Sesso via chat tra ragazzini di 13-14 anni: «Foto porno per 5 euro, pagavano via PayPal»

Facevano sesso virtuale in chat, scambiandosi foto hard in cambio di piccole somme di denaro: la Polizia di Mantova ha scoperto strani giri di immagini a sfondo sessuale tra ragazzini di 13-14 anni, che si scambiavano soldi in cambio di prestazioni sessuali virtuali. Alcuni dei partecipanti sono già stati identificati e la Polizia sta verificando che non ci fossero adulti a gestire le chat.

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I primi ragazzini individuati sono mantovani ma non è escluso che il giro abbia coinvolto persone in altre province. Le indagini non sono infatti ancora state completate: per il momento pare che i giovanissimi studenti si limitassero a scambiarsi foto porno in cambio di 5-10 euro, ma mai in contanti bensì col sistema PayPal. Si sta verificando, inoltre, se i contatti si siano tradotti anche in appuntamenti reali.

L’accaduto è stato spiegato in una conferenza stampa in Questura convocata «per sensibilizzare i genitori su quello che potrebbe succedere ai loro figli». «A giorni – hanno spiegato l’ispettore Luca Zardi, responsabile della polizia postale, e Gianna Adami, dirigente delle Volanti – nelle scuole mantovane, dalle quinte elementari alle medie e superiori, si terranno incontri con gli esperti per mettere in guardia i ragazzi».

Sesso tra ragazzini, è allarme: «Uno su due non usa il preservativo». Pericolo sifilide e Hiv

Il sesso non protetto, dopo decenni di battaglie contro l’Aids, è tornato ad essere un problema per le nuove generazioni: un’inchiesta del quotidiano L’Unione Sarda parla di questi pericoli per i ragazzini sardi di 13 e 14 anni, che nonostante l’età si trovano già ad affrontare le prime esperienze sessuali, e non sempre sono consapevoli dei pericoli.

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Secondo quanto scrive il quotidiano, che cita Brunella Mocci, referente della sezione cagliaritana della Lega per la lotta all’Aids, il 47% dei ragazzini non usa mai il preservativo, «esponendosi al rischio di contrarre infezioni di cui non hanno mai sentito parlare». Un’indagine della stessa Lila fatta con diecimila studenti tra i 14 e i 18 anni ha acceso i fari su una realtà preoccupante.

«Molti di loro non hanno mai sentito parlare di Hiv, sifilide o papilloma virus, e anche quando hanno qualche nozione è totalmente distorta», continua la Mocci. «Molti sono convinti che l’Aids sia un problema dei tossici e degli omosessuali, o che un sieropositivo si riconosca dall’aspetto. Ed è diffusa l’errata convinzione che esista una cura, per cui non pensano a proteggersi».