Joseph Perfection, morto il calciatore della Roma Primavera. Stroncato da un infarto a 21 anni

Joseph Perfection, il giovane immigrato che ha militato nella Roma Primavera di Alberto De Rossi, è morto nella notte. Stroncato da un infarto a soli 21 anni. Come scrive Gianluca Lengua sul Messaggero, il giovane talento camerunese è scomparso nella notte a Roma a causa di un arresto cardiaco.

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Arrivato in Italia con la promessa di una carriera da calciatore, Joseph perfection fu poi abbandonato dal sedicente agente alla stazione Termini. Da lì, ha cominciato a giocare nella squadra del Liberi Nantes, composta da giocatori rifugiati e richiedenti asilo politico. Proprio in una partita amichevole contro i giallorossi furono notate le sue qualità e la Roma lo portò a Trigoria nel 2015 per riuscire a tesserarlo solo al compimento dei 18 anni, il 1 settembre 2016. La sua carriera è poi continuata al Vicenza e al Cluji.

Arezzo, bambino di otto anni precipita dal terzo piano e muore. Era figlio di un ex calciatore della Fiorentina

Un bambino di 8 anni è morto dopo essere caduto dal terzo piano di un’abitazione nel centro storico di Arezzo. La tragedia si è consumata ieri sera intorno alle ore 22. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime: è stato trasportato immediatamente dai sanitari del 118 al pronto soccorso dell’ospedale San Donato, ma il piccolo poco dopo è deceduto.

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Era stato già attivato l’elisoccorso regionale Pegaso per il trasferimento l’ospedale pediatrico Meyer a Firenze. Era il figlio più piccolo di Michele Bacis (nella foto, sotto), ex calciatore della Fiorentina (in serie B, stagione 2003-2004), dell’Arezzo, sempre in serie B, e poi allenatore della squadra amaranto negli anni della serie D.

Sulle cause dell’incidente indaga la polizia per ricostruire i contorni dell’accaduto. Il tonfo sordo del corpo sul selciato è stato sentito anche dai vicini di casa, in vicolo della Dea, tra via Cesalpino e via Montetini, poco sotto Palazzo Cavallo, storica sede del municipio. E sempre i vicini di casa avrebbero sentito pochi istanti dopo un urlo, forse quello dei genitori.

Calciatore turco soffoca il figlio di 5 anni affetto da coronavirus: «Non l’ho mai amato»

Ha soffocato il figlio di 5 anni affetto da coronavirus con un cuscino perché non lo amava. Questa è stata la confessione choc del calciatore Cevher Toktaş, 32 anni, si era autodenunciato alla polizia lo scorso 4 maggio, dopo aver ucciso il piccolo Karim 11 giorni prima.

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Il calciatore ha detto alle forze dell’ordine quello che era successo ammettendo di non aver mai amato il bambino nonostante fosse suo figlio. Quando è successo, padre e figlio erano in quarantena nell’ospedale pediatrico di Bursa, in Turchia. Dopo averlo soffocato con il cuscino il 32enne ha chiamato i dottori dicendo loro che il piccolo aveva avuto una crisi respiratoria. Per i medici non c’era più nulla da fare e viste le condizioni in cui si trovava il bambino nessuno ha avuto alcun sospetto.

Dopo 11 giorni però il calciatore ha confessato, spiegando di aver tenuto il cuscino sulla faccia del bambino per almeno un’ora. Per diverso tempo ha fatto finta di non pensarci, poi una volta a casa, con la moglie distrutta, ha ammesso di non aver retto il peso dei rimorsi e ha parlato. Secondo gli espeti a spingerlo al folle gesto sarebbe stato un forte esaurimento nervoso che lo aveva colpito. Stando a quello che riporta la stampa locale il calciatore ha ammesso di non avere alcun problema con l’altro figlio, né con la moglie, semplicemente non ha mai sentito di amare il bambino. L’uomo ora rischia l’ergastolo.

Andrea Rinaldi morto: il calciatore dell’Atalanta stroncato da un aneurisma cerebrale a 19 anni

Andrea Rinaldi, calciatore dell’Atalanta di appena 19 anni, è morto in seguito a un aneurisma cerebrale. Il giovane era in prestito al Legnano, l’annuncio della sua scomparsa è stato dato su facebook dal suo procuratore, Marco Montesarchio.

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È una notizia che non vorresti mai dover dare o ricevere anche per chi, come me, ti conosceva solo da un anno. Fu tuo padre ad organizzare l’incontro, ma bastò poco ad entrambi per capire subito che condividavamo gli stessi principi per poter iniziare a lavorare insieme. Sono stato davvero fortunato ad averti conosciuto e sono contento che le nostre strade si siano incrociate anche se per così poco tempo..
Spero d’averti potuto lasciare qualcosa di positivo come tu sicuramente hai fatto con me. Sei stato sempre corretto e leale con tutti, era il tuo modo di essere dentro e fuori dal campo di calcio. Quel rettangolo verde che era la tua vita!
Avrei voluto poter gioire con te per un tuo ritorno tra i professionisti, te lo saresti meritato dopo una stagione esaltante a Legnano. Poi, avevamo ancora tantissimi traguardi da dover raggiungere, come quelli che iniziavamo a programmare per la prossima stagione. Ma, purtroppo, il destino ha voluto che un malore ti portasse via in un attimo..
La tua vita è stata breve ma vissuta intensamente perché eri un lottatore che davanti alle difficoltà non si arrendeva e lo hai sempre saputo dimostrare e hai sempre dato tutto!
È stato un onore averti avuto tra i miei assistiti e mi piacerà ricordarti, così, con quel motto che ti rappresentava tanto e che avevi scritto anche sulla tua pagina facebook: “Se non lotti per ciò che desideri, non piangere per ciò che perdi”.
Ciao
Andrea Rinaldi
Fai Buon Viaggio

Andrea Rinaldi è stato colpito da un’aneurisma cerebrale venerdì, mentre si allenava in maniera individuale a casa. A nulla è valsa la corsa all’ospedale di Varese dove è arrivato in condizioni gravissime.

È una notizia che non vorresti mai dover dare o ricevere anche per chi, come me, ti conosceva solo da un anno. Fu tuo…

IL DOLORE DEL LEGNANO CALCIO
«Mai una parola e un tono fuori posto – si legge nel ricordo del club – mai una protesta e una polemica, sempre e solo correttezza, impegno, educazione e rispetto. Valori trasmessi da una famiglia magnifica attorno cui dobbiamo stringerci per cercare di infondere coraggio e forza davanti a qualcosa di troppo forte per essere accettati, elaborati e compresi in termini razionali ». Il Legnano traccia un ritratto di Andrea Rinaldi, cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, ha poi vestito la maglia del Mezzolara in D ed esordendo nell’Imolese in C. Poi l’arrivo al Legnano, colomba «in un anno ha suonato come mezzala mostrando una rapidità e un dinamismo che sconcertavano le difese avversarie. Un motorino di centrocampo immarcabile. Vogliamo ricordarti Andrea e non direttamente addio: corri e gioca lassù per il tuo Legnano, ti avremo sempre nei nostri cuori ». « Andrea arrivava agli allenamenti e come prima cosa veniva a salutarmi. È un ricordo che porterò nel cuore »: il presidente del Legnano Calcio Giovanni Munafò ricorda così il 19enne Andrea Rinaldivenerdì è stato colpito da aneurisma cerebrale. «Un ragazzo straordinario, un esempio per tutti. A nome della società – continua il presidente – esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia. Siamo sicuri che Andrea da Lassù possa essere il solito guerriero di sempre, che lottava in mezzo al campo per osare una gioia ai tifosi del Legnano ».

Uomini e donne, Sara Affi Fella incinta. La prima foto col pancino: «Quattro mesi di puro amore, ti aspettiamo»

Ha fatto sapere di essere incinta e ora Sara Affi Fella si mostra col pancino. L’ex protagonista del dating show “Uomini e donne” di Maria De Filippi ha pubblicato sul suo account Instagram uno scatto che la riprende al quarto mese di gravidanza.

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Vestito bianco e pancino da futura mamma in vista, Sara scritto nella didascalia: “Quattro mesi di puro amore. Ti aspettiamo #me#mamyshark”. Ad aspettare il piccolo, assieme all’ex tronista, il compagno calciatore Francesco Fedato.

Per Sara, raggiante di felicità, l’inizio non è stato facile: “E una gravidanza ahimè non facile – aveva spiegato in un’intervista a “Spy” – Infatti ho scelto di tornare nella mia città natale per avere accanto mamma in questo periodo così delicato. Oggi la cosa fondamentale è solo portare avanti la gravidanza in modo sereno. Questo è il mio unico pensiero fisso. Il resto può attendere”.

Influencer Alessia Ferrante morta a 37 anni durante la chirurgia plastica, aperta inchiesta. Era figlia di un ex calciatore serie

L’influencer di Bisceglie (Bari) Alessia Ferrante, 37 anni, è morta ieri pomeriggio durante un intervento di chirurgia plastica in un poliambulatorio privato di Monopoli.

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La donna, figlia di Renzo Ferrante, primo calciatore biscegliese a calcare i campi della Serie A, sarebbe andata in arresto cardiaco subito dopo la somministrazione dell’anestesia. La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta.

È stato il titolare dello studio medico a chiamare i soccorsi. Quando l’ambulanza è arrivata gli addetti del 118 hanno tentato invano manovre rianimatorie. Il pm di turno, Gaetano de Bari, ha ordinato il sequestro della struttura e nelle prossime ore disporrà l’autopsia.

Melissa Satta e Boateng lasciano la Turchia: quarantena milanese

Dopo un mese e mezzo Melissa Satta torna a Milano. Era partita con il figlio Maddox a fine febbraio per trascorrere le vacanze di carnevale in Turchia con il marito Kevin Prince Boateng che milita nel Besiktas. Poi l’emergenza coronavirus e la chiusura dei voli per l’Italia. Ora la famiglia dell’ex velina è riuscita a rientrare e scherza serena dalla quarantena milanese.

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Il calciatore si rilassa sul balcone tagliando i cespugli nei vasi. Melissa dirige i lavori chiedendo all’improvvisato giardiniere di sistemare meglio il verde. Lei ha una voce distesa e serena, finalmente è rientrata in Italia. Era partita con una valigia con gli abiti che sarebbero serviti per pochi giorni, ma si è ritrovata bloccata a Istanbul. Per i primi giorni ha fatto la turista in giro per la città, poi il lockdown è arrivato anche in Turchia e si è chiusa in casa insieme al figlio e al marito. Il piccolo faceva lezioni a distanza; Boateng è stato sottoposto anche a tampone. La ex velina cercava di distrarsi facendo dirette con allenamenti per tutti i gusti.

Ora continuerà il suo isolamento dall’appartamento milanese col sogno di poter riabbracciare presto le sue amiche. “Mi mancano i caffè con le amiche” aveva detto pochi giorni fa. “E poi potermi preparare per uscire a cena…” aveva aggiunto. Insomma, piccoli desideri di normalità tra un selfie e una diretta social.