Adolescente vende i suoi capelli per comprare una bombola di ossigeno per il nonno malato di Covid

Ana Paola Romero, 16 anni, ha raccontato al giornale Milenio il suo generoso gesto che è servito per aiutare finanziariamente la sua famiglia, che ha già speso 40.000 pesos, circa 1.600 euro in cure medicine.

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La studentessa, che vive a Toluca, Stato del Messico, ha riferito che lei e nove dei suoi familiari sono stati colpiti dal Covid-19. Suo zio José, 47 anni, e suo nonno Jesús, 68 anni, sono quelli però che hanno più sofferto per la malattia. L’anziano, che soffre di diabete, ha avuto delle complicazioni respiratorie e per questo ha bisogno di ossigeno.

«Quando abbiamo scoperto che dovevamo comprare l’ossigeno, ho notato che tutti erano preoccupati perché è costoso», ha ricordato. Di fronte all’urgenza, la ragazza ha chiesto alla sorella di scattarle una foto da postare sui social network con la quale offrire i suoi lunghi capelli. «Preferisco perdere i capelli piuttosto che perdere mio nonno», ha detto Ana Paola durante l’intervista.

La studentessa ha venduto così 73 centimetri di capelli, riuscendo a guadagnare 2.500 pesos, circa 100 euro. In un video diffuso durante l’intervista, mostra il suo nuovo aspetto con i capelli corti.

Nonostante il suo gesto, la somma di denaro ottenuta non è stata sufficiente per acquistare la bombola di ossigeno, che costa 5.700 pesos, quasi 235 euro, e dura solo un giorno. Per questo la giovane ha chiesto aiuto per ottenere un concentratore di ossigeno e una bombola con una maggiore capacità per poter aiutare il nonno, che ha preferito restare a casa e non essere ricoverato.

Vende la verginità della figlia 13enne, mamma condannata a quattro anni e mezzo

Irina-GladkikhUna donna di 36 anni, che aveva deciso di vendere all’asta, sul web, la verginità della figlia di appena 13 anni, è stata condannata a quattro anni e mezzo di carcere dal tribunale. Una sentenza che fa molto discutere, dal momento che molti ritengono la pena troppo lieve, anche in rapporto alla risonanza che la vicenda aveva avuto in tutto il mondo, non solo in Russia, dove i fatti erano accaduti.

Irina Gladkikh, ex modella divenuta agente immobiliare ed escort, era infatti stata arrestata all’inizio di quest’anno quando, dopo aver concordato un appuntamento con un uomo sul web, aveva scoperto che si trattava di una trappola della polizia. L’annuncio sul web, a cui era stato anche allegato un certificato medico che garantiva la verginità della figlia minorenne della donna, non era infatti sfuggito agli agenti.

Nel gennaio scorso, Irina Gladkikh aveva concordato un appuntamento a Mosca, viaggiando da sola nella capitale russa per trattare con un presunto facoltoso uomo d’affari, che aveva offerto una cifra superiore ai 21mila euro per fare sesso con la figlia 13enne. Giunta a Mosca, sul luogo concordato per l’appuntamento, l’ex modella, che per pubblicare l’annuncio si era fatta aiutare da un’amica che l’aveva anche avviata alla prostituzione saltuaria per sbarcare il lunario, si è invece vista ammanettare dai poliziotti e alla fine era stata rinviata a giudizio. Lo riporta il Sun.

Ad aggravare la posizione di Irina Gladkikh, come stabilito anche in aula, c’erano anche alcune foto osé della 13enne, inserite nell’annuncio pubblicato online. Ora, per lei, si sono spalancate le porte del carcere. La figlia, invece, al momento vive insieme al fratello con la nonna, che dopo l’imputazione di Irina ha ottenuto la custodia legale dei nipoti.