Barbara D’Urso, imbarazzo a Pomeriggio 5. L’ospite: «Se dico quello che penso di te mi arrestano». Lei reagisce così

Barbara D’Urso, imbarazzo in diretta. L’ospite in collegamento: «Se dico quello che penso di te mi arrestano». Lei reagisce così. Oggi, durante la puntata di Pomeriggio 5, la conduttrice si è collegata con l’ospedale di Pisa per parlare di un’iniziativa in favore dei malati di Covid-19: dei robottini che permettono ai degenti di videochiamare i propri familiari.

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In collegamento, il signor Gianfranco, che non è un degente del reparto covid, ma si è prestato alla prova della videochiamata. Barbara D’Urso si confonde e dice di essere in collegamento con l’ospedale di Genova e a quel punto inizia lo “show” del signor Gianfranco.

«Ne fai di paperelle», dice Gianfranco con un simpatico accento toscano. Barbara D’Urso risponde ironica: «Per fortuna che faccio paperelle, sennò sai che noia». L’inviata aggiunge: «Prima della diretta ha fatto dei complimenti rivolti a te Barbara, però non si possono dire…». Ma la conduttrice, tra le risate, insiste per sapere i complimenti e Gianfranco conclude ironico: «Non si possono dire, se dico quello che penso mi arrestano…». Risate in studio.

Coronavirus, il condominio contro la dottoressa: «Fai attenzione quando rientri a casa». La rabbia dell’ospedale

Si fa presto a definire “eroi” o “angeli” i tanti medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale delle strutture ospedaliere che ogni giorno combattono in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus. L’importante, infatti, è che lo facciano restando ben lontani da noi. È l’amara realtà che emerge da quanto accaduto in provincia di Pisa, dove una dottoressa costretta a turni massacranti è finita nel mirino dei condomini: nei pressi del portone, infatti, è stato affisso un cartello che è stato condannato dai vertici dell’ospedale in cui la donna lavora.

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Come riporta Il Tirreno, la dottoressa lavora in un ospedale di Cisanello (Pisa) e, rincasando, ha trovato un messaggio diretto a lei: «Sappia che in questo condominio abitano una neonata di sei mesi e una signora ultraottantenne vedova. Perciò usi le massima precauzioni quando utilizza gli spazi comuni e deve toccare cancelli, scale, sottoscala e corrimano». La paura del contagio è comprensibile, ma un simile messaggio stride con una improvvisa riscoperta dell’importanza di alcune categorie di lavoratori che troppo spesso vengono bistrattati e che negli ultimi tempi invece si ritrovano incensati un po’ da tutti.

L’episodio ha scatenato la rabbia di Stefano Taddei, ordinario di Medicina e direttore della clinica medica 1 Universitaria, e di Marco Taddei, direttore di Medicina 4 dell’ospedale: «Questo è un atto vergognoso, che non può passare sotto silenzio. Quando i medici lasciano l’ospedale, tutto avviene in sicurezza e ogni ambiente viene igienizzato e sanificato».