loro se adesso raccolgo il frutto di quelle esperienze. Aver lavorato con tanti grandi artisti mi ha fatto vivere la mia personale dolce vita”.

Riguarda con piacere i suoi calendari (“Penso, beh che fisicata… Non rinnego nulla, fanno parte del mio percorso. Tutte le belle donne sfruttano il loro fisico. È un gioco, uno strumento che ho utilizzato. Una volta il mio pubblico era quello, adesso mi ritrovo con un altro tipo di pubblico. Ho fatto un percorso coerente con il tempo che avanza”), ma non ripeterà lo spogliarello se la Lazio dovesse vincere lo scudetto: “Non faccio nulla. Né spogliarelli, né altro. Ho già dato. Io gioco sui social con foto ammiccanti, ma sempre con il sorriso, è un rito scaramantico”.

Su Canale 5 “Contagion” il film choc che aveva previsto il coronavirus

Su Canale 5 “Contagion” il film choc che aveva previsto il coronavirus. Venerdì 1° maggio, in prime-time, in onda il profetico film di Steven Soderbergh. Prima di iniziare, il giornalista Nicola Porro, anch’egli colpito dal Coronavirus e guarito, inquadrerà il film e i suoi contenuti totalmente di fantasia ma verificati da istituti clinici specializzati.

contagion_30153312

Canale 5 propone una serata di cinema e informazione con il profetico film di Steven Soderbergh «Contagion». Prima di iniziare, il giornalista Nicola Porro, anch’egli colpito dal Coronavirus e guarito, inquadrerà il film e i suoi contenuti totalmente di fantasia ma verificati da istituti clinici specializzati. Al termine della pellicola, andrà eccezionalmente in onda una puntata speciale del talk show d’attualità «Matrix» condotto sempre da Porro e dedicato all’emergenza.
«Contagion» – sceneggiato da Scott Z. Burns con la consulenza di studiosi del CDC americano (Centers for Disease Control) – racconta una spaventosa pandemia che colpisce l’intero pianeta. Il virus MEV-1 del film richiama inevitabilmente il nostro COVID-19: uguale origine (Cina), stessi sintomi (febbre alta e tosse), medesimi tentativi di contenerlo (lockdown, ricerca spasmodica di mascherine e guanti), immancabili file per ottenere qualsiasi merce.
Uscito nelle sale nel 2011, «Contagion» ha un cast eccezionale: Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet e Marion Cotillard.

Lucia Bosè è morta, icona del cinema italiano

Lucia Bosé è morta. L’attrice si è spenta lunedì 23 marzo a Madrid. Aveva compiuto 89 anni lo scorso gennaio. Lucia Bosé divenne una figura iconica del nostro paese, anche grazie alla vittoria al concorso di Miss Italia nel 1947, vincendo su Gina Lollobrigida e Gianna Maria Canale. Era la mamma del cantante Miguel Bosè.

Lucia Bosè ha lavorato con Luis Buñuel, Jean Coctaeu e Federico Fellini. Fu una delle prime “maggiorate” del cinema italiano, assieme a Sophia Loren e Gina Lollobrigida.

lucia-bose-morta-ieri-oggi-645

Lucia Bosé si sposò il 1 marzo 1955 con il torero Luis Miguel Dominguín, con il quale aveva messo al mondo tre figli: Miguel Bosé, Lucía Dominguín e Paola Dominguín. Aveva 10 nipoti.

L’attrice non era in buone condizioni di salute ed è morta a causa del coronavirus in un ospedale di Madrid dove era ricoverata. A dare l’annuncio è stato il figlio Miguel Bosè su Twitter: “Cari amici vi comunico che mia madre è appena venuta a mancare”, ha scritto. Lucia Bosé da anni viveva nella città di Segovia, mentre le sue figlie Paola e Lucía si trovano a Valencia. Il primogenito, Miguel, vive in Messico con due dei suoi quattro figli.

LA VITA E LA CARRIERA Lucia Bosè all’anagrafe Lucia Borloni, nata a Milano il 27 gennaio del 1931, era una commessa della famosa Pasticceria Galli quando fu notata dal regista Luchino Visconti. Le porte del cinema si aprirono dopo il 1947 grazie alla vittoria del concorso Miss Italia a Stresa. Da lì partì la sua carriera di attrice, recitando in film diretti da registi del calibro di Luis Buñuel, Jean Coctaeu e Federico Fellini. Nel 1955 sposò il torero Luis Miguel Dominguín da cui ebbe i suoi tre figli. Il matrimonio si concluse nel 1967 con la separazione a causa delle continue infedeltà del marito. Ha avuto modo di frequentare personalità di rilievo come Pablo Picasso, Luchino Visconti, padrino di battesimo di Miguel, ed Ernest Hemingway.

Partecipò comunque ad alcune pellicole che segnarono l’affermazione del neorealismo italiano, come Non c’è pace tra gli ulivi (1950) di Giuseppe De Santis, ma soprattutto Cronaca di un amore (1950) di Antonioni per il quale fu anche La signora senza camelie (1953). Tornò sugli schermi alla fine degli anni sessanta, per lo più in ruoli secondari in pellicole quali Sotto il segno dello scorpione dei Taviani; Metello di Mauro Bolognini, Fellini Satyricon, di Federico Fellini.

Tra le interpretazioni successive si ricordano: Cronaca di una morte annunciata (1987), di Francesco Rosi, L’avaro (1990) di Tonino Cervi nel cui film è stata doppiata da Angiolina Quinterno, Volevo i pantaloni (1990) di Maurizio Ponzi, I Viceré (2007) di Roberto Faenza.

Adriana Volpe ha abbandonato il reality all’improvviso, ma erano giorni che veniva aggiornata in confessionale sullo stato di salute di un suo parente. Aveva salutato i coinquilini tra le lacrime ringraziandoli dell’affetto di questi ultimi 70 giorni e raccomandando loro di essere forti, ma non aveva detto nulla di più. «Volevo ringraziare ognuno di voi perché in questo viaggio mi avete dato tantissimo. Ho fatto di tutto per rimanere qua e per credere al messaggio “Andrà tutto bene”. Vi volevo salutare uno a uno. Devo veramente uscire perché il ruolo di mamma, di moglie… Ho delle cose da risolvere veramente importanti. Siate forti e dite una preghiera per me», aveva detto in giardino.

Giancarlo Magalli scatenato: «Quella volta che mostrai il pisellino a Gina Lollobrigida»

Un Giancarlo Magalli scatenato, ospite del Maurizio Costanzo Show, rivela un curioso e divertente aneddoto di quando era bambino ed aveva appena quattro anni. Il racconto del conduttore televisivo riguarda Gina Lollobrigida, allora giovane attrice sulla cresta dell’onda, e un clamoroso episodio avvenuto sul set.

giancarlo_magalli_gina_lollobrigida_21120927-768x570

Il padre di Giancarlo Magalli, Enzo, era infatti un direttore di produzione e portava spesso il figlio sul set. Proprio per via del lavoro del padre, il conduttore tv da bambino aveva conosciuto tante star del cinema italiano e mondiale, tra cui Gina Lollobrigida. Ospite di Maurizio Costanzo, Giancarlo Magalli ha rivelato: «Una volta i macchinisti mi dissero: “Vedi quella signora? Si chiama Gina. Vai a farle vedere il pisellino”. Io avevo quattro anni e, senza malizia, lo feci».

Ad ogni modo, quell’episodio che oggi potrebbe risultare un po’ imbarazzante non aveva lasciato il segno nella memoria di Gina Lollobrigida. «Mi è capitato tante volte di incontrarla di nuovo, l’ho anche ospitata nei miei programmi e intervistata, ma non si ricordava di quel bambino e di quell’episodio» – spiega Giancarlo Magalli – «A quel punto le domandai: “Ma quanti bambini di quattro anni hai incontrato che hanno fatto questa cosa?”. La cosa peggiore è che non ho proprio lasciato alcuna traccia».

Parlando poi dell’infanzia vissuta sul set insieme al padre, Giancarlo Magalli ha raccontato: «Era normale per me giocare e scherzare con gli attori. Da piccolo frequentavo i set grazie a papà: sono stato sulle ginocchia di Ava Gardner e in braccio a Humphrey Bogart. In un film c’era anche la Lollobrigida».

Francesco Totti, Ilary Blasi confessa: «La nostra storia era destinata a finire… saremmo impazziti»

«La nostra storia sembrava destinata a finire», così Ilary Blasi parla del rapporto con suo marito Francesco Totti in un’intervista rilasciata al settimanale “Oggi”. La conduttrice si è lasciata andare anche a qualche piccolo rimpianto di tipo professionale. E sugli ascolti deludenti di “Eurogames”, il nuovo “Giochi senza Frontiere”, resta diplomatica: «Ho rimesso in piedi un gioco amarcord che può piacere o no, ma mi assumo il rischio perché l’ho fortemente voluto. Va bene, va male? In ogni caso ce ne faremo una ragione».

Totti-Blasi

Dal punto di vista professionale la signora Totti ammette di sognare il grande schermo e di non sentirsi realizzata: «Da un po’ il cinema mi incuriosisce, prima non ci pensavo proprio. Ma non mi chiama nessuno!». Un piccolo rimpianto per una donna di innegabile successo: «Mi vergogno quasi a esprimere altri sogni, ma non nascondo che superato un obiettivo me ne prefiggo subito un altro. Se no che noia sarebbe la vita! Mi piace spingermi sempre oltre e avere nuove mete perché ho fame, non mi sento arrivata. Mi sento a metà percorso. Ma non è necessariamente solo di tv che parlo».

Sul programma che conduce su Canale 5 aggiunge: «Adoro il rischio, l’imprevisto, non voglio essere scontata. Mi piace osare anche con l’abbigliamento e se piovono le critiche vado dritta. Non è che muore qualcuno, sono altre le tragedie!… Dati e risultati li lascio agli altri, non ci ho mai badato. Il dato di ascolto certamente è importante, non lo nego. Ma la personalità è più importante ancora».

Infine sul matrimonio con il Pupone spiega: «La vita privata è stata impegnativa: eravamo giovani e ogni Velina e ogni Letterina si metteva col calciatore. Era un binomio scontato, erano storie che poi magari duravano poco. Anche per questo motivo venivano additate spesso terze persone fra noi. Se non fossimo stati saldi, saremmo impazziti… evidentemente era più forte il nostro mondo “interno”, visto che siamo ancora qui… È subentrata la protezione verso ciò in cui credevamo, spontaneamente, inconsciamente. Abbiamo sempre avuto una vita normale con i nostri amici, la nostra famiglia. Francesco, pur essendo “il Capitano”, provava a vivere la sua normalità. Ed è stata la protezione reciproca che ci ha salvati».

Malore per il regista Tinto Brass: grave in terapia intensiva

Il regista Tinto Brass, di 86 anni, è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di Roma a causa di una febbre improvvisa. Attualmente è in terapia intensiva e la prognosi è riservata. A chiamare i soccorsi è stata la moglie, Caterina Varzi, che era con lui quando ha avuto il malore nella notte. Nel 2010 Brass, che è considerato il maestro del cinema erotico italiano, era stato colpito da ictus.

“Fino all’ora di cena tutto bene, poi gli è salita la febbre e alla fine ho dovuto chiamare un’ambulanza perché stava male”, ha raccontato la moglie del regista a Il Corriere della Sera. “Ora i medici stanno facendo alcuni accertamenti, si tratta di un momento delicato e deve stare sotto osservazione”, ha aggiunto.

Il bollettino dei medici: “E’ vigile e collaborante” – Il bollettino medico diffuso riguardo le condizioni di Brass parla di “discrete condizioni generali”. Il regista “è vigile e collaborante”. Ulteriori esami sono tutt’ora in corso.