Alessia Bonari, l’infermiera simbolo della lotta al coronavirus al Festival di Venezia: sull’abito, il camice

La Mostra del Cinema di Venezia continua a rispecchiare i tempi che stiamo vivendo: ieri sera sul red carpet ha sfilato anche Alessia Bonari, l’infermiera diventata famosa per la foto del suo volto piagato dalla mascherina. Ha ritirato il premio Diva e Donna organizzato da Tiziana Rocca. E sopra l’abito da sera portava il camice.
«Sono felice di rappresentare qui, sempre e ovunque, la mia categoria. Sì è vero, tutto questo è un sogno. Ma domani torno a Milano. Al lavoro», ha detto l’infermiera che ha passato a Venezia solo 48 ore e ha calcato il red carpet di Padrenostro di Claudio Noce, con Pierfrancesco Favino.

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Grossetana, 23 anni, impiegata in un ospedale di Milano, Alessia Bonari si è laureata nel 2018 a Siena e il 9 marzo scorso aveva condiviso su Instagram una foto con il volto deturpato dai segni rossi lasciati da una mascherina troppo stretta. Uno scatto condiviso in un momento di frustrazione, nei giorni in cui cominciavano ad arrivare in ospedale i primi pazienti Covid, in cui invitava a non vanificare gli sforzi di chi – come lei e tutto il personale sanitario – compatteva contro il virus e la paura.

«Sono un’infermiera e in questo momento mi trovo ad affrontare questa emergenza sanitaria. Ho paura anche io, ma non di andare a fare la spesa, ho paura di andare a lavoro. Ho paura perché la mascherina potrebbe non aderire bene al viso, o potrei essermi toccata accidentalmente con i guanti sporchi, o magari le lenti non mi coprono nel tutto gli occhi e qualcosa potrebbe essere passato». «Sono stanca fisicamente perché i dispositivi di protezione fanno male, il camice fa sudare e una volta vestita non posso più andare in bagno o bere per sei ore. Sono stanca psicologicamente, e come me lo sono tutti i miei colleghi che da settimane si trovano nella mia stessa condizione, ma questo non ci impedirà di svolgere il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto. Continuerò a curare e prendermi cura dei miei pazienti, perché sono fiera e innamorata del mio lavoro».

La Regina Elisabetta e il principe Filippo, fu tradimento? Gli indizi in The Crown fanno tremare Buckingham Palace

La Regina Elisabetta ha tradito il principe Filippo? È quanto si chiedono i sudditi della Corona. E Buckingham Palace trema in seguito a un gossip che avrebbe del clamoroso. La fermezza del carattere della più longeva regnante del popolo britannico, la sua rigidità nel seguire le regole e il suo distacco dai pettegolezzi l’hanno resa un simbolo di purezza che, in caso di conferma del presunto tradimento, andrebbe a intaccare la fiducia in un personaggio che ha fatto la storia mondiale. A scatenare il fuoriuscire di notizie sarebbero gli indizi emersi dalla terza stagione della serie tv The Crown in onda su Netflix.

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Dalle immagini si evince un forte legame tra sua Maestà con Lord Porchester, conosciuto con il nomignolo di Porchie e amministratore delle scuderie reali. Il rapporto stretto con l’amico di lunga data, unito ai problemi di coppia con marito, il principe Filippo d’Edimburgo, avrebbero fatto pensare a una storia d’amore segreta tra i due. Lord Porchester è morto nel 2001.

Alle indiscrezioni che si sono scatenate in Gran Bretagna ha risposto, stizzito, Dickie Arbiter, ex addetto stampa della Sovrana. «Si tratta di scene ridicole, disgustose e totalmente infondate – ha dichiarato al Times – La regina è l’ultima persona al mondo che avrebbe guardato un uomo che non fosse suo marito, figuriamoci averci una rapporto segreto. Questo pettegolezzo, tra l’altro, va avanti da decenni senza alcuna prova e Lord Porchester, che nel frattempo è morto, non può nemmeno difendersi».

Lino Banfi risponde a Beppe Grillo: «Niente voto agli anziani? Fondo il partito dei nonni»

«Secondo me il parere del nonno è sempre importantissimo, non ha età e non perde di potere». Lo dice all’Adnkronos Lino Banfi – interprete del personaggio di Nonno Libero nella serie tv ‘Un medico in famiglia’, ruolo che l’ha reso il volto-simbolo dei nonni italiani – riguardo alla proposta di Beppe Grillo di togliere il voto agli anziani.

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«Essendo il nonno d’Italia, sai quante volte mi dicono ‘Lino, mettiamoci insieme, facciamo un partito’ – continua Banfi – io per scherzo ho detto di fare l’associazione Nolink, Nonni Liberi Inc…, perché i nonni sono arrabbiati, vogliono essere rispettati e mi chiedono ‘perchè non ti fai valere tu, come nonno, che ci rappresenti’. Siamo 15 milioni di nonni, pensa se veramente si facesse questo quanto potere potrebbero avere».

Riguardo alla proposta di Grillo, Banfi aggiunge: «È un suo parere, ognuno la può pensare a modo suo però per me, invece, è importantissimo rivalutare sempre di più la figura del nonno. In ogni luogo dove vado a parlare dico sempre che ci vorrebbe un premio per dire ‘sei arrivato a 80 anni, sei riuscito a fare nella vita delle cose, hai allevato i figli e i nipoti, adesso come premio ti diamo – non lo so – il treno gratis».