Uomo mostra una testa mozzata ai passanti: «Pensavamo fosse uno scherzo di Halloween». In realtà aveva appena ucciso il vicino

Un uomo in mezzo alla strada con una sacco di plastica che urla: «Ho una testa, ho una testa». Per i passanti sembrava uno scherzo di cattivo gusto di Halloween. Il protagonista ha poi buttato il sacco dentro un cassonetto della spazzatura. Qualche ora dopo si è scoperta la verità: all’interno c’era la testa mozzata del vicino. La scena horror – come riportano siti locali – è avvenuta ieri pomeriggio verso le 15 a Huelva, in Spagna, vicino al confine con il Portogallo. Giunta sul luogo la polizia ha accerchiato la casa dell’omicida e verso le 21 è riuscita ad arrestare l’uomo.

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I testimoni oculari hanno dichiarato alla polizia che «l’uomo ha lasciato cadere un sacco della spazzatura ed è scappato. Il sospetto urlava ‘Ho una testa, ho una testa, ho una testa’». Due vicini lo avevano visto credendo che fosse uno scherzo di Halloween. Poco dopo hanno scoperto la verità.

Fonti vicine alle indagini della polizia hanno dichiarato che il principale sospettato di questo crimine sarebbe una figura ben nota di Huelva, conosciuta con il soprannome di “El Méxicano”. Anche se inizialmente si diceva che fossero fratelli, successivamente si è scoperto che la vittima fosse il vicino di casa. Secondo queste stesse fonti, “El Mexicano” avrebbe problemi psichiatrici.

Calabrone gigante asiatico punge e uccide un uomo di 54 anni in Spagna

Calabrone gigante asiatico punge e uccide un uomo in Spagna. E’ il primo caso in Europa.
Un uomo in Spagna è morto dopo essere stato punto da un calabrone killer, arrivato negli Usa dall’Asia e per la prima volta avvistato in Europa. I media locali rivelano che l’uomo è stato punto dal calabrone nel sopracciglio, mentre cercava di difendere un nido di vespe vicino a un alveare di sua proprietà. La vittima è un uomo di 54 anni che viveva a Villestro, in Galizia nel nord della Spagna.

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I calabroni killer, una specie di insetti mortali provenienti dall’Asia sono stati inizialmente avvistati a Washington negli Stati Uniti una settimana fa. Questi insetti misurano due centimetri di lunghezza e hanno la capacità di spazzare via le colonie di api in poche ore.

Secondo un rapporto del New York Times , questi calabroni uccidono fino a 50 persone all’anno in Giappone, e per la prima volta hanno raggiunto gli Stati Uniti e adesso l’Europa. Gli esperti ritengono che l’arrivo di calabroni killer potrebbe avere un impatto drastico sulla popolazione di insetti nel paese, influenzando così l’intero settore agricolo.

La notizia della morte dell’uomo di 54 anni in Spagna è stata riportata con grande enfasi anche dai media americani, visto che il calabrone killer era stato proprio avvistato per la prima volta negli Stati Uniti.

Alex, baby calciatore muore ad appena 12 anni: il mondo del calcio è sotto choc

alex parera morto 12 anni calciatore_07121809Il mondo del calcio è sotto choc per la morte di Alex Parera, baby calciatore e capitano dell’Ec Granollers, una squadra catalana di terza divisione: Alex aveva solo 12 anni ed era una colonna dell’under 13 del suo club. La notizia ha sconvolto il calcio spagnolo ed europeo: il ragazzino si era sentito male dopo la notte di Capodanno ed era stato ricoverato in ospedale, ma pochi giorni dopo non ce l’ha fatta.

Negli ultimi giorni tutto il calcio catalano e spagnolo si era stretto intorno alla sua famiglia: ma il giovane cuore di Alex non ha retto. Un dramma che fa tornare alla mente la tragica scomparsa di Davide Astori, meno di un anno fa, quella di Piermario Morosini nel 2012 e l’altra, proprio in Spagna, di Antonio Puerta, protagonista nel Siviglia che vinse la Coppa Uefa nel 2007 e stroncato da un infarto pochi mesi dopo.

«Alex Parera ci ha lasciati stasera. Inviamo le più sincere condoglianze agli amici e alla famiglia in questo momento difficile – si legge in un comunicato ufficiale del club – Capitano, il mondo del calcio ti ricorderà sempre e la tua stella brillerà di luce propria. Addio per sempre, piccolo». Parole che commuovono, nella speranza che si possa fare sempre di più in futuro per evitare tragedie simili tra gli atleti di tutte le età.