80mila euro di cachet, Gigi DʼAlessio: “Canto io ma mangiamo in 400”

Il cantante spiega come solo una parte dei soldi resta in tasca sua: “16mila euro vanno allo Stato, e poi ci sono i musicisti, i fonici…”. Lʼopposizione: “60mila euro da imputare al bilancio comunale”
Dopo le polemiche sul maxi-cachet di 80mila euro pagati per averlo in concerto, Gigi D’Alessio risponde dal palco di Pratola Serra (Avellino). “Ricordatevi che qua stiamo sempre uno a cantà e 400 a mangià” – dice il cantante, che spiega come quella cifra non finisce interamente nelle sue tasche. “16mila vanno allo Stato, all’Iva”, mentre un’altra parte serve per pagare gli addetti ai lavori (come “la sicurezza, i musicisti, i fonici”).

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Gli 80mila euro – che secondo D’Alessio sono “soldi offerti da 42 sponsor”, poiché “il Comune non ha tirato fuori un euro” – servirebbero altresì ad allestire “il palco” e impiegare “i furgoni”, “i camion”, nonché a pagare “gli alberghi, l’Enpals, la Siae”. La polemica sul maxi-cachet era stata sollevata sul piano politico dall’opposizione (“Hanno pagato i cittadini”) dell’amministrazione comunale vigente di Pratola Serra, guidata dal sindaco Emanuele Aufiero.
L’opposizione: “Il concerto costa 90mila, di cui 60mila imputabili al Comune” – In una nota, il gruppo di opposizione “Siamo Pratola Serra” è ritornato sul costo del concerto di Gigi D’Alessio, sottolineando come sia vero che “uno canta e quattrocento magnano”, ma anche che “i cittadini di Pratola Serra pagano”.
I soldi impiegati per permettere l’esibizione live ammonterebbero “a oltre 90 mila euro”, di cui “circa 60mila da imputare al bilancio comunale”, “mentre il cantante parla di soli 80mila”. Invocando trasparenza sui soggetti che hanno finanziato l’evento musicale, il gruppo sottolinea che gli “sponsor e relative somme versate non coprono affatto l’intero costo del concerto”, ma un totale di “32.600,00 euro”.

Cassandra ha 27 anni e ha fatto il giro del mondo in 18 mesi: la sua impresa è da record

Cassandra De Pecol ha 27 anni e ha già registrato un piccolo record: in 18 mesi è riuscita a visitare 196 Paesi facendo il giro del mondo. Si tratta della prima donna a compiere una simile impresa.

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La ragazza è partita dalla sua città natale in Connecticut nel luglio del 2015 con poca roba con sé e tanti sogni. Ha viaggiato in solitaria in lungo e largo per cercare di dare un senso alla sua vita dopo una crisi esistenziale. In ogni Stato ha lasciato una bandierina, ma la globetrotter ammette: “Non è stato così facile come potrebbe sembrare”.
L’avventura intitolata “Expedition 196” è stata seguita da centinaia di utenti su Instagram e in molti si sono detti ispirati dal suo progetto e con la voglia di emularla. Non tutti però possono realizzare questo sogno: la giovane ha speso 198mila dollari pagati dagli sponsor. Scenari e culture sempre nuovi e diversi andando dalla Corea del Nord all’Australia, dalla Thailandia alla Siria. Spesso però ci sono stati anche problemi da affrontare.
Per coronare il suo sogno, Cassie ha speso circa 198mila dollari, una somma che è stata coperta quasi interamente dagli sponsor. Molte grandi aziende non hanno esitato a supportarla: d’altronde quella che stava tentando era un’impresa unica nel suo genere.
La crisi esistenziale l’ha colpita a 25 anni, quando sentiva di essere intrappolata in una vita che non le piaceva e desiderava fare qualcosa di grande. La decisione è arrivata dopo aver letto un articolo che parlava di un ragazzo che aveva deciso di superare il record: “Ho pensato che volevo fare lo stesso, nessuna donna l’aveva mai fatto prima – ha raccontato -. Ho pensato che avrei potuto approfittarne per promuovere lo sviluppo sostenibile e tentare di rompere le barriere e mostrare alle persone che hanno torto ad avere pregiudizi”.