Domenica Live, la ex di Max Cavallari dei Fichi d’India: «Non mi ha mai sposata e ora mi manda messaggi molto cattivi»

Max Cavallari però le scriverebbe ancora messaggi molto duri. «Forse non aveva veramente voglia di stare con me. A un certo punto, andava via e tornava di continuo. Tutta Italia pensa che io sia stata sua moglie ma quella promessa di matrimonio non è mai stata portata a compimento. Sono stata molto male. Eravamo arrivati al dunque e spesso si allontanava».

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Ora, però, Cavallari torna a farsi “sentire”, le scrive accusandola di averlo tradito.

«Non so perché lo dica – afferma Manuela – non l’ho tradito, ci siamo lasciati perché nell’ultimo periodo le discussioni erano diventate sempre più pesanti, non c’era tolleranza, non aveva più senso».

Oggi Manuela vorrebbe solo avere la possibilità di riprendere in mano la sua vita.

«Max mi manca, certamente, la nostra è stata una storia importante, ho sofferto molto, ho deciso di non cercarlo quando a marzo ha chiuso la porta per andare via perché ho capito che non aveva senso farlo».

Barbara D’Urso le domanda se tornerebbe con lui, Manuela tentenna, chiede di non rispondere, sottolinea comunque che lui non vuole stare con lei.

E a proposito dell’ex aggiunge: «Spero che trovi la serenità come sto cercando di fare io, non credo sia sereno».

La serenità però per Manuela è stata una conquista dolorosa. «Sono diventata bulimica. Vomitavo 7-8 volte al giorno».

A Max è ancora legata – «Gli voglio molto bene, mi sento in colpa se lui sta male» – ma ora ora cerca soprattutto tranquillità.

Silvia Romano: «Non è vero che mi sono sposata. Mi sono convertita all’Islam, una mia scelta»

«Non sono stata costretta a sposarmi, convertirmi all’Islam una mia scelta», così Silvia Romano avrebbe confermato la conversione religiosa agli 007 dell’Intelligence italiana negando di esser stata costretta a sposarsi: ««Non c’è stato alcun matrimonio né relazione, solo rispetto»», ha detto. «Mi sono convertita all’Islam, è stata una mia libera scelta», le parole della cooperanta italiana liberata ieri.

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La Romano ha spiegato di essere stata «trattata bene» dai suoi sequestratori e di non aver subito violenze nei quindici lunghi mesi di prigionia trascorsi nelle mani dei jihadisti di Al Shabab in Somalia. La cooperante ha anche aggiunto di non essere stata costretta al matrimonio, smentendo le voci che si erano diffuse nei mesi scorsi.

«Grazie, sto bene per fortuna. Sto bene fisicamente e mentalmente, ora voglio solo stare un pò di tempo con la mia famiglia, sono felicissima dopo tanto tempo di essere tornata». Sono le prime parole di Silvia Romano dopo il suo arrivo all’aeroporto di Ciampino.

È un «jilbab» l’abito con cui Silvia Romano è scesa dall’aereo all’aeroporto militare di Ciampino dopo 18 mesi dal suo rapimento in Kenya. Una copertura tradizionale che non ha un forte connotato religioso sebbene sia comune in ambienti dell’Africa orientale dove è diffusa la fede islamica. «Quell’abito si chiama jilbab», ha notato Freddie del Curatolo, direttore di malindikenya.net, «il portale degli italiani in Kenya». «Non è un abito religioso ma chiaramente è indossato da donne islamiche», ha aggiunto. «È un abito più da passeggio. Lo usano molto le tribù al confine tra Kenya e Somalia come gli Orma e i Bravani», ha aggiunto il giornalista da 15 anni nel Paese africano. L’abito è verde, colore che solo in maniera controversa simboleggia l’Islam apparendo ad esempio sulle bandiere di Arabia Saudita, Algeria, Pakistan e della stessa Lega araba.

Il colore del Profeta era infatti il nero, come mutuato da Daesh (l’Isis) e il verde è solo un fatto culturale che indica quello che gli arabi del deserto non avevano: la verzura (nel Corano si parla del Paradiso come, verde anzi verdissimo) «Probabilmente si è vestita come ha potuto», ha ipotizzato Hamza Piccardo, un esponente di spicco della comunità islamica italiana. «Vedremo se continuerà così o troverà abiti più consoni al fatto di essere si musulmana ma anche italiana», ha aggiunto l’imam e traduttore del Corano. Il termine jilbab (o jilbaab) si riferisce comunque a qualsiasi abito lungo a largo indossato da donne musulmane per rispettare il precetto coranico della modestia femminile. Il «velo» islamico comunemente si chiama hijab, parola derivante da una radice verbale che vuol dire fra l’altro «rendere invisibile» o «coprire».

Uomini e donne, Costantino Vitagliano e l’incontro con Alessandra Pierelli: «Si, ci siamo rivisti…»

Costantino Vitagliano torna a parlare della sua storica ex, Alessandra Pierelli. I due con la loro storia sono stati grandi protagonisti del programma “Uomini e donne” ma finita la relazione si sono persi di vista anche perché l’ex tronista in quel periodo era molto impegnato: “Avevo altro per la testa: mi sentivo il re del mondo. È andata come doveva andare”.

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Dopo l’addio lui l’ha cercata in occasione di un intervento non andato bene: “I rapporti con Alessandra oggi sono inesistenti, ma senza rancore – ha raccontato a “DiPiù” – Dopo che ci siamo lasciati, io l’ho ricontattata quando è stata male per un intervento chirurgico. Allora stava con un calciatore e non ha voluto parlarmi”.

Lui e Alessandra, sposata con Fabrizio Baldassari e con due figli, Daniel e Liam, si sono poi rivisti senza conseguenze: “Poi, tempo dopo, ci siamo visti, abbiamo parlato, ricordando i vecchi tempi. Ma non è riscattata la scintilla e le nostre strade si sono divise per sempre. So che Alessandra ora è una moglie e mamma felice”.