Carabinieri di Piacenza, la compagna sapeva delle attività illecite di Montella: «I soldi li metto nel baule»

Maria Luisa Cattaneo, la compagna di Montella, il carabiniere indagato per essere a capo della “banda” della caserma di Piacenza, sarebbe stata perfettamente a conoscenza di quello che faceva il suo fidanzato. A far trapelare la verità sono delle intercettazioni in cui la donna si riferisce al denaro ricavato dalle attività illecite di Montella.

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Come riporta il Corriere.it, la donna dice di mettere i soldi nel baule e di nasconderli, nelle telefonate parlando con il compagno. Per questo la Cattaneo è finita ai domiciliari rispondendo a cinque episodi di spaccio. Sempre nelle intercettazioni consiglia a Montella di interrompere gli affari dopo l’arresto del pusher suo socio, lo mette in guardia dopo il ritrovamento di una microspia e parla di bonifiche dell’auto.

Nelle telefonate si capisce che i due nascondevano la droga e i soldi: «Scusami, come fai a ritirare i soldi? Ieri t’ho dato 250 euro», dice lui durante una delle chiamate ma lei replica: «Io ce li ho. Non posso farmi vedere che non ritiro: ho bisogno di ritirare i miei soldi per far la vita quotidiana, amore».

Foto dell’americano bendato, i media Usa: «Atto illegale». Salvini: «Vittima solo il carabiniere»

La foto di uno dei due americani fermati per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma, Gabriel Natale-Hjorth, con gli occhi bendati, apre il sito della Cnn, che parla di «un’immagine scioccante» e riferisce dell’avvio delle indagini sullo scatto. La foto rimbalza anche sugli altri media americani, dal Washington Post al Los Angeles Times che, citando le autorità italiane, parlano di «atto illegale». Oggi si terrà alle 12 il funerale del carabiniere ucciso, nella sua Somma Vesuviana.

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La foto rimbalza anche sugli altri media americani, dal Washington Post al Los Angeles Times che, citando le autorità italiane, parlano di «atto illegale».? Il carabiniere che ha messo la benda al giovane americano arrestato per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega sarà immediatamente spostato ad un reparto non operativo. Lo si apprende dai carabinieri. Il ragazzo bendato in caserma è stato anche immortalato con una foto circolata in alcune chat.

Dal canto suo il procuratore generale di Roma, Giovanni Salvi, afferma che in base alle informazioni fornite dalla Procura sulle «le modalità con le quali è stato condotto l’interrogatorio consentono di escludere ogni forma di costrizione in quella sede: gli indagati sono stati presentati all’interrogatorio liberi nella persona, senza bende o manette. All’interrogatorio é stato presente un difensore ed é stato condotto da due magistrati, è stato registrato e ne è stato redatto verbale integrale. Gli indagati sono stati avvertiti dei loro diritti». Le verifiche proseguiranno «per accertare chi, per quali ragioni e per disposizione di quale autorità abbia bendato l’indagato e abbia ritenuto di tenere l’indagato in manette, si accetteranno anche eventuali responsabilità per omessa vigilanza», ha aggiunto Salvi. Dunque la confessione del delitto resta per ora intangibile e non inficiata, stando a ciò che dice la Procura, da nessuna condotta scorretta.

Perché la foto a Natale Hjort potrebbe essere stata scattata, quindi, nelle ore precedenti all’interrogatorio durante il quale Finnegan Lee Elder ha ammesso di essere stato lui l’autore materiale delle coltellate. Ma la difesa vuole vederci chiaro. E forse usare lo scatto come grimaldello per la tesi difensiva. «Quella foto mi ha fatto davvero un brutto effetto. Oggi abbiamo provato ad andare in carcere per parlare con il mio assistito ma non è stato possibile: voglio capire cosa sia successo e se anche lui è stato bendato e legato», ha commentato l’avvocato Francesco Codini, difensore di Elder. Sulla vicenda si è accesa anche una polemica a livello politico.

«A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita», ha commentato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Parole su cui è intervenuto l’ex presidente del Senato Pietro Grasso affermando che «chi rappresenta lo Stato non deve fare queste cose. Chi fa il Ministro della Repubblica non deve giustificarle. Penso che quella foto sia la prova di almeno un paio di reati, e probabilmente una buona arma in mano agli avvocati difensori.