Video e foto hot sui social, uccide la moglie e si ammazza: «Erano troppo volgari»

Un’influencer è stata uccisa da suo marito a causa delle foto pubblicate sui social. Eliane Ferreira Siolin pare sia stata colpita per 14 volte da un’arma da fuoco presumibilmente da Alejandro Antonio Aguilera Cantallupi, suo marito, che si sarebbe tolto la vita subito dopo il delitto.

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Il corpo della donna colpito 14 volte
Il corpo della 35enne star dei social e del marito 41enne sono stati trovati dalle autorità nella veranda sul retro di una proprietà a Ponto Pora, in Brasile. Il corpo della donna era stato colpito per 14 volte, mentre l’uomo aveva un solo colpo alla testa, cosa che fa pensare all’ipotesi di un omicidio-suicidio. A far scattare la furia omicida sarebbe stata un’accesa lite tra i due che avrebbero discusso a causa degli scatti provocanti della 35enne sui social.

Le liti per le foto hot sui social
La polizia ha raccolto diverse testimonianze da parte degli amici della coppia che hanno raccontato che li avevano visti spesso litigare. La maggior parte delle volte il marito attaccava Eliane definendo le foto che pubblicava in rete volgari e troppo hot, non adatte. La pagina TikTok di Eliane ha più di 58.000 follower e l’influencer ha utilizzato la piattaforma per pubblicare regolarmente brevi clip spesso con abiti sexy e in atteggiamenti provocanti. La crisi della coppia era nota a tutti da tempo, come riporta anche il Sun, e il sospetto è che anche la loro figlia di 6 anni abbia più volte assistito alle loro discussioni, anche all’ultima, quella il cui suo padre ha ucciso la mamma.

Anna, influencer di 21 anni, uccide la madre: «Le ha strappato il cuore dal petto mentre era ancora viva»

Uccide la madre strappandole il cuore dal petto mentre è ancora viva. Anna Leikovic, influencer moldava di 21 anni, è accusata di aver ammazzato la madre e di aver commesso il delitto in modo decisamente cruento. La donna, che studia medicina, ha colpito la madre con un coltello e poi le ha estratto diversi organi.

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Anna, che ha oltre 100 mila followers, ambiva a fare l’influencer ma ora è accusata di omicidio. A far scattare la follia nella 21enne sarebbe stata la scoperta della mamma, la 40enne Praskovya Leikovic, dell’uso di droghe che faceva la ragazza. La vittima era tornata a casa dopo un periodo di lavoro in Germania e si sarebbe resa conto che la figlia aveva abusato di droghe. La donna ha iniziato ad affrontare la figlia a discutere con lei, fino a quando la 21enne non ha afferrato un coltello e l’ha uccisa.

Le accuse però per la giovane sono gravissime perché non solo avrebbe colpito la madre, ma mentre era ancora viva, come riporta il New York Post, le avrebbe strappato il cuore dal petto, insieme ad altri organi. Sono ancora in corso le indagini sul caso, ma Anna resta la principale sospettata del delitto.

Baby sitter veronese uccisa di botte mentre difende la bimba in custodia. La polizia uccide l’aggressore

Una 46enne veronese è stata ammazzata a botte in Svizzera. La donna, Teresa Scavelli, di Oppeano, si era trasferita in Svizzera, nel Cantone di San Gallo, dove lavorava come baby sitter in una famiglia. Con inaudita violenza è stata assalita e picchiata a morte da un uomo, uno svizzero, che era entrato in casa. La 46enne, come riporta L’Arena di Verona, ha cercato di difendere la bambina che aveva in custodia.

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Il violento picchiatore, riporta il sito Rai del Tgr Veneto, sarebbe un 22enne del posto che soffriva di problemi psichici: penetrato nella casa, dove Teresa era con la bambina e la proprietaria, il giovane l’avrebbe colpita con un oggetto contundente. Tra lui e la vittima secondo la procura di San Gallo non vi erano legami e l’uomo sarebbe entrato nella casa per una scelta momentanea e casuale.

La polizia è intervenuta, allertata probabilmente dai vicini, e per fermare l’aggressore che continuava ad accanirsi sulla 46enne veronese ha dovuto sparargli. L’uomo è morto sul colpo. Teresa Scavelli, si legge nel sito Rai, calabrese di nascita e veronese d’adozione, aveva lasciato per lavoro il marito e i tre figli a Oppeano. Il funerale della donna veronese si svolge oggi alle 15, nella chiesa di Palù, dove ha vissuto per diversi anni.

Lecco, padre uccide i figli di 12 anni e poi si toglie la vita. L’ultimo sms alla moglie: «Non li rivedrai più». Non accettava la separazione

Due bambini ucciso vicino Lecco, orrore nel comune di Margno con le forze dell’ordine che stamani hanno fatto la macabra scoperta in un condominio. Due gemelli di 12 anni, maschio e femmina, sono stati trovati morti. I due sarebbero stati strangolati dal padre. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Lecco e della stazione territoriale. Sono in corso indagini per stabilire quanto effettivamente accaduto. Il duplice omicidio sarebbe avvenuto in un condominio vicino alla locale funivia montana.

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Bambini uccisi, la dinamica. Il padre avrebbe ucciso i due figli, maschio e femmina gemelli di 12 anni, secondo quanto è stato reso noto poco fa, per poi uccidersi, gettandosi dall’altissimo ponte della Vittoria a Maggio di Cremeno (Lecco), luogo poco lontano da dove si è consumato il duplice omicidio. Un viadotto, tra l’altro, tristemente noto in quanto negli anni teatro di innumerevoli suicidi. A trovare i corpi dei figli è stata la madre, giunta dal Milanese disperata dopo aver ricevuto un messaggio dal marito, da cui pare fosse in fase di separazione.

Ultimo sms alla moglie. Ha inviato un sms alla moglie, per informarla che non avrebbe rivisto i figli, il 45enne che si è suicidato dopo aver ucciso i loro due bambini di 12 anni. Il particolare emerge da una prima ricostruzione degli inquirenti che indagano sulla tragedia di Margno, nel Lecchese. Sul luogo del duplice delitto, un condominio in piazzale della Funivia, è arrivato anche il medico legale. I primi accertamenti confermano la morte dei bambini per soffocamento.

I testimoni. «Stanotte ho sentito dei rumori sordi, non capivo. Poi questa mattina presto ho sentito delle urla e sono uscito: ho fatto la rampa di scale e ho visto la madre dei ragazzini che si rotolava disperata. Urlava “non si svegliano, non si svegliano”. Anche gli uomini della Croce rossa piangevano». È la testimonianza di un vicino di casa di Mario Bressi, il 45enne che si è suicidato dopo aver ucciso i due figli a Margno, nel Lecchese. «Conosco bene la famiglia, sono villeggianti da tanto tempo qui a Margno, come noi – aggiunge sconvolto il vicino di casa -. Conosco il nonno, insomma ci conosciamo tutti. I ragazzini ieri sera giocavano felici nel cortile. È tremendo, non posso crederci…».

Calabrone gigante asiatico punge e uccide un uomo di 54 anni in Spagna

Calabrone gigante asiatico punge e uccide un uomo in Spagna. E’ il primo caso in Europa.
Un uomo in Spagna è morto dopo essere stato punto da un calabrone killer, arrivato negli Usa dall’Asia e per la prima volta avvistato in Europa. I media locali rivelano che l’uomo è stato punto dal calabrone nel sopracciglio, mentre cercava di difendere un nido di vespe vicino a un alveare di sua proprietà. La vittima è un uomo di 54 anni che viveva a Villestro, in Galizia nel nord della Spagna.

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I calabroni killer, una specie di insetti mortali provenienti dall’Asia sono stati inizialmente avvistati a Washington negli Stati Uniti una settimana fa. Questi insetti misurano due centimetri di lunghezza e hanno la capacità di spazzare via le colonie di api in poche ore.

Secondo un rapporto del New York Times , questi calabroni uccidono fino a 50 persone all’anno in Giappone, e per la prima volta hanno raggiunto gli Stati Uniti e adesso l’Europa. Gli esperti ritengono che l’arrivo di calabroni killer potrebbe avere un impatto drastico sulla popolazione di insetti nel paese, influenzando così l’intero settore agricolo.

La notizia della morte dell’uomo di 54 anni in Spagna è stata riportata con grande enfasi anche dai media americani, visto che il calabrone killer era stato proprio avvistato per la prima volta negli Stati Uniti.

Chi l’ha Visto, uccide la moglie a morsi ma esce dal carcere: «Ai domiciliari senza braccialetto perché c’è il coronavirus»

Eleonora Perraro, 43 anni di Rovereto, è stata trovata in un lago di sangue lo scorso settembre. È stata uccisa a morsi e per il suo omicidio è finito in carcere il marito Marco Manfrini. A Chi l’ha Visto? la disperazione della mamma e della sorella dopo che all’uomo è stato concesso di uscire dal carcere e di finire ai domiciliari senza braccialetto. Il giudice lo avrebbe escluso perché c’è l’emergenza coronavirus e di conseguenza non c’è pericolo che si allontani.

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Un provvedimento che getta nello sconforto e nella paura i familiari della donna. «Lui è pericoloso», sottolinea la mamma. Già in precedenza aveva fatto del male a Eleonora, che aveva nascosto occhi neri e finto di essere stata vittima di incidenti. I due si erano conosciuti e dopo pochi mesi avevano deciso di sposarsi. Tutto andava bene e Marco la faceva sentire viva, ma subito dopo il matrimonio iniziano i problemi perché mancano i soldi. Entrambi avevano una pensione di invalidità. Marco non voleva lavorare e pretendeva che fosse lei ad arrotondare. Nessuno poteva immaginare che la situazione sarebbe degenerata così. «Mia sorella è stata torturata, seviziata, cannibalizzata. Lui non ha mai confessato l’omicidio e dice di non ricordare nulla».

«Il presunto uxoricida è stato rilasciato dal carcere e gli sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute legati alla tremenda piaga del Covid-19. – ha scritto in una lettera la madre – Non è infetto. Sia chiaro. Non è in pericolo di vita. Non è in una terapia intensiva attaccato ad una macchina che lo aiuta a respirare. No. È a casa sua senza alcun dispositivo di tracciamento. Con la concreta possibilità che possa andarsene dove vuole. Ho paura perché è una persona molto pericolosa, voglio ancora credere che ci sia la giustizia».

Ragazzo perde ai videogiochi, distrugge mezza casa e uccide il fratello di 7 anni: «Avevo paura raccontasse tutto a mamma»

Perde ai videogiochi e distrugge la casa, poi uccide il fratello per paura che raccontasse tutto alla mamma. Un adolescente russo ha ammesso di aver ucciso il fratello di appena 7 anni perché aveva paura facesse la spia su quanto aveva fatto dopo aver perso una partita ai videogame.

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Alexander di Dudinka nella regione russa di Krasnoyarsk Krai ha messo a soqquadro la casa, ha distrutto il telefonino e fatto altri danni dopo aver perso ai videogiochi, tutto sotto gli occhi stupiti del fratellino. Temendo che quando sarebbe tornata la madre avesse fatto la spia facendogli prendere una punizione ha deciso di mettere a tacere per sempre il bambino e lo ha ucciso, come riporta anche il Mirror.

Il ragazzo di 13 anni stava giocando con il telefonino, ma si sarebbe fatto prendere dall’ira. Dopo il game over ha prima distrutto lo smartphone poi ha buttato giù diversi mobili e distrutto altri oggetti svegliando il fratellino di 7 anni. Quando se lo è visto comparire davanti ha pensato alla punizione che gli avrebbe dato la madre, così ha afferrato un coltello e ha pugnalato per 15 volte il bambino fino ad ucciderlo.