Diletta Leotta, il debutto da scrittrice: «Il sorriso, la mia arma più forte»

Una attitudine naturale, quella di sorridere – “cerco di farlo sempre, non è una scelta studiata” – et voilà, ecco il titolo del libro di Diletta Leotta, conduttrice giornalistica e radiofonica, protagonista e spesso vittima dei social: Scegli di sorridere.

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Quanto le è costato mettersi a nudo in un libro?
«Tanto. Per lungo tempo sono stata in silenzio, per disinnescare le polemiche. Poi ho cominciato a mettere nero su bianco, letteralmente in un quaderno, quello che mi stava accadendo. A dare un senso nuovo, il mio senso a quello che era successo. E il senso nuovo è stato quello di trasformare in opportunità gli eventi negativi, le fragilità in coraggio»

Ha subito violazioni della privacy anche su immagini intime, tentativi di ricatto e si confronta con costanti commenti di hater. Quello che non uccide, fortifica?
«Per me sì, ma il messaggio che voglio dare alle persone più giovani è che quello che mi è accaduto, può succedere anche a loro. È molto importante reagire in maniera positiva. Provando a sorridere e rialzandosi sempre».

Approccio ai social
«Non sono ossessiva, ma li uso per coltivare i miei talenti, per condividere il mio lavoro. E riguardo ai commenti, mi soffermo solo su quelli positivi, gli attestati di stima, le cose belle. Che sono decisamente più numerosi dei commenti cattivi. Consiglio a tutti di fare la stessa cosa».

Le sue letture-guida?
«I libri motivazionali, che lavorano su aspetti intimi della personalità. In borsa in questo momento ho Prosperità del medico e scrittore brasiliano Lair Ribeiro. Ho cercato di ispirarmi a lui e a questo genere di letteratura anche per scrivere il mio libro».

Quali sono le donne che ti hanno ispirato?
«Mia madre, mia nonna, le mie sorelle. Sono cresciuta in una famiglia siciliana matriarcale. Mia madre è molto forte, ha sempre lavorato, ma è sempre stata presente con i figli, anche nei momenti turbolenti dell’adolescenza. È ambiziosa e ha fatto scelte forti anche in controtendenza rispetto ai tempi e alle dinamiche siciliane. Lei è il mio riferimento principale».

Quali sono le cose che l’hanno ferito maggiormente?
«Gli attacchi gratuiti non fanno certo bene, né aver visto on line le mie foto intime, private; ma quello che mi ha ferito maggiormente sono stati gli attacchi gratuiti da parte delle donne. Spero che un giorno riusciremo a fare squadra».

Ci sono state anche sorprese positive?
«Sì, l’ho anche scritto. Ho conosciuto Lorenza, che mi è stata molto vicina in quel periodo ed è diventata una mia carissima amica. Se non avessi avuto queste brutte avventure forse ora non saremmo così legate».

Come ha reagito agli attacchi?
«Non mi sono mai fermata, bloccata. E il rischio c’era, perché di fronte a certe situazioni fuori controllo mi sono sentita disarmata. Ho reagito continuando a lavorare a fare cose nuove con professionalità, in maniera elegante, con studio quotidiano. Ho scelto di vivere meglio».

Come risponde alla critiche?
«Se sono costruttive ben vengano. Se servono a migliorarmi le accolgo con grande attenzione. D’altronde io sono la prima critica di me stessa, amo giudicarmi. Ho aspettative molto alte nei miei riguardi, nello studio come nella professione. Mi considero umile e penso sempre che si possa migliorare, non mi sentirò mai arrivata».

Savona choc, un 22enne come Willy: «Pestato con calci alla testa». Arrestati cinque giovani

Hanno pestato a sangue un ragazzo di 22 anni, accusandolo di aver rubato una borsetta ad un’anziana, ma non era vero niente: un caso che ricorda la morte di Willy Monteiro Duarte, finito per fortuna in maniera diversa dato che il giovane vittima dell’aggressione è guarito, dopo essere stato ricoverato inizialmente in prognosi riservata.

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L’orrore è avvenuto a Savona lo scorso primo giugno, ma la vicenda è emersa soltanto ora: ad aggredire il 22enne, accusandolo di furto, cinque italiani tra i 22 e i 33 anni, arrestati questa mattina dai carabinieri di Savona con l’accusa di sequestro di persona e lesioni aggravate. L’aggressione durò quasi un’ora: uno dei cinque arrestati lo fermò nei pressi della stazione di Savona, lo trascinò per i capelli fino a una via vicina e lì lo picchiò minacciandolo con un coltello.

Successivamente portò il 22enne in un parco della zona dove lo attendevano gli altri quattro componenti del branco: lì il giovane fu ripetutamente colpito con calci alla testa, anche quando era già a terra completamente inerme, fino a farlo svenire, procurandogli lesioni e una frattura allo zigomo. Ricoverato inizialmente con prognosi riservata, il giovane è stato poi dimesso dopo alcuni giorni con 30 giorni di prognosi ed è oggi guarito.

Temptation Island, la foto choc di Giada Giovannelli col volto insanguinato: «Questo è mio padre»

Giada Giovannelli choc, la foto dell’ex Temptation Island col volto insanguinato: «Questo è mio padre». Giada Giovannelli picchiata dal padre. Graffi in volto e sangue dal naso, così si è fotografata la ex protagonista di Temptation Island 2018, dicendo che quelle ferite erano state causate dal padre.

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«Ecco mio padre», scrive come didascalia alla foto e poi nelle sue Instagram Stories spiega quello che è successo.
«Prima che vengo fraintesa, è la prima volta che accade ma a volte le parole fanno più male. Non mi ha mai fatto mancare niente ma questo non giustifica certe cose. E come ho detto prima, mi sono rotta il c….», ha spiegato, precisando di non essere stata picchiata altre volte ma lasciando intendere di essere stata anche in passato vittima di abusi verbali. Poi conclude: «Ora sono al pronto soccorso, sto bene ma sono molto incazzata».

Immediata è stata la reazione dei suoi followers che l’hanno invitata a denunciare tutto subito. Molti hanno anche cercato di incoraggiarla raccontando esperienze simili vissute, esortandola a non far cadere nel nulla l’episodio gravissimo. Giada Giovannelli è stata concorrente di Temptation Island nel 2018 insieme al fidanzato Francesco Brando con cui sta insieme da 11 anni. I due uscirono insieme felici dal programma e la loro unione è ancora forte e salda.

Giulia De Lellis e Aurora Ramazzotti, le lodi per il post coi brufoli: «Il coraggio che mi mancato…»

Giulia De Lellis loda Aurora Ramazzotti per il suo coraggio. Il post di Aurora Ramazzotti e le imperfezioni della sua pelle ha ricevuto il plauso di molti colleghi del mondo dello spettacolo e del web, a cui si aggiunge Giulia De Lellis.

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Quello portato alla luce da Aurora è un problema che ha anche Giulia. Dalle sue stories del suo account ha prima invitato a leggere quanto condiviso dalla figlia di Eros e Michele Hunziker e poi svelato che anche lei è vittima della stessa paura, quella di mostrarsi al naturale.

Viviamo un epoca, spiega ai follower, in cui o si è perfetti o non ci si mostra. Giulia confessa di non riuscire a capire il perché e sua volontà è quella di trasformare i difetti in punti di forza.

Infine, non dimentica i ringraziamenti all’autrice del post: “Brava e complimenti ad Aurora che ha aperto questo argomento, io ne ho parlato a volte nelle stories, ma non ho avuto mai il coraggio di affrontarlo in maniera così intensa e seria”.

A 70 anni fa sesso con un 28enne, le minacce della famiglia del giovane: «Vogliamo 30mila euro»

Quattro persone, delle quali un minorenne, senza fissa dimora e di etnia rom, sono stati arrestati per estorsione al termine di un’indagine della Squadra Mobile di Venezia, a cui si era rivolto la vittima per fare denuncia.

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I quattro sono stati monitorati dagli agenti, che sono riusciti a documentare, anche attraverso sistemi di videoripresa, il passaggio di denaro di una somma di 3.500 euro, una parte dei 30.000 euro pattuiti con la vittima. A quel punto sono scattati gli arresti in flagranza di reato. I maggiorenni, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati condotti nel carcere di Venezia. Il minorenne, su disposizione della Procura dei Minori, è stato portato al Centro di Prima Accoglienza di Treviso.

Il tutto è iniziato alcuni mesi fa quando la vittima, un 70enne mestrino, aveva intrattenuto per qualche mese una relazione con un 28enne rom della zona Marghera. Poi non si vedono per tre mesi a causa del lockdown. Quando si è iniziato ad uscire il 28enne si presenta a casa del 70enne con la famiglia, un 16enne, un 50enne e un 40enne, e gli chiedono 30mila euro altrimenti avrebbero informato della relazione la sua famiglia. Fa così denuncia alla polizia e la squadra mobile, li prende durante lo scambio.

Gianluigi Nuzzi contro Alda D’Eusanio: «Volevi fare la furbetta, siamo stufi di te»

Gianluigi Nuzzi “smaschera” Alda D’Eusanio: «Volevi fare la furbetta, siamo stufi di te». Nei giorni scorsi Alda D’Eusanio è stata multata dai militari della Guardia di Finanza di 400 euro mentre era in un bar a Roma a causa di una presunta mascherina rotta. A Live non è la D’Urso il giornalista si è scagliato duramente contro la D’Eusanio.

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Gianluigi Nuzzi prima su Instagram poi in diretta a Live non è la D’Urso si è espresso duramente sulla multa della D’Eusanio a causa di una mascherina rotta.

Sulla storia della presunta mascherina rotta, Alda D’Eusanio aveva già parlato da Marco Liorni a Italia sì, anche in questo caso il dibattito si è acceso. Il giornalista su Instagram ha riassunto i verbali della Guardia di Finanza scrivendo così: «I finanzieri interrogano il gestore del locale e i dipendenti: tutti confermano che la mascherina non era rotta, che la D’Eusanio l’ha regolarmente indossata dopo le prime contestazioni e che l’avrebbe rotta fuori dal locale prima di girare il video dove fa la vittima. Fosse così… che vergogna!!!!».

In diretta dalla D’urso il conduttore di Quarto Grado ha sottolineato: «Quando noi personaggi pubblici commettiamo un errore dobbiamo pagare come gli altri, stare zitti e scusarci. Ci sarebbero dei verbali e delle persone che hanno visto la signora D’Eusanio senza mascherina Se uno sbaglia è giusto prendere la multa. Non è possibile che la mascherina si sia rotta nel momento in cui la Guardia di Finanza è entrata nel bar. Doveva tornare a casa e non dire ‘lei non sa chi sono io’. Volevi fare la furbetta dicendo di conoscere nomi di alti ufficiali della Guardia di Finanza, Siamo stufi di te». La D’Eusanio non ci sta e contrattacca: «Ho il video, non ne voglio più parlare, ora partono solo le denunce».

Calabrone gigante asiatico punge e uccide un uomo di 54 anni in Spagna

Calabrone gigante asiatico punge e uccide un uomo in Spagna. E’ il primo caso in Europa.
Un uomo in Spagna è morto dopo essere stato punto da un calabrone killer, arrivato negli Usa dall’Asia e per la prima volta avvistato in Europa. I media locali rivelano che l’uomo è stato punto dal calabrone nel sopracciglio, mentre cercava di difendere un nido di vespe vicino a un alveare di sua proprietà. La vittima è un uomo di 54 anni che viveva a Villestro, in Galizia nel nord della Spagna.

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I calabroni killer, una specie di insetti mortali provenienti dall’Asia sono stati inizialmente avvistati a Washington negli Stati Uniti una settimana fa. Questi insetti misurano due centimetri di lunghezza e hanno la capacità di spazzare via le colonie di api in poche ore.

Secondo un rapporto del New York Times , questi calabroni uccidono fino a 50 persone all’anno in Giappone, e per la prima volta hanno raggiunto gli Stati Uniti e adesso l’Europa. Gli esperti ritengono che l’arrivo di calabroni killer potrebbe avere un impatto drastico sulla popolazione di insetti nel paese, influenzando così l’intero settore agricolo.

La notizia della morte dell’uomo di 54 anni in Spagna è stata riportata con grande enfasi anche dai media americani, visto che il calabrone killer era stato proprio avvistato per la prima volta negli Stati Uniti.