Coronavirus, Michelle Hunziker rassicura i fan dopo l’intervista da Chiambretti: «Sono fuori pericolo»

Michelle Hunziker ha voluto fare sapere ai suoi fan di essere fuori pericolo dal coronavirus dopo l’intervista da Chiambretti. Il conduttore è infatti risultato positivo al Covid-19, insieme a sua mamma che purtroppo non ce l’ha fatta. Dopo la notizia è scattata l’allerta per gli ospiti predenti durante l’ultima puntata de La Repubblica Delle Donne, tra cui Michelle.

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Michelle ha fatto sapere di non essere in pericolo rispondendo a una sua fan su Instagram. In un momento di nostalgia la conduttrice ha postato una foto della mamma dicendo che in questo momento le manca molto non poter averla vicina: «Non vedo la mia mamma da almeno 20 giorni. Si è giustamente tappata in casa come tutti ed è a rischio a causa della sua età. Abbiamo evitato qualsiasi possibilità di contagio per lei. Mi manca tanto», ha scritto la Hunziker.

Tra i commenti alla foto c’è chi ha però osservato: «Michelle ma anche tu eri in quarantena obbligatoria? Intendo dopo essere andata da Chiambretti», Immediata la risposta di Michelle che ha rassicurato subito i suoi followers: «Ciao, no grazie a Dio sono fuori pericolo. Penso tanto a Piero…gli voglio molto bene».

Sesso tra ragazzini, è allarme: «Uno su due non usa il preservativo». Pericolo sifilide e Hiv

Il sesso non protetto, dopo decenni di battaglie contro l’Aids, è tornato ad essere un problema per le nuove generazioni: un’inchiesta del quotidiano L’Unione Sarda parla di questi pericoli per i ragazzini sardi di 13 e 14 anni, che nonostante l’età si trovano già ad affrontare le prime esperienze sessuali, e non sempre sono consapevoli dei pericoli.

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Secondo quanto scrive il quotidiano, che cita Brunella Mocci, referente della sezione cagliaritana della Lega per la lotta all’Aids, il 47% dei ragazzini non usa mai il preservativo, «esponendosi al rischio di contrarre infezioni di cui non hanno mai sentito parlare». Un’indagine della stessa Lila fatta con diecimila studenti tra i 14 e i 18 anni ha acceso i fari su una realtà preoccupante.

«Molti di loro non hanno mai sentito parlare di Hiv, sifilide o papilloma virus, e anche quando hanno qualche nozione è totalmente distorta», continua la Mocci. «Molti sono convinti che l’Aids sia un problema dei tossici e degli omosessuali, o che un sieropositivo si riconosca dall’aspetto. Ed è diffusa l’errata convinzione che esista una cura, per cui non pensano a proteggersi».