Video hard di una dottoressa sul web, 10 indagati: anche ex calciatore del Brescia e la figlia di un allenatore

Alcuni video hard di una dottoressa bresciana 40enne erano diventati pubblici e virali finendo sui telefonini di migliaia di persone prima in città, poi in Italia e anche all’estero: dopo la sua denuncia per il caso di revenge porn, la Procura di Brescia ha iniziato ad indagare. E le indagini si sono concluse nei giorni scorsi, con l’iscrizione nel registro degli indagati di ben 10 persone, come riporta il Giornale di Brescia.

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Si tratta di otto uomini e due donne: tra essi un ex calciatore del Brescia, la figlia di un allenatore di calcio che conosceva bene il marito della vittima, un personal trainer e anche un agente di polizia locale di origini piemontesi. La vittima, una volta diventato il caso di dominio pubblico, era stata licenziata «per danno di immagine» dallo studio dove lavorava. Tutti gli indagati ora avranno venti giorni di tempo per farsi interrogare dal pm Benedetta Callea o per depositare memoria scritta.

Guendalina Tavassi e i video hot: «Ecco come sono entrati nel mio telefonino»

Guendalina Tavassi, vittima degli hacker, ha visto i video hot col marito Umberto D’Aponte custoditi sul suo telefonino finire in rete. Guendalina Tavassi, che era già stata vittima dei pirati informatici sul suo account instagram, spiega come secondo lei sono riusciti ad avere accesso al suo materiale privato.

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I video di Guendalina Tavassi erano conservati in una cartella nascosta: “Mi era capitato un fatto del genere in passato con il mio account Instagram – ha raccontato in un’intervista a “Fanpage.it” – Mi avevano mandato una mail in cui mi chiedevano di accedere al mio account, io pensavo volessero darmi la spunta blu, ho cliccato e me l’hanno rubato. Succede in questo modo. Potrebbero avere hackerato il mio telefono così come quello di mio marito. Quei video erano in una cartella di foto nascoste. Non so com’è potuto accadere ma so che si sono sparsi in una maniera così veloce che è impossibile fermarli”.

E’ stata avvisata da un’amica e a ruota l’ha chiamata il marito: “Ero a un parco giochi insieme ai miei figli quando mi ha chiamato un’amica da Napoli per avvertirmi. Quando mi ha detto che i video erano miei e che erano girati nel mio bagno sono rimasta sconvolta. Contemporaneamente mi ha chiamato mio marito. Urlava, era sconvolto, lo aveva avvisato sua sorella”.

Si raccomanda perché altre non facciano il suo stesso errore: “La voglia di dire a tutte le ragazze di non fare mai video, nemmeno per tenerli per sé. Questi dati non sono mai completamente protetti, può accadere qualsiasi cosa. E a quelle che ci sono passate e magari adesso si vergognano voglio dire che devono continuare a uscire a testa alta”.

Diletta Leotta, il debutto da scrittrice: «Il sorriso, la mia arma più forte»

Una attitudine naturale, quella di sorridere – “cerco di farlo sempre, non è una scelta studiata” – et voilà, ecco il titolo del libro di Diletta Leotta, conduttrice giornalistica e radiofonica, protagonista e spesso vittima dei social: Scegli di sorridere.

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Quanto le è costato mettersi a nudo in un libro?
«Tanto. Per lungo tempo sono stata in silenzio, per disinnescare le polemiche. Poi ho cominciato a mettere nero su bianco, letteralmente in un quaderno, quello che mi stava accadendo. A dare un senso nuovo, il mio senso a quello che era successo. E il senso nuovo è stato quello di trasformare in opportunità gli eventi negativi, le fragilità in coraggio»

Ha subito violazioni della privacy anche su immagini intime, tentativi di ricatto e si confronta con costanti commenti di hater. Quello che non uccide, fortifica?
«Per me sì, ma il messaggio che voglio dare alle persone più giovani è che quello che mi è accaduto, può succedere anche a loro. È molto importante reagire in maniera positiva. Provando a sorridere e rialzandosi sempre».

Approccio ai social
«Non sono ossessiva, ma li uso per coltivare i miei talenti, per condividere il mio lavoro. E riguardo ai commenti, mi soffermo solo su quelli positivi, gli attestati di stima, le cose belle. Che sono decisamente più numerosi dei commenti cattivi. Consiglio a tutti di fare la stessa cosa».

Le sue letture-guida?
«I libri motivazionali, che lavorano su aspetti intimi della personalità. In borsa in questo momento ho Prosperità del medico e scrittore brasiliano Lair Ribeiro. Ho cercato di ispirarmi a lui e a questo genere di letteratura anche per scrivere il mio libro».

Quali sono le donne che ti hanno ispirato?
«Mia madre, mia nonna, le mie sorelle. Sono cresciuta in una famiglia siciliana matriarcale. Mia madre è molto forte, ha sempre lavorato, ma è sempre stata presente con i figli, anche nei momenti turbolenti dell’adolescenza. È ambiziosa e ha fatto scelte forti anche in controtendenza rispetto ai tempi e alle dinamiche siciliane. Lei è il mio riferimento principale».

Quali sono le cose che l’hanno ferito maggiormente?
«Gli attacchi gratuiti non fanno certo bene, né aver visto on line le mie foto intime, private; ma quello che mi ha ferito maggiormente sono stati gli attacchi gratuiti da parte delle donne. Spero che un giorno riusciremo a fare squadra».

Ci sono state anche sorprese positive?
«Sì, l’ho anche scritto. Ho conosciuto Lorenza, che mi è stata molto vicina in quel periodo ed è diventata una mia carissima amica. Se non avessi avuto queste brutte avventure forse ora non saremmo così legate».

Come ha reagito agli attacchi?
«Non mi sono mai fermata, bloccata. E il rischio c’era, perché di fronte a certe situazioni fuori controllo mi sono sentita disarmata. Ho reagito continuando a lavorare a fare cose nuove con professionalità, in maniera elegante, con studio quotidiano. Ho scelto di vivere meglio».

Come risponde alla critiche?
«Se sono costruttive ben vengano. Se servono a migliorarmi le accolgo con grande attenzione. D’altronde io sono la prima critica di me stessa, amo giudicarmi. Ho aspettative molto alte nei miei riguardi, nello studio come nella professione. Mi considero umile e penso sempre che si possa migliorare, non mi sentirò mai arrivata».

Savona choc, un 22enne come Willy: «Pestato con calci alla testa». Arrestati cinque giovani

Hanno pestato a sangue un ragazzo di 22 anni, accusandolo di aver rubato una borsetta ad un’anziana, ma non era vero niente: un caso che ricorda la morte di Willy Monteiro Duarte, finito per fortuna in maniera diversa dato che il giovane vittima dell’aggressione è guarito, dopo essere stato ricoverato inizialmente in prognosi riservata.

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L’orrore è avvenuto a Savona lo scorso primo giugno, ma la vicenda è emersa soltanto ora: ad aggredire il 22enne, accusandolo di furto, cinque italiani tra i 22 e i 33 anni, arrestati questa mattina dai carabinieri di Savona con l’accusa di sequestro di persona e lesioni aggravate. L’aggressione durò quasi un’ora: uno dei cinque arrestati lo fermò nei pressi della stazione di Savona, lo trascinò per i capelli fino a una via vicina e lì lo picchiò minacciandolo con un coltello.

Successivamente portò il 22enne in un parco della zona dove lo attendevano gli altri quattro componenti del branco: lì il giovane fu ripetutamente colpito con calci alla testa, anche quando era già a terra completamente inerme, fino a farlo svenire, procurandogli lesioni e una frattura allo zigomo. Ricoverato inizialmente con prognosi riservata, il giovane è stato poi dimesso dopo alcuni giorni con 30 giorni di prognosi ed è oggi guarito.

Temptation Island, la foto choc di Giada Giovannelli col volto insanguinato: «Questo è mio padre»

Giada Giovannelli choc, la foto dell’ex Temptation Island col volto insanguinato: «Questo è mio padre». Giada Giovannelli picchiata dal padre. Graffi in volto e sangue dal naso, così si è fotografata la ex protagonista di Temptation Island 2018, dicendo che quelle ferite erano state causate dal padre.

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«Ecco mio padre», scrive come didascalia alla foto e poi nelle sue Instagram Stories spiega quello che è successo.
«Prima che vengo fraintesa, è la prima volta che accade ma a volte le parole fanno più male. Non mi ha mai fatto mancare niente ma questo non giustifica certe cose. E come ho detto prima, mi sono rotta il c….», ha spiegato, precisando di non essere stata picchiata altre volte ma lasciando intendere di essere stata anche in passato vittima di abusi verbali. Poi conclude: «Ora sono al pronto soccorso, sto bene ma sono molto incazzata».

Immediata è stata la reazione dei suoi followers che l’hanno invitata a denunciare tutto subito. Molti hanno anche cercato di incoraggiarla raccontando esperienze simili vissute, esortandola a non far cadere nel nulla l’episodio gravissimo. Giada Giovannelli è stata concorrente di Temptation Island nel 2018 insieme al fidanzato Francesco Brando con cui sta insieme da 11 anni. I due uscirono insieme felici dal programma e la loro unione è ancora forte e salda.

Giulia De Lellis e Aurora Ramazzotti, le lodi per il post coi brufoli: «Il coraggio che mi mancato…»

Giulia De Lellis loda Aurora Ramazzotti per il suo coraggio. Il post di Aurora Ramazzotti e le imperfezioni della sua pelle ha ricevuto il plauso di molti colleghi del mondo dello spettacolo e del web, a cui si aggiunge Giulia De Lellis.

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Quello portato alla luce da Aurora è un problema che ha anche Giulia. Dalle sue stories del suo account ha prima invitato a leggere quanto condiviso dalla figlia di Eros e Michele Hunziker e poi svelato che anche lei è vittima della stessa paura, quella di mostrarsi al naturale.

Viviamo un epoca, spiega ai follower, in cui o si è perfetti o non ci si mostra. Giulia confessa di non riuscire a capire il perché e sua volontà è quella di trasformare i difetti in punti di forza.

Infine, non dimentica i ringraziamenti all’autrice del post: “Brava e complimenti ad Aurora che ha aperto questo argomento, io ne ho parlato a volte nelle stories, ma non ho avuto mai il coraggio di affrontarlo in maniera così intensa e seria”.

A 70 anni fa sesso con un 28enne, le minacce della famiglia del giovane: «Vogliamo 30mila euro»

Quattro persone, delle quali un minorenne, senza fissa dimora e di etnia rom, sono stati arrestati per estorsione al termine di un’indagine della Squadra Mobile di Venezia, a cui si era rivolto la vittima per fare denuncia.

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I quattro sono stati monitorati dagli agenti, che sono riusciti a documentare, anche attraverso sistemi di videoripresa, il passaggio di denaro di una somma di 3.500 euro, una parte dei 30.000 euro pattuiti con la vittima. A quel punto sono scattati gli arresti in flagranza di reato. I maggiorenni, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati condotti nel carcere di Venezia. Il minorenne, su disposizione della Procura dei Minori, è stato portato al Centro di Prima Accoglienza di Treviso.

Il tutto è iniziato alcuni mesi fa quando la vittima, un 70enne mestrino, aveva intrattenuto per qualche mese una relazione con un 28enne rom della zona Marghera. Poi non si vedono per tre mesi a causa del lockdown. Quando si è iniziato ad uscire il 28enne si presenta a casa del 70enne con la famiglia, un 16enne, un 50enne e un 40enne, e gli chiedono 30mila euro altrimenti avrebbero informato della relazione la sua famiglia. Fa così denuncia alla polizia e la squadra mobile, li prende durante lo scambio.