Geppi Cucciari ricorda Giulio Regeni e si schiera con la Raggi: “Je suis patata bollente”

«Siamo abituati alle bugie. Tipo un anno fa è morto in Egitto un ragazzo italiano, Giulio Regeni, e non abbiamo capito ancora perché». Geppi Cucciari, dal palco dell’Ariston, ricorda come manchi ancora la verità sull’omicidio del giovane ricercatore.

Italian actress Geppi Cucciari performs on stage during the 67th Festival of the Italian Song of Sanremo at the Ariston theater in Sanremo, Italy, 11 February 2017. The 67th edition of the television song contest runs from 07 to 11 February.     ANSA/CLAUDIO ONORATI

E poi continua: «Stasera io mi schiero dalla parte della donna: je suis patata bollente». Geppi Cucciari conclude la sua performance all’Ariston schierandosi contro il titolo sessista di Libero sulla sindaca di Roma Virginia Raggi. «Giudicare una donna per quello che molti maschi vorrebbero in dono è sbagliato», ha detto l’attrice, che nel 2012 diede una scossa al festival con il suo appello per Rossella Urru, la volontaria italiana rapita in Algeria. Interviene Carlo Conti: «Scusate per quegli uomini cretini che fanno tante bischerate».

Sgarbi sfotte la Raggi in diretta: “Come Ambra, lo dico a Beppe, ma vaffa****o!”

Vittorio Sgarbi si produce in una delle sue memorabili performances televisive a base di sfottò e turpiloqui vari. Stavolta il suo obiettivo è la prima cittadina romana, alla quale non risparmia nulla. Che non sia un suo sostenitore era ormai assodato, ma che ne facesse la caricatura è una novità.

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Sgarbi, ospite della trasmissione ‘Piazza Pulita’ (La7), è tornato ad attaccare la sindaca di Roma Virginia Raggi con il suo consueto tono polemico. Dopo aver soprannominato la Raggi “la nuova Ambra Angiolini”, Sgarbi ha poi improvvisato una sua imitazione lasciandosi scappare un insulto: “Una che, appena fa una cosa, dice: ‘L’ho comunicato a Beppe, l’ho detto a Beppe’, ma vaff…”. A seguire, il fumantino critico d’arte non ha risparmiato nemmeno il delfino di Matteo Renzi, il sindaco di Firenze Nardella.