Striscia la Notizia, Ficarra e Picone a sorpresa annunciano l’addio: «Dopo 15 anni non è facile»

Ficarra e Picone a sorpresa annunciano l’addio a Striscia la Notizia: «Dopo 15 anni non è facile». Come un fulmine a ciel sereno, i due conduttori hanno salutato, per sempre, il pubblico a casa e Antonio Ricci.

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Addio a sorpresa a Striscia la Notizia. Ficarra e Picone durante la diretta hanno annunciato che questa sarà non solo la loro ultima settimana da conduttori prima del passaggio di testimone, ma sarà anche l’ultima volta che li vedremo dietro il bancone del Tg satirico.

«Oggi è cominciata l’ultima settimana di conduzione – ha comuicato Ficarra – e sarà anche il nostro ultimo anno e non vi nascondiamo che dopo 15 anni non è facile. Ringraziamo Antonio Ricci che ci ha sempre fatto sentire importanti».

«Al momento passiamo il testimone, ma non è detto che sarà per sempre» ha concluso Picone.

«Come qualcuno di voi avrà sentito stasera in trasmissione, abbiamo annunciato che lasceremo #striscialanotizia Dopo 15 anni non è facile ma preferiamo fermarci. A tutti quelli che ci avete seguito in questi anni diciamo Grazieeeee» hanno annunciato sui social.

Poliziotta Sissy Trovato Mazza morta. La testimone: «Sesso tra agenti e detenute: ecco perché è stata uccisa»

«Sissy Trovato Mazza è stata uccisa da una collega per un giro di droga e sesso nel carcere». Queste parole, pronunciate da una detenuta del carcere penitenziario dove lavorava la poliziotta morta a Venezia, sono finite sotto inchiesta dopo che la presunta testimone è stata accusata di calunnia, come riporta il Gazzettino. Il corpo di Maria Teresa Trovato Mazza, detta Sissy, fu trovato in un lago di sangue nell’ascensore dell’ospedale di Venezia il primo novembre del 2016. Un proiettile le aveva oltrepassato il cranio portandola al coma per due anni. L’agente penitenziario, infatti, è morta il 12 gennaio 2019.

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Nell’autunno scorso, la Procura aveva chiesto l’archiviazione del caso come suicidio, salvo poi accogliere – mesi più tardi – la deposizione della detenuta rinviata ora a giudizio. La donna ha raccontato di aver raccolto le confidenze di Sissy e che all’origine della sua morte ci sia un giro di droga e sesso all’interno del penitenziario. Sissy aveva fatto delle segnalazioni ai suoi superiori nel tentativo di smascherare il traffico di sostanze stupefacenti e le relazioni sessuali tra agenti e detenute.

La detenuta ha puntato il dito contro una guardia, che avrebbe anche picchiato la vittima in passato. L’agente avrebbe agito su mandato dei vertici del carcere perché Sissy era diventata una presenza scomoda. Il pm Elisabetta Spigarelli ha cercato riscontri a quanto dichiarato dalla detenuta della Giudecca, nel frattempo uscita grazie a permessi premio, ma non ha trovato nulla. La donna sarà ora sottoposta a processo e le verrà chiesto il perché si sia fatta viva ben due anni dopo l’accaduto.

La detenuta ha raccontato di aver visto la guardia indicata particolarmente scioccata il giorno dell’aggressione a Sissy e di averla sentita mentre diceva a una collega che alla 28enne ci avrebbe pensato lei. La presunta colpevole si sarebbe anche inginocchiata davanti a lei per implorarla di non parlare. Lo scorso gennaio tra le due c’è stato un faccia a faccia nella speranza che la donna confessasse. Le due erano spiate, ma la poliziotta non ha né negato né ammesso le sue colpe. È soltanto scoppiata a piangere. Intanto, il prossimo 23 luglio si deciderà sulla richiesta di archiviazione per suicidio. I genitori di Sissy sperano che le indagini continuino.