Coronavirus, Amuchina e disinfettanti gel introvabili: la ricetta dell’Oms per farli da soli in casa

I disinfettanti per le mani sono ormai quasi impossibili da trovare, i prezzi in alcuni casi sono alle stelle. Per questo motivo sui social e tramite WhatsApp si sono iniziate a divulgare ricette per creare dei prodotti fai da te che possano essere al pari di quelli in commercio. Bigogna però fare attenzione, perché non tutte le soluzioni sono efficaci contro batteri e virus.

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Numerose ricette propongono soluzioni a base di sale, di detersivi, di candeggina e altri prodotti. Sebbene di base si possa trattare di prodotti igienizzanti, come sottolineano anche gli esperti, la cosa che più conta in certe soluzioni sono i dosaggi, che se sbagliati di fatto possono portare a un effetto nullo del prodotto, quindi risultare inefficaci.

Prima di tutto è bene sapere che lavandosi spesso le mani, con acqua e sapone, per circa 20 secondi, si ottiene lo stesso effetto di un disinfettante, quindi non è necessario acquistarne uno. Una pulizia costante delle mani, in modo particolare sotto le unghie, è il primo rimedio fai da te.

Se non si ha la possibilità di lavarsi le mani i disinfettanti migliori sono quelli a base di ipoclorito di sodio. I prodotti a base di cloro sono efficaci disinfettanti (a certe concentrazioni) soprattutto per le superfici, tra loro anche la candeggina sebbene non sia indicata come presidio medico. Per disinfettare le superfici, per paura del proliferare del virus, quindi i detersivi che si acquistano normalmente al supermercato vanno più che bene.

Ma come si fa un disinfettante fatto in casa se proprio non si ha la possibilità di lavarsi le mani e non ce ne sono più in commercio? LOMS e il Ministero della Salute consigliano prodotti a base di Alcol etilico o alcol isopropilico. Gli esperimenti mostrano che l’alcol etilico è efficacissimo per disinfettate in poche decine di secondi la pelle a patto che le mani siano pulite e che la concentrazione di alcool sia tra il 60% e l’80% circa. La ricetta, consigliata proprio dall’OMS è la seguente, per ottenere un litro di prodotto:

833 ml di alcol etilico al 96%
42 ml di acqua ossigenata al 3%
15 ml di glicerina (glicerolo) al 98%
Acqua distillata oppure bollita e raffreddata quanto basta per arrivare a 1 litro

I giovani lo fanno strano: è boom di sex toys. Su internet ricerche aumentate del 143%. E la caccia al gadget hot avviene soprattutto… in ufficio

I gridolini della blogger Alice Vaughn che ha provato in diretta social un sex toy elettrico all’Expo del porno a Las Vegas, lo scorso gennaio, hanno fatto il giro del web, in una scenetta definita dai presenti “dannatamente hot”. Il desiderio corre sul web, è cronaca nota, e ora – e soprattutto sempre più – lo fanno anche gli strumenti del piacere. Secondo i dati Idealo, nell’ultimo anno le ricerche online di sex toys nel nostro paese sono aumentate del 143%. Al primo posto tra i prodotti desiderati, sex toys elettrici, con 26,7%, lubrificanti intimi per lui e per lei, con 21%, articoli per uomini, con 20,5%, e dildo, con 12,1%.

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Il settore sta conoscendo incrementi vertiginosi. Il rapporto “Global Sex Toys Market 2017-2021” di Technavio ha registrato un giro d’affari internazionale di 15 miliardi nel 2016 e si stima che entro il 2020-2021 supererà i 29 miliardi. Per Research and Markets sarà oltre i 35 miliardi nel 2023. Importante il “contributo” italiano. Dai dati Idealo emerge che dal 2017 a oggi la ricerca di sex toys a vibrazione è aumentata del 282,3%, seguita da quelli per uomini con +275,7%, e dildo, con +270,4%.

I PIÙ INTERESSATI
Gli internauti più interessati sono nella fascia 25-34 anni, che rappresenta il 29%. Seguono quelli tra 35 e 44 anni, con 25,8%, e tra 45 e 54, con 18,5%. A cercare online sono soprattutto uomini, il 65,9%. Al primo posto nelle richieste femminili, con il 29,1%, ci sono lubrificanti intimi. I sex toys per uomo, con il 31%, dominano le ricerche maschili. Il toy elettrico conquista sia over 65, con 30,1%, sia under 24, con 35,9%. Le regioni dalle quali provengono più richieste sono Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania e Toscana. Agli ultimi posti, Calabria, Umbria, Molise e Basilicata. A rivelare altre abitudini sono i giorni delle ricerche: durante la settimana si registra un aumento del 9% rispetto al weekend.

GLI ORARI
Gli orari preferiti sono tra le 15 e le 16 e tra le 22 e le 24. Insomma, molti preferiscono fare ricerche mentre sono in ufficio, evitando il rischio di farsi “sorprendere” in famiglia. Il resto lo raccontano le cronache.

LE DISAVVENTURE
Tanta curiosità talvolta si accompagna a scarsa attenzione nell’uso dei “giochi”. Ad aprile scorso, un salentino, “imprigionato” in un sex toy, è finito al Pronto Soccorso. Qualche mese prima, a settembre, un uomo a Milano è stato sottoposto a intervento per la “rimozione” di un sex toy.

Dottoressa Marta Giuliani, psicologa e sessuologa Ordine degli Psicologi del Lazio, perché aumentano le ricerche di sex toys?
«La curiosità di sperimentare un rapporto sessuale per certi versi “non convenzionale”, il desiderio di conoscere meglio sensazioni e risposte del corpo, ravvivare una relazione, stimolare nuove fantasie, rendere il rapporto più giocoso sono solo alcuni dei benefici che tali oggetti possono apportare».
Le ricerche sono soprattutto nella fascia 25-34 anni…
«I giovani, fortunatamente, vivono auto-erotismo e sessualità in modo più libero rispetto al passato. Purtroppo alcuni vivono la sessualità più in termini di performance che di condivisione, ciò può spingerli a riporre nel sex toy l’aspettativa di una “soluzione”».
Perché il sex toy elettrico è il sogno di under 24 e over 65?
«I primi sono in un periodo di costruzione dell’identità sessuale, attratti da ogni stimolo che possa permettere loro di conoscere se stessi. Agli over 65 i sex toys consentono di esplorare nuove forme di piacere e intimità».

Schwarzenegger fa i conti con l’età: le ginocchia non reggono. Allo squat preferisce la bicicletta

arnold-schwarzenegger-pumping-ironDura la vita anche per Arnold Schwarzenegger che di vite (professionali) ne ha vissute almeno tre. Campione del mondo di body building, star di Hollywood e governatore della California. All’età di 71 anni, anche il massiccio attore di origine austriaca deve fare i conti con l’età che passa. Al giornale Men’s Health, a cui ha rilasciato un’intervista per promuovere prodotti a base di proteine, ha rivelato anche le difficoltà di allenarsi, per uno che del training ha fatto una filosofia di vita, prima del successo economico.

«Lo squat e tutti quei tipi di allenamenti pesanti per le gambe, ormai non posso più farli, le mie ginocchia sono state colpite. Devo proteggerle perché voglio ancora sciare. Meglio allenare le gambe andando in bicicletta, la uso quando viaggio o quando devo fare shopping, così ti alleni e vedi la città da un punto di vista diverso”.

E se si fatica ad immaginare il suo personaggio cult, Terminator, andare in bici, Schwarzenegger dice con franchezza: “Oggi ci sono delle macchine incredibili, se avessi potuto usarle in aggiunta a quello che ho fatto in passato”. Gli allenamenti massivi a cui l’attore ha sottoposto il suo corpo nel corso dei decenni gli hanno procurato non pochi problemi di salute. “Un tipo come me che ha subito un intervento alla spalla, un’operazione chirurgica all’anca e un’altra al ginocchio con la tecnologia odierna può sempre trovare un esercizio da fare senza compromettere la salute”.

E se dagli errori del passato s’impara, nell’età della saggezza, Schwarzy parlando del figlio Patrick, che ha seguito le sue orme nel cinema dice: Patrick si allena ogni giorno, ma non vuole diventare grande come me, perché lui viene scelto per ruoli romantici, non di azione. Certo se in futuro dovesse diventare fisicamente più grande, allora potrebbe fare anche lui degli action movie”.