Mamma Elena trovata morta nel fiume. La donna era scomparsa martedì. «Esco per una passeggiata», le sue ultime parole

Donna scomparsa a San donà di Piave: si sono spente le speranze di ritrovare viva la mamma sparita dal 6 ottobre scorso. L’hanno cercata per giorni sperando di poterla riabbracciare, ma mamma Elena è stata trovata morta a Eracela.

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Elena Gulino, 55 anni di San Donà di Piave, da martedì mattina era inspiegabilmente scomparsa. «Esco per una passeggiata», aveva riferito agli affetti più cari, ma da allora nessuno ha saputo più nulla della donna. Dopo la denuncia di scomparsa della sorella e del cognato, con cui Elena viveva in via Turati a San Donà, sono scattate le ricerche. Per giorni i Vigili del fuoco con i Carabinieri e la Protezione civile hanno setacciato il territorio nella speranza di poter ritrovare quella mamma di due figli.

La svolta è arrivata solo ieri pomeriggio quando i soccorritori, nel scandagliare il Piave con la moto d’acqua, hanno trovato il corpo poco dopo il ponte di Eraclea, in prossimità di una ampia ansa. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di San Donà che hanno avviato le indagini per appurare la causa del decesso. Per questo la Procura ha chiesto gli accertamenti del medico legale che ha avviato l’indagine necroscopica. Ora il magistrato dovrà valutare l’eventuale esame autoptico per fare piena luce sulla morte di Elena Gulino.

Trovata morta Alice Severi, pianista ex bambina prodigio: aveva 32 anni. Giallo sulle cause

Si era fatta conoscere da giovanissima, è scomparsa ad appena 32 anni: Alice Severi, concertista e pianista, è stata trovata morta nella sua casa di Domodossola per cause non ancora chiare su cui gli inquirenti stanno indagando.

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Alice a 7 anni vinse il premio internazionale Stresa dedicato ai giovani pianisti ed era nota anche fuori dall’Italia: si era esibita spesso negli Stati Uniti (dove era stata invitata spesso in trasmissioni tv sulla Nbc) e si era fatta conoscere tramite diversi video su YouTube. Recentemente insegnava pianoforte in una scuola di Milano.

Bimba di 3 anni trovata morta: è la zona dove 30 anni ci fu l’incubo del mostro di Foligno

Una bimba di 3 anni scomparsa da casa (e poi trovata morta) da Foligno. La zona rivive l’incubo di 27 anni fa, quando il “mostro di Foligno” (così venne definito Luigi Chiatti) uccise due ragazzini.

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LA STORIA
Sono passati 27 anni dall’arresto di Luigi Chiatti, colui che si auto-definì “il mostro” di Foligno. Era il 7 agosto del 1993 quando la polizia lo bloccò poco dopo che aveva ucciso Lorenzo Paolucci, 13 anni, a Casale, piccola frazione sulla montagna folignate. Dalle indagini emerse che l’uomo era anche l’assassino di Simone Allegretti, 4 anni, ucciso il 6 ottobre del 1992.

In primo grado, nel 1994, Chiatti venne condannato a due ergastoli per il duplice omicidio. La corte d’Assise d’Appello di Perugia riformò la sentenza, dichiarando Chiatti semi-infermo di mente e condannandolo a 30 anni di reclusione. Nel 1997 la Cassazione confermò la sentenza d’appello, rendendo quindi definitiva la condanna. Nel settembre 2015 Chiatti ha lasciato il carcere di Prato per essere trasferito (per almeno 3 anni) nella Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Capoterra, in Sardegna, dove si trova tuttora. Non ha mai avuto permessi premio e ora, ormai cinquantenne, ha terminato di scontare la sua condanna.

Il 3 settembre 2015 Luigi Chiatti ha terminato di scontare la sua pena in carcere, ed è stato disposto il suo internamento per almeno altri tre anni in una Rems (tipo di struttura che dal 2015 ha sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari) in Sardegna. Nel 2018, a seguito di valutazione del Tribunale di sorveglianza di Cagliari, la permanenza di Chiatti presso la Rems è stata prorogata di due anni.