Alberto Matano, paura alla Vita in Diretta: «Inviato e cameraman presi a calci e pugni»

Alberto Matano, paura alla Vita in Diretta: «Inviato e cameraman presi a calci e pugni». Paura per l’inviato Giuseppe Di Tommaso e per il suo operatore che sono stati aggrediti durante un servizio a Bari. È il giornalista a raccontare l’accaduto in diretta ad Alberto Matano. Ma andiamo con ordine.

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Giuseppe Di Tommaso era stato inviato in Puglia per testimoniare i comportamenti degli italiani rispetto alle regole anti-assembramento ancora in vigore per l’emergenza covid. Sul lungomare di Bari, l’inviato ha rimproverato diversi passanti che non stavano rispettando le normative del governo. E se c’è chi si è imbarazzato e ha chiesto scusa, c’è anche chi l’ha presa molto male.

Un uomo avrebbe infatti risposto con violenza alle parole del giornalista. Come racconta Di Tommaso, il passante ha coperto l’obiettivo della telecamera e l’ha abbassata con un gesto violento. Poi avrebbe affermato: «Se mi riprendi ancora butto a mare te e il tizio con la telecamera. Non puoi fare così con le persone».

Di Tommaso avrebbe replicato che era suo diritto di cronaca registare e raccontare come stessero le cose. Ma la risposta non sarebbe piaciuta all’uomo che ha aggiunto: «Se ti buttano a mare le persone fanno bene». Lo scontro si è concluso con il passante che avrebbe strattonato il giornalista e colpito a calci e pugni il cameraman, finché i due hanno deciso di allontanarsi.

Chi l’ha Visto, uccide la moglie a morsi ma esce dal carcere: «Ai domiciliari senza braccialetto perché c’è il coronavirus»

Eleonora Perraro, 43 anni di Rovereto, è stata trovata in un lago di sangue lo scorso settembre. È stata uccisa a morsi e per il suo omicidio è finito in carcere il marito Marco Manfrini. A Chi l’ha Visto? la disperazione della mamma e della sorella dopo che all’uomo è stato concesso di uscire dal carcere e di finire ai domiciliari senza braccialetto. Il giudice lo avrebbe escluso perché c’è l’emergenza coronavirus e di conseguenza non c’è pericolo che si allontani.

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Un provvedimento che getta nello sconforto e nella paura i familiari della donna. «Lui è pericoloso», sottolinea la mamma. Già in precedenza aveva fatto del male a Eleonora, che aveva nascosto occhi neri e finto di essere stata vittima di incidenti. I due si erano conosciuti e dopo pochi mesi avevano deciso di sposarsi. Tutto andava bene e Marco la faceva sentire viva, ma subito dopo il matrimonio iniziano i problemi perché mancano i soldi. Entrambi avevano una pensione di invalidità. Marco non voleva lavorare e pretendeva che fosse lei ad arrotondare. Nessuno poteva immaginare che la situazione sarebbe degenerata così. «Mia sorella è stata torturata, seviziata, cannibalizzata. Lui non ha mai confessato l’omicidio e dice di non ricordare nulla».

«Il presunto uxoricida è stato rilasciato dal carcere e gli sono stati concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute legati alla tremenda piaga del Covid-19. – ha scritto in una lettera la madre – Non è infetto. Sia chiaro. Non è in pericolo di vita. Non è in una terapia intensiva attaccato ad una macchina che lo aiuta a respirare. No. È a casa sua senza alcun dispositivo di tracciamento. Con la concreta possibilità che possa andarsene dove vuole. Ho paura perché è una persona molto pericolosa, voglio ancora credere che ci sia la giustizia».

Ragazzo perde ai videogiochi, distrugge mezza casa e uccide il fratello di 7 anni: «Avevo paura raccontasse tutto a mamma»

Perde ai videogiochi e distrugge la casa, poi uccide il fratello per paura che raccontasse tutto alla mamma. Un adolescente russo ha ammesso di aver ucciso il fratello di appena 7 anni perché aveva paura facesse la spia su quanto aveva fatto dopo aver perso una partita ai videogame.

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Alexander di Dudinka nella regione russa di Krasnoyarsk Krai ha messo a soqquadro la casa, ha distrutto il telefonino e fatto altri danni dopo aver perso ai videogiochi, tutto sotto gli occhi stupiti del fratellino. Temendo che quando sarebbe tornata la madre avesse fatto la spia facendogli prendere una punizione ha deciso di mettere a tacere per sempre il bambino e lo ha ucciso, come riporta anche il Mirror.

Il ragazzo di 13 anni stava giocando con il telefonino, ma si sarebbe fatto prendere dall’ira. Dopo il game over ha prima distrutto lo smartphone poi ha buttato giù diversi mobili e distrutto altri oggetti svegliando il fratellino di 7 anni. Quando se lo è visto comparire davanti ha pensato alla punizione che gli avrebbe dato la madre, così ha afferrato un coltello e ha pugnalato per 15 volte il bambino fino ad ucciderlo.

Coronavirus a Bergamo, Roby Facchinetti a Domenica In: «Su quei camion c’era un mio parente»

Alla sua città, martoriata dall’emergenza coronavirus, Roby Facchinetti ha dedicato un brano, “Rinascerò, rinascerai”. Il dolore dell’ex membro dei Pooh, però, non riguarda solo il dramma vissuto dalla città di Bergamo, ma è anche e soprattutto personale.

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In collegamento con Mara Venier a Domenica In, infatti, Roby Facchinetti ha rivelato un dettaglio molto doloroso: «Abbiamo visto tutti i camion dell’esercito che portano via le bare fuori regione. Su quei camion c’erano tanti cittadini di Bergamo, compresi miei amici, conoscenti e uno dei miei parenti. Vivere a Bergamo non è facile: siamo terrorizzati e spaventati, c’è più terrore che paura, i malati vanno via in ambulanza e i familiari sanno che molte volte non li rivedranno più».

Per questo motivo, Roby Facchinetti lancia un appello a tutti gli italiani: «Qui a Bergamo stiamo male: troppo dolore, troppo pianto… Viviamo su un campo minato, è peggio di una guerra. In guerra morivano i giovani, questo virus invece si prende tutti, senza distinzioni, non guarda in faccia a nessuno. Non capisco come alcune persone non riescano ancora a capire la gravità della situazione».

L’ex componente dei Pooh ha poi spiegato che, anche a fine emergenza, sarà difficile ritornare alla vita di sempre. «Non abbiamo mai vissuto una situazione umana così dura dal punto di vista psicologico. Cosa succederà poi? Usciamo tutti? A fare cosa? Ci vorrà molto tempo per elaborare e tornare alla vita di un mese fa. Sono convinto che ripartiremo e ci rifaremo economicamente, anche con gli interessi. I bergamaschi e i lombardi hanno sempre avuto queste capacità e le tireremo fuori anche stavolta» – ha spiegato Roby Facchinetti – «La musica mi ha salvato e mi salva anche in questi momenti, ma adesso ogni volta che squilla al telefono è un colpo al cuore. Faccio cose che mai avrei creduto di fare: consolare nipoti, amici e parenti che hanno perso i loro cari».

Roby Facchinetti, infine, rivolge un appello a tutti, dai cittadini agli esponenti politici: «In questo orribile viaggio siamo tutti uguali. Vorrei dire che siamo sulla stessa barca, anzi dico sullo stesso barcone o gommone. Siamo tutti uguali».

Grande Fratello Vip e Coronavirus, la tosse di Valeria Marini preoccupa gli altri: «Ho fatto il tampone»

Il Grande Fratello Vip è attualmente e, sotto l’emergenza Coronavirus, un’isola felice. È bastato un malore di Valeria Marini, tra gli ultimi a entrare nella casa più spiata d’Italia, a seminare un po’ di paura. Alcuni coinquilini, forse, hanno temuto che la showgirl avesse potuto contrarre il virus nei dintorni di Milano, prima di fare il suo ingresso. Soprattutto Fabio Testi è apparso piuttosto preoccupato davanti ai sintomi accusati da Valeria Marini, alle prese con tosse, stanchezza e affaticamento. Lei stessa ha dovuto rassicurarli.

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Valeria Marini ha tranquillizzato i suoi compagni sulle sue condizioni di salute e ha chiarito di essersi sottoposta al tampone prima di entrare. L’esito è stato negativo. Valeria e gli altri potranno, dunque, proseguire il programma anche se il pensiero va inevitabilmente alla situazione fuori. Sossio Aruta e Teresanna Pugliese si sono chiesti che senso abbia continuare con l’Italia in piena emergenza dopo che il conduttore Alfonso Signorini ha mandato loro un nuovo videomessaggio. A quel punto è stato Patrick a spronarli a restare e a considerare il reality un lavoro e un servizio ai cittadini.

Momento molto toccante quello del flash mob in giardino. Anche i gieffini hanno cantato l’inno di Mameli come sta accadendo in tutti i balconi d’Italia. Loro però si sono potuti abbracciare. Tra le canzoni diventate simbolo dell’emergenza c’è anche “Azzurro”, che i concorrenti hanno cantato in lacrime e a squarciagola dopo aver sentito le sue note dai balconi del quartiere. Finita la canzone i Vip hanno dedicato a tutti coloro che combattono un lungo e sentito applauso. «Secondo me la gente ha veramente bisogno di compagnia e questo è il modo per sentirsi vicini», la riflessione di Adriana Volpe.

Spunta il Gel disinfettante “attivo su Coronavirus”: l’orribile marketing della paura

In piena allerta Coronavirus, i gel igienizzanti per pulire le mani e limitare le possibilità di contagio vanno letteralmente a ruba. Non c’è solo il più famoso, come l’Amuchina, ma anche altri gel, tra cui alcuni in cui viene specificata l’efficacia sul Coronavirus. C’è già chi grida al complotto, ma le cose non sono come sembrano: ecco cosa sta succedendo.

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Il gel igienizzante in questione, venduto in farmacie ma anche in stazioni di servizio, si chiama Primagel Plus e, come altri prodotti del genere, ha un’efficacia antibatterica e consente la disinfezione delle mani in circa 15 secondi. La dicitura “Attivo su Coronavirus”, già alcuni giorni fa, aveva fatto gridare al complotto alcuni utenti sul web: «Questi prodotti esistono già da anni, avevano preparato tutto prima di creare il virus in laboratorio». Le cose, però, non stanno esattamente così.

Sui flaconi di Primagel Plus, infatti, da anni esiste la dicitura “Attivo su Coronavirus”. Il riferimento, però, non è al virus che dalla Cina è arrivato in Italia nelle ultime settimane. I Coronavirus, infatti, sono una particolare famiglia di virus accomunati dalla struttura, ma ne esistono diversi ceppi che possono causare malattie più o meno gravi. Alcuni ceppi di Coronavirus, infatti, possono causare banali raffreddori, ma, ad esempio, anche la Sars era originata da un Coronavirus. Il Covid-19, pur appartenendo alla famiglia del Coronavirus, è una malattia preoccupante poiché si tratta di un virus particolare e assolutamente nuovo per l’organismo umano: la pericolosità sta quindi nel fatto che non siamo in grado di produrre gli anticorpi necessari e nell’assenza di un vaccino. La dicitura “Attivo su Coronavirus”, presente da anni sui flaconi di questi gel igienizzanti, non è quindi riferita direttamente al Covid-19, ma a un’intera famiglia di virus che possono causare patologie che variano da semplici raffreddori a influenze. Nessun complotto, quindi, ma un fortunato caso di marketing decisamente efficace.

Sesso, boom di infezioni veneree: torna la sifilide. «Troppe app di incontri»

Descritta per la prima volta nel XVI secolo, tanto affievolita da considerarsi ormai vinta tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, la sifilide, detta anche male francese, torna a fare paura. Numeri alla mano, infatti, si registra un sensibile aumento di casi a livello internazionale. E pure in Italia. La crescita di episodi non riguarda solo la sifilide ma, in generale, le malattie sessualmente trasmissibili.

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Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, si verificano tre milioni di casi di infezioni sessuali al giorno nel mondo. Nel 2018 sono stati registrati oltre 357 milioni di casi di origine batterica e 745 milioni di casi virali. In particolare, si tratta di tricomoniasi con 143 milioni, clamidia con 131, gonorrea con 78, sifilide con 6,5. A ciò vanno aggiunte le stime relative al numero di persone che avrebbero contratto un’infezione genitale da virus dell’herpes simplex, oltre 410 milioni, e le donne con un’infezione da papillomavirus umano, più di 290 milioni. Il fenomeno cresce anche in Italia. A dare l’allarme è l’istituto San Gallicano di Roma. Per comprendere la misura di ciò che sta accadendo basta guardare al trend degli ultimi dieci anni. I dati, presentati a margine del convegno medico di alta formazione Le malattie sessualmente trasmissibili nel nuovo millennio: percorsi avanzati di prevenzione, diagnosi e terapie tenutosi a Roma, sono chiari. Le segnalazioni di infezioni sessualmente trasmissibili erano 4000 all’anno nel decennio precedente, oggi sono arrivate fino a 5300. A crescere, in particolare, è stata la sifilide, passata da 80 casi annui prima del 2000 a 420 casi annui dopo il 2000. I condilomi acuminati sono saliti dai 1500 casi annui registrati nel periodo fino al 2007 ai 3000 riscontrati tra 2008 e 2016.

Le ragioni di questa nuova proliferazione di malattie che si credevano se non completamente superate, comunque ormai lontane dalla grande diffusione, secondo gli esperti dell’Istituto sarebbero da ricercare anche nella tecnologia, con le molte app che sono dedicate a favorire incontri tra sconosciuti, pure a fini sessuali. Velocità degli incontri, scarsa o mancata conoscenza tra gli individui, carenza o assenza di precauzioni creano un mix decisamente pericoloso. Il resto lo fa la chimica, con il chemsex, ossia il sesso sotto droghe, prese proprio per migliorare le prestazioni. Un gioco pericoloso, che vede al primo posto, tra le vittime, i giovani e i giovanissimi, che usano le app per incontri sessuali, anche di gruppo e, per assicurarsi prestazioni record fanno ricorso spesso ad aiuti farmacologici. Le stime Oms del 2019 evidenziano circa 661mila casi di sifilide congenita nel 2016, che hanno causato oltre 200mila morti neonatali.