Calcio femminile, guarda le giocatrici più sexy al mondiale

Fari puntati sulle calciatrici impegnate nei Mondiali di calcio in Francia. Sul tappeto verde è l’anno delle donne che con grinta e sex appeal dimostrano di essere brave quanto i colleghi. E fuori dal campo si mettono in gioco con tutte le armi di seduzione. Tante infatti sono le sexy giocatrici avvenenti e irresistibili che conquistano cover e flash: dalle famose Alex Morgan e Abby Dahlkemper (statunitensi) alle imperdibili Sakina Karchaoui (Francia) e Martina Rosucci (italiana).

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Abby Dahlkemper è considerata la più bella calciatrice dei Mondiali. Difensore centrale della nazionale a stelle e strisce, gioca con Alex Morgan, ritenuta uno dei simboli del calcio femminile. Entrambe campeggiano sulla cover di “Sport Illustrated Swimsuit”. La Morgan è stata inserita dalla rivista “Time” tra i 100 personaggi più influenti del 2019. Con loro sulla rivista più bollente dell’estate c’è anche l’attaccante Crystal Dunn, un’altra stella della Nazionale americana. E che dire delle italiane? Fanno impazzire il web. Tanto che un fotogramma con il primo piano del lato B di Barbara Bonansea, attaccante della Nazionale e affascinante giocatrice, ha mandato in tilt i social. Sfoglia la gallery e scopri tutte le calciatrici più sexy dei Mondiali di Francia…

Giulia De Lellis e il video nella Ferrari di Andrea Iannone, fan furiosi: «Hai perso l’umiltà»

Giulia De Lellis e il video nella Ferrari di Andrea Iannone. Continua la storia più chiacchierata dell’estate, quella tra l’influencer romana e il pilota di MotoGp. Dopo essersi nascosti per settimane, ora i neofidanzati sono usciti allo scoperto e non perdono occasione per far parlare di sè, condividendo alcune immagini provocatorie.

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Dopo il video in cui Iannone bacia i piedi di Giulia, arriva sulle stories dell’influencer un nuovo filmato. Questa volta l’ex gieffina è nella Ferrari del fidanzato e si lamenta: «Sono ore, forse giorni, che sono in macchina a 68 gradi. Se Andrea non torna subito faccio un danno». Mentre pronuncia queste parole, Giulia inquadra il lussuoso abitacolo e le chiavi con il marchio della Ferrari.

L’influencer minaccia il fidanzato di mettersi al volante se non torna immediatamente. Ma chissà cosa ne pensano i fan. Già il video dei baci ai piedi era stato preso di mira dai follower che avevano commentato: «Stai perdendo l’umiltà, così tornerai nell’oblio». Giulia De Lellis ascolterà il consiglio dei suoi sostenitori? Staremo a vedere.

Muore per 27 minuti, poi si risveglia e scrive: «Ho visto Gesù, il Paradiso è reale»

Morire per quasi mezz’ora, per poi tornare in vita: l’incredibile storia è avvenuta in Arizona e la protagonista è una mamma, Tina Hines, che dopo essersi risvegliata ha chiesto carta e penna e ha scritto uno strano messaggio. Tina ha raccontato infatti di aver visto il Paradiso: «È reale», le sue parole scarabocchiate su un quaderno, come scrive Alix Amer sul Messaggero.

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È successo lo scorso febbraio. La donna, madre di quattro figli, doveva fare un’escursione a Phoenix con suo marito Brian quando ha avuto un infarto: dopo i tentativi di rianimazione da parte dei medici, non sembrava avere più segnali di vita. Ma dopo 27 minuti in cui era stata già data per morta, si è risvegliata: «Era così reale, i colori erano così vibranti», le sue parole dopo il risveglio, in cui ha raccontato di aver visto Gesù in piedi con una luce gialla brillante che risplendeva dietro.

Sua nipote Madie Johnson si è addirittura tatuata su un polso quel messaggio scarabocchiato dopo il risveglio: «La sua storia è troppo reale per non condividerla e mi ha dato una maggiore fiducia in una fede che spesso non si vede. Mi ha dato una tangibilità per una speranza eterna che non è troppo lontana», ha scritto in un post sul suo profilo Instagram.

Affidi illeciti, l’inchiesta choc: lavaggi del cervello ai bimbi per allontanarli dai genitori. «Tuo padre ti ha stuprata»

Ore e ore di intensi “lavaggi del cervello” durante le sedute di psicoterapia, bambini suggestionati anche con l’uso di impulsi elettrici, spacciati ai piccoli come «macchinetta dei ricordi», un sistema che in realtà avrebbe «alterato lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari». Hanno dell’inquietante alcune contestazioni che emergono dall’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sulla rete dei servizi sociali della Val D’Enza, nel Reggiano.

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Tra i vari casi, quello di una bambina fatta nascondere in auto appositamente per vietarle di vedere i suoi genitori naturali, un bambino violentato dal cugino di una coppia affidataria, e un altro caso in cui una psicoterapeuta cercava di convincere una bambina dicendole di essere stata stuprata da suo padre. E ancora, disegni dei bambini falsificati con l’aggiunta di dettagli a carattere sessuale, denigrazione delle figure genitoriali e travestimenti degli stessi terapeuti da personaggi “cattivi” delle fiabe in rappresentazione dei genitori cattivi.

Diciotto persone, tra cui il sindaco Pd di Bibbiano ( Reggio Emilia) Andrea Carletti, politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Torino sono stati stati raggiunti da misure cautelari dai carabinieri di Reggio Emilia. L’inchiesta vede al centro la rete dei servizi sociali della Val D’Enza, accusati di aver redatto false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti.

Quello ricostruito dagli investigatori è un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro. Tra i reati contestati ci sono frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso. Le vittime hanno dai 6 agli 11 anni. Due i casi accertati di stupro presso le famiglie affidatarie e in comunità, dopo l’illegittimo allontanamento. «Quello che veniva spacciato per un modello istituzionale da emulare sul tema della tutela dei minori abusati altro non era che un illecito business ai danni di decine e decine di minori sottratti alle rispettive famiglie», sottolineano gli investigatori.

FALSIFICATI ANCHE I DISEGNI DEI BAMBINI Disegni dei bambini falsificati con l’aggiunta di dettagli a carattere sessuale, abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, stati emotivi dei piccoli relazionati in modo ingannevole, travestimenti dei terapeuti da personaggi ‘cattivi’ delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, denigrazione della figura paterna e materna. Questi erano solo alcuni dei metodi adottati nei confronti dei bambini con l’obiettivo di allontanarli dai genitori, per poi mantenerli in affido e sottoporli ad un circuito di cure private a pagamento di una Onlus piemontese. Decine anche i regali e le lettere di affetto, consegnati negli anni da parte dei genitori naturali, che i carabinieri hanno sequestrato in un magazzino dove erano nascosti e che gli appartenenti ai servizi sociali indagati non avrebbero mai dovuto consegnare ai piccoli.

“VITTIME TRAUMATIZZATE” Alcune vittime dei reati contestati dall’inchiesta, oggi adolescenti, «manifestano profondi segni di disagio, tossicodipendenza e gesti di autolesionismo», evidenziano i carabinieri di Reggio Emilia, che hanno svolto gli accertamenti. Le indagini sono iniziate alla fine dell’estate 2018 dopo un’anomala escalation di denunce all’Autorità Giudiziaria, da parte dei servizi sociali coinvolti, per ipotesi di reati di abusi sessuali e violenze a danni di minori commessi da parte dei genitori. L’analisi dei fascicoli vedeva puntualmente approdare le indagini verso la totale infondatezza di quanto segnalato. Da questo spunto si è sviluppata l’indagine che ha svelato numerosi falsi documentali, redatti secondo l’accusa dai servizi sociali in complicità con alcuni psicologi, «artatamente trasmessi all’Autorità Giudiziaria».

INDAGATI TRE PSICOTERAPEUTI Nei guai sono finiti tre psicoterapeuti torinesi di Hansel e Gretel, onlus di Moncalieri, comune alle porte di Torino, dove questa mattina i carabinieri hanno sequestrato computer e documenti. «Non penso sia vero – dichiara la segretaria della onlus – Sono persone oneste. Questo è un centro che lavora da trent’anni e sono convinta che loro siano persone più che pulite. È tutto da dimostrare».

PSICOTERAPEUTA A BIMBA: “SEI STATA STUPRATA DA TUO PADRE” La psicoterapeuta «dichiarava sistematicamente alla minore che quest’ultima aveva subito comportamenti sessuali quando era piccola da parte di un uomo di cui lei si fidava e che si era approfittato di lei, con inequivocabili riferimenti al padre, aggiungendo che si trattava di traumi presenti nella sua mente e che era necessario tirare fuori. Suggeriva ripetutamente la necessità di svuotare gli ‘scatolonì metaforicamente presenti nella cantina dei propri ricordi alcuni dei quali chiamati ‘papà’ e ‘sessò, promettendole benessere e ulteriori vantaggi qualora la bimba li avesse ‘svuotatì».

Il lavaggio del cervello descritto dal Gip nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari e fatto dalla psicoterapeuta ai minori, una in particolare, era continuo e diretto non solo a convincere la bambina della fortuna di esser stata strappata via ai suoi genitori naturali, ma anche i periti, inevitabilmente indotti in errore. «Sosteneva in più occasioni (…) che la madre della piccola fosse una prostituta – scrive il giudice – che nessuno dei due genitori si era mai occupato di lei e che entrambi non sapessero alcunché delle sue esigenze e dei suoi desideri».

Una delle donne destinatarie dell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari emessa dal Gip del tribunale di Reggio Emilia, psicoterapeuta, «raccontava al perito asseriti sintomi dissociativi della bambina omettendo di riferire la sintomatologia a lei nota di epilessia (…) dichiarava di aver osservato personalmente nella minore, durante le sedute di psicoterapia, comportamenti aggressivi e sessualizzati contrariamente al vero trattandosi di circostanze riferitele dalle affidatarie». «Ribadiva sistematicamente alla bambina il contesto pregiudizievole dalla medesima vissuto quando abitava con i genitori – si legge ancora – a fronte della richiesta esternata dalla minore di fornirle spiegazioni circa l’impossibilità di incontrare il padre».

GIP: INDAGATI SOSTENEVANO A PRIORI ABUSI «La loro percezione della realtà, della propria funzione, è totalmente pervertita e asservita al perseguimento di obiettivi ideologici non imparziali». Nel disporre le misure cautelari per il pericolo di reiterazione del reato il Gip descrive così il comportamento degli indagati, accusati di aver redatto false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti.

Per il giudice gli assistenti sociali dell’Unione Comuni Val d’Enza «hanno realizzato una sistematica pluralità di falsi in atti pubblico – si legge nelle 277 pagine dell’ordinanza – dirigendo sistematicamente le attività di allontanamento dei minori e gestendo i medesimi in modo tale da sostenere aprioristicamente e in modo privo di qualsivoglia equilibrio, le tesi o i sospetti iniziali (dagli stessi fatti propri) che i bambini avessero subito abusi sessuali…».

BIMBA FATTA NASCONDERE IN AUTO PER NON VEDERE I GENITORI «Le affidatarie, mediante l’attiva partecipazione alle sedute di psicoterapia (…) insistevano con la minore ribadendo quanto da lei subito presso la famiglia di origine; colpevolizzavano la bambina, talvolta anche attraverso urla feroci e parolacce, di dover al più presto svuotare la cantina dei ricordi in quanto causa delle sofferenze che col suo comportamento infliggeva inconsciamente alle stesse affidatarie – si legge nell’ordinanza del Gip – denigravano sistematicamente le figure genitoriali della piccola, incutevano alla bambina la paura e il timore di casuali possibilità di incontro con i genitori, ordinandole di nascondersi all’interno dell’auto e di non frequentare determinati luoghi per evitare di essere vista dai genitori». Così come l’assistente sociale dell’Unione Comuni Val d’Enza e la dirigente del servizio «diradavano gli incontri tra la minore e i propri genitori – scrive il Gip nell’ordinanza – per poi interromperli anche per lunghissimi periodi senza alcuna reale e legittima motivazione, isolando la bambina e impedendo altresì lo scambio di corrispondenza e regali anche in occasione di particolari ricorrenze».

FONTANA: GRAVITA’ INAUDITA «Quanto sta emergendo dall’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ è di una gravità inaudita. Grazie ai Carabinieri e agli inquirenti per il loro lavoro. D’intesa con i gruppi Lega ci siamo già attivati per istituire una commissione d’inchiesta sulle comunità familiari che accolgono minori. Nei confronti dei bambini deve essere garantita la massima trasparenza e ogni forma di tutela», ha commentato il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, con delega alla tutela minori, Lorenzo Fontana.

DI MAIO: MODELLO EMILIA DEL PD Sulla vicenda è intervenuto anche Luigi Di Maio: «Quello che viene spacciato per un modello nazionale a cui ispirarsi sul tema della tutela dei minori abusati, il modello ‘Emilia’ proposto dal Pd, si rivela oggi come un sistema da incubo: bambini ‘selezionatì e sottratti illegittimamente alle famiglie, per poi venire consegnati in una sorta di ‘affido horror’ a personaggi discutibili, tra i quali titolari di sexy shop, pedofili, gente con problemi mentali. E tra la sottrazione e l’affido una trafila di psicoterapie falsate, medici travestiti da mostri, persino impulsi elettrici per modificare la memoria dei bambini e convincere i giudici della necessità dell’affido. Roba da film dell’orrore, a cui si stenta a credere».

Belen Rodriguez incinta, parla Stefano De Martino: «Ci affidiamo al destino…»

Dopo il loro, tanto desiderato dai fa, ritorno in coppia per Belen Rodriguez e Stefano De Martino si è parlato di un figlio in arrivo. Sul web e su alcuni giornali infatti era uscita la notizia di una Belen, già mamma del piccolo Santiago, di nuovo incinta.

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I due certo sono ormai indivisibili e presto, dopo le rispettive esperienza di conduzione con “Colorado” e “Made in Sud”, saranno insieme anche sul piccolo schermo, prima con la notte della Taranta Festival di Castrocaro. Per Belen e Stefano però la voglia di allargare la famiglia c’è e a confermarlo arriva lo stesso ex ballerino della scuola di “Amici”: “Per il momento – ha spiegato in un’intervista a “Nuovo” – Belen e io non siamo incinti. Ci stiamo lavorando, anche se siamo piuttosto fatalisti: non amiamo fare programmi, preferiamo affidarci al destino”.

La Rodriguez e il marito sono tornati insieme dopo aver avuto altre relazione, per Belen quello con Andrea Iannone (ora fidanzato con Giulia De Lellis), mentre De Martino, a cui sono stati attribuiti diversi flirt, ha confermato solo quello con Gilda D’Ambrosio.

Leotta, Barbie conduttrice in total pink

Diletta Leotta è tra le più affermate conduttrici sportive d’Italia. Che sia sul campo allo stadio, alla conduzione in studio o in diretta in radio, la star siciliana conquista cuori e simpatie.

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Al di là di piglio e preparazione, Diletta Leotta piace anche perché è indubbiamente bellissima. Con i lunghi capelli biondi, le forme prosperose e un sorriso che ammalia, la Leotta sembra proprio una Barbie umana. C’è un altro particolare che la fa assomigliare ancora di più alla bambola più amata dalle bambine di tutto il mondo: predilige i vestiti rosa.

Dai corti e strizzati minidress di Elisabetta Franchi al costume arricciato Calzedonia fino al romantico trench in pvc con fiori ricamati Blumarine, Diletta Leotta vive di total pink. Microfono in mano e via, ecco la vostra Barbie conduttrice in carne e ossa.

Jada Pinkett rivelazioni hot di fronte alla figlia: “Ho provato il sesso a tre”

Durante il suo talk show “Red Table” Jada Pinkett non si è mai tirata indietro e ha risposto sempre con sincerità, anche di fronte agli argomenti più imbarazzanti. Non ha fatto eccezione nemmeno questa volta e alla domanda della figlia Willow, visibilmente a disagio, la moglie di Will Smith ha ammesso di aver provato il sesso a tre. “Ero molto, molto giovane ma non mi è piaciuto. L’ho fatto una volta e ho capito che non faceva per me”.

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“Non c’era il giusto livello di intimità, ma ho sempre pensato che se fossi stata innamorata di due persone sarebbe stata un’altra cosa. Volevo vedere cosa si provava e l’ho fatto. Ero piccola, ho incontrato due persone che mi piacevano e ho detto di sì”, ha spiegato.

L’ennesima confessione forte per Jada, che seduta al “tavolo rosso” in passato ha ammesso di aver avuto una relazione non salutare con il porno, ha condiviso le sue abitudini in fatto di masturbazione e svelato di aver accoltellato un ex fidanzato troppo violento.