Gilda Ambrosio, nuova vita dopo l’addio a Stefano De Martino

Prima di tornare assieme alla (allora) ex moglie Belen Rodriguez, Stefano De Martino è stato accostato a diverse nuove fiamme, tutte regolarmente smentite, tranne la liaison con la fashion blogger Gilda Ambrosio. Dopo l’addio all’ex ballerino di “Amici” anche lei però sembra ricominciato una nuova vita.

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Gilda, nonostante il lavoro che svolge, è molto riservata sulla sua vita privata nei social network, cosa testimoniata anche dall’assenza di scatti con De Martino all’epoca della relazione. Nonostante il silenzio sulle rete però la Ambrosio avrebbe trascorso il capodanno a Ibiza col nuovo fidanzato.

A dare la notizia le “Chicche di gossip di “Chi”: “La ragazza – fa sapere la rivista – ha trascorso il Capodanno a Ibiza con il nuovo compagno che lavora sulla Isla. I due si sono scatenati in consolle al “DC10”. Così l’influencer ricomincia ad amare”.

Temptation Island 2019, la mamma di Katia Fanelli: La vita segreta della bionda fotonica

“Sono stata felicissima per quest’occasione arrivata per Katia e Vittorio. La prima volta che ha deciso di partecipare ai casting, Katia è venuta da me e mi ha detto: “Mamma, ho voglia di fare un’esperienza nuova”…”, Giovanna, la mamma di Katia Fanelli, la bionda “fotonica” di Temptation Island 2019, parla della figlia prima del suo ingresso nel reality estivo Mediaset.

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Katia è come la vediamo sul piccolo schermo: “Frizzante, esattamente come la vedete in tv – ha spiegato in un’intervista al “Magazine di Uomnini e donne” – Non si accontenta mai, passeggia per casa sempre in tiro. È molto vanitosa e finché non è convinta di come è vestita si cambia mille volte. Con noi ha un bellissimo rapporto: si confida, ci tiene ai nostri consigli. Come genitori, ora che ha venticinque anni, tendiamo a lasciarla libera. Ci fidiamo delle sue decisioni. È molto legata anche a sua sorella e a suo fratello gemello Diego”.
Da lei aspettiamoci colpi di scena: “Mia figlia si sta mostrando esattamente se stessa. Le piace divertirsi, scherzare, ama ballare e anche pavoneggiarsi. Si guarda allo specchio, cambia look: è pazza per i vestiti. Sicuramente non è una persona che ha peli sulla lingua, perciò in qualsiasi momento in cui ci sarà qualcosa da dire saprà far sentire la sua voce. Anche lei, poi, naturalmente ha le sue fragilità, ma è una persona positiva e gioiosa che sa sorridere alla vita”.

Belle parole per il fidanzato Vittorio: “Conoscendo il fidanzato di mia figlia e la sua famiglia non credo vedranno di buon occhio l’esuberanza di Katia. Vittorio è tutto l’opposto e su di lui non posso che spendere belle parole. Sa, quando mi accompagna a fare delle commissioni, mi apre la portiera della macchina, mostrando sempre un estremo garbo. È un galantuomo: un ragazzo d’altri tempi. Mi dispiacerebbe molto se dovesse andare male tra di loro, ma in qualunque caso la porta di casa mia sarà sempre aperta per lui. È un ragazzo d’oro”.

Uomini e Donne, esplosione nella villa di Anna e Carmine: lei combatte tra la vita e la morte

C’è preoccupazione tra i fan di Uomini e Donne dopo la notizia della grave esplosione di cui sono rimasti vittime Anna e Carmine, la coppia innamoratasi durante l’esperienza al Trono Over. I due vivono insieme in una villetta in provincia di Avellino ed è proprio nell’abitazione che si è verificato l’incidente causato da una fuga di gas.

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L’uomo ha riportato ferite lievi, mentre le condizioni della donna sono più gravi e ora si trova ricoverata al Centro grandi ustionati di Bari. L’incidente è avvenuto alle 9 del 25 giugno scorso, ma solo nelle ultime ore è stato reso noto che le due persone rimaste ferite sono proprio Anna e Carmine di Uomini e Donne. La notizia ha messo in apprensione i fan che sperano di ricevere presto novità positive.

Così i Vigili del Fuoco dopo i soccorsi: “Nella violenta esplosione rimanevano feriti i due occupanti, un uomo di 81 anni e una donna di 70 anni. Quest’ultima trasportata presso il centro grandi ustionati dell’Ospedale di Bari per le gravi ferite riportate”.

Eutanasia in Olanda a 17 anni. Noa, stuprata da bambina, era depressa

Da bambina era stata violentata, e quegli abusi le hanno portato sofferenza e depressione per tutta la vita, fino alla sua tragica fine: sta facendo discutere la storia di Noa Pothoven, una ragazzina di appena 17 anni che è morta in Olanda dopo aver chiesto e ottenuto di ricorrere ad eutanasia. Per Noa la vita era diventata talmente insopportabile da non poter più andare avanti: se n’è andata in un letto d’ospedale, distesa nel salotto di casa sua.

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Un epilogo del tutto legale in Olanda: nel Paese infatti, secondo la legge, chiunque dai 12 anni in su può ottenere l’eutanasia se la richiede, ma solo se un medico stabilisce che la sua sofferenza è troppo grande e non c’è prospettiva di guarigione. La depressione che colpiva questa ragazza era perciò stata riconosciuta dai medici come troppo grave per essere combattuta: sono oltre 6,500 le persone che hanno ottenuto il suicidio assistito in Olanda nel solo 2017, circa il 4,4% dei 150mila decessi registrati nel Paese, scrive il Daily Mail.

LEGALE IN OLANDA Una pratica molto discussa, ma legale anche in alcuni degli Stati Uniti, nonché in Belgio e in Canada: Noa Pothoven aveva anche scritto un’autobiografia, intitolata Winning or Learning («Vincere o imparare»), in cui parlava della sua guerra quotidiana contro depressione, anoressia e sindrome da stress post-traumatico, dovute a quegli abusi sessuali di cui era stata vittima in tenera età. Noa scrisse quel libro perché voleva aiutare altri giovani nella sua stessa situazione, e per denunciare l’assenza delle istituzioni in questo senso.

IL TRAGICO POST SUI SOCIAL Domenica scorsa in un post sul suo profilo Instagram, la 17enne ha spiegato la sua decisione: «Ci ho pensato molto se condividere o meno quanto sto per fare, ma ho deciso di farlo comunque – recita il post – Forse per alcuni potrà essere una sorpresa, ma ci penso da molto tempo e non è una scelta impulsiva». «Andrò dritta al punto: entro un massimo di 10 giorni io morirò. Dopo anni di battaglie, sono stanca: ho smesso di mangiare e bere, la mia sofferenza è insopportabile e ho deciso di lasciarmi andare». «Respiro, ma non vivo più», le sue tragiche parole.

IL PRECEDENTE IN ITALIA La storia di Noa ricorda quello, avvenuto in Sicilia, di Alessandra Giordano, una insegnante di Paternò che lo scorso 27 marzo ottenne l’eutanasia in Svizzera, nella clinica Dignitas, la stessa in cui era morto Dj Fabo. Alessandra, depressa e con problemi psicologici, non era una malata terminale, ma soffriva di una forte depressione: sulla sua morte la Procura di Catania aprì un’inchiesta ipoteizzando il reato di istigazione al suicidio.

Il papà le dona un rene, Marianna si salva: «Mi ha dato la vita due volte»

poster_009«Mio padre mi ha dato la vita due volte: quando mi ha concepito e il 13 dicembre di quest’anno, donandomi un rene». Così Marianna Maione dal letto dell’azienda ospedaliera Federico II racconta la sua storia. «Già ero molto legata a mio padre, ora lo sono ancora di più. Sul braccio ho un tatuaggio: l’iniziale del suo nome disegnata in modo da creare un cuore».

Marianna è napoletana, ha 26 anni e come tutte le ragazze della sua età ama la vita, l’indipendenza e la libertà. Ma ha dovuto drasticamente ridimensionare sogni ed ambizioni perché alcuni anni fa ha scoperto di soffrire di insufficienza renale cronica, combattuta con la terapia medica e il rispetto di stretti regimi di vita. Dalla scorsa estate è entrata in quella fase della malattia che conduce inevitabilmente alla dialisi salvo che non si riesca prima ad accedere al trapianto.

Ma la possibilità di trovare un organo compatibile e disponibile, quando ad attenderlo vi è una lunga lista di pazienti, non è assolutamente facile. Luigi, 56 anni, padre della ragazza, si informa e scopre che è possibile realizzare un trapianto di rene da donatore vivente e che se il trapianto viene effettuato prima che il malato entri in dialisi si possono ottenere migliori risultati in termini di sopravvivenza e qualità di vita. Non ci pensa su due volte: può essere lui il potenziale donatore. «Non ho mai avuto dubbi. Dal momento in cui ho scoperto che avrei potuto donare il rene a mia figlia ho avviato immediatamente l’iter, con grande determinazione» spiega Luigi.

L’uomo si rivolge al professore Michele Santangelo direttore della Uoc di Chirurgia Generale e dei Trapianti di Rene del Policlinico Federico II per offrirsi come donatore. Santangelo si dichiara immediatamente. L’ospedale si stava già riorganizzando nel riprendere l’attività di trapianto da vivente dopo uno stop durato 15 anni (l’ultimo risale al 2003) con metodiche più moderne che offrono maggiori vantaggi e garanzie al donatore.

L’iter per stabilire che il trapianto di rene si possa effettuare prevede un’attentissima analisi clinica, immunologica e psicologica da parte dell’equipe sulla coppia donatore-ricevente. Al termine di questa valutazione, una commissione costituita da un team di specialisti, estraneo all’iter clinico di studio della paziente, riesamina il caso per essere certi della correttezza della procedura e della consapevolezza del donatore e del ricevente. Concluso il riesame, la pratica viene rimessa al magistrato che, se ne riconosce la correttezza procedurale, ne autorizza il compimento.

Federica Panicucci in lacrime per la nonna e “sgrida” Costanzo

C_2_articolo_3177695_upiImageppAl “Maurizio Costanzo Show” si parla di bilanci e Federica Panicucci ammette di farne parecchi, soprattutto nell’ultimo periodo. La conduttrice si ferma spesso ad analizzare la sua vita, ma quando si parla di affetti vincono le emozioni. “E’ la vita che raccontavi a nonna Chiarina?” le chiede Costanzo e lei non riesce a trattenere le lacrime. “Mi hai fatto commuovere, ma si può?” lo sgrida Federica.

“Hai nominato una nonna speciale. Sì, è la vita che raccontavo a lei” ha risposto la Panicucci, con le lacrime agli occhi. Anche gli altri ospiti sono piacevolmente colpiti nello scoprire questo lato così tenero della conduttrice: “Vedere la Panicucci così emozionata è bello. Non l’abbiamo mai vista così, quindi ci piacerebbe conoscere qualcosa di più di nonna”. Lei però non riesce a parlare per colpa dell’emozione e i suoi occhi lucidi valgono più di mille parole.

Claudia Pandolfi: «Ho ricevuto avances da alcune donne, e le ho anche accettate»

Claudia-pandolfi-gtre-638x425 (1)«Sono eterosessuale, ma anche un po’ lesbica». Claudia Pandolfi rivela alcuni dettagli della propria vita privata, sostenendo di essere stata sempre una persona molto curiosa e di aver avuto dei rapporti anche con altre donne.

«Sì, ho ricevuto avances da parte di alcune donne, e in alcuni casi le ho anche accettate. Non ho mai avuto nessuna storia, sia ben chiaro, e pensate che il mio primo bacio, con una donna, lo diedi nel film Le amiche del cuore di Michele Placido» – ha rivelato Claudia Pandolfi a Spy, in un’intervista riportata anche da Tgcom24 – «Ho giocato anche io, con delle amiche, ma a me piace scoprire l’essere umano e poco importa l’identità».

Al settimanale, in uscita domani, l’attrice romana ha poi spiegato: «So di piacere molto agli omosessuali, forse è per via di una parte della mia personalità». Claudia Pandolfi, 44 anni, ha due figli: Gabriele, nato dalla relazione con Roberto Angelini, e Tito, avuto da Marco De Angelis.

In questi giorni, l’attrice è impegnata nella promozione di due produzioni a cui ha partecipato: il nuovo film di Leonardo Pieraccioni, Se son rose…, e la serie tv Baby, in onda su Netflix, ispirata alla vicenda delle prostitute minorenni dei Parioli.