Briatore positivo al tampone Covid: la conferma ufficiale dal San Raffaele

Flavio Briatore è positivo al Covid. Lo ha reso noto lo stesso ospedale San Raffaele di Milano, dove l’imprenditore è ricoverato da lunedì. L’esito del tampone parla chiaro, anche se dall’ospedale precisano che il ricovero è avvenuto per un’altra patologia – la prostatite, come dichiarato dal diretto interessato – e gli accertamenti Covid sono stati effettuati per seguire il protocollo.

Flavio Briatore, comunica l’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, «si è rivolto all’ospedale per una specifica patologia diversa da Covid-19 e che è stato sottoposto prima del ricovero, come tutti i pazienti, al tampone rinofaringeo per il rilevamento del coronavirus Sars-Cov-2. Il tampone è risultato positivo».

«Di conseguenza – spiegano dal San Raffaele Giulio Melisurgo, medico curante, e Pasqualino D’Aloia, direttore professioni sanitarie – al signor Briatore è stato applicato il protocollo standard che prevede l’isolamento e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale necessari in caso di positività, sia per la sicurezza del paziente, sia per la tutela del personale di reparto e degli altri pazienti ricoverati». L’ospedale ribadisce che «la modalità di ricovero applicata risponde a tutti i requisiti di sicurezza necessari nel rispetto delle norme anti-contagio».

Ostia, sotto choc il bambino “in vendita” in spiaggia dal padre: «Denutrito e sporco non parla con nessuno»

Non riesce a parlare il bambino rom di 3 anni che il padre provava a vendere a Ostia sulla spiaggia tra i bagnanti come se fosse un oggetto. L’uomo ha portato in spiaggia il piccolo che indossava solo delle mutandine, era denutrito, sporco e piangeva in modo disperato quando gli agenti di polizia lo hanno preso con loro.

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Il bambino, scrivono Moira Di Mario e Raffaella Troili sul Messaggero, non parla e ora gli psicologi e i medici che lo hanno in cura stanno cercando di capire se il mutismo sia legato allo choc o a una patologia. Presumibilmente deve aver subito diversi traumi, secondo i medici, per questo tutte le analisi del caso per capire se è stato vittima di abusi vengono condotte con grande delicatezza per evitare di turbare ulteriormente il bimbo. Ora il minore è affidato ai servizi sociali e probabilmente non rientrerà in famiglia a breve.

Il papà, un rom di 23 anni, risiedeva nel complesso Le Salzare, serpentone di cemento armato sul lungomare degli Ardeatini finito spesso sotto i riflettori per smaltimento illegale di rifiuti, spaccio di stupefacenti e roghi tossici sotto le finestre degli appartamenti. Una zona degradata abitata principalmente da rom e bosniaci in cui si vive in condizioni di estremo disagio, con case abitate e condizioni igienico-sanitarie disastrose. Da lì l’uomo è partito con suo figlio mezzo nudo e lo ha portato in spiaggia provando a venderlo a dei bagnanti: chiedeva soldi in cambio di abusi sul piccolo. A un uomo ha chiesto esplicitamente: «Vuoi fare sesso con lui» e il passante sconvolto ha avvertito le autorità che hanno subito provato a fermare il padre.

Il 23enne ha abbandonato il piccolo e si è dato alla fuga per essere raggiunto e arrestato poco dopo con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile e resistenza a pubblico ufficiale. Da ieri in carcere non parla, si è limitato solo a dire la sua età e l’etnia. Il bimbo è in ospedale, la mamma, la nonna e una zia hanno provato a vederlo andando nel nosocomio, ma per ora resterà in cura ai servizi sociali.

Venezia, prende un po’ di sole in spiaggia e si becca una multa di 400 euro: violata la legge sul Covid

LIDO DI VENEZIA – (L.M.) Prendere il sole in spiaggia non è una necessità indifferibile. Per questo motivo, qualche giorno fa una signora settantenne del Lido è stata multata, mentre stava andando a fare il bagno, e per questo motivo dovrà pagare 400 euro. La sanzione potrà essere ridotta a 280 euro se D.A. la salderà entro 30 giorni senza fare ricorso.

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La signora era in spiaggia alle Quattro Fontane quando, poco dopo mezzogiorno, sono arrivati gli agenti della polizia di Stato per un controllo. La pattuglia le ha contestato il fatto che il suo comportamento avrebbe violato l’articolo 1 del Dpcm dello scorso 8 marzo emanato dal premier Conte per l’emergenza coronavirus

La signora ha cercato di spiegare che stava andando a fare il bagno e che l’attività motoria del cammino in spiaggia e del nuoto in mare le era necessaria per la patologia di cui soffre. Ha anche aggiunto che si era seduta in riva solo per qualche minuto perché voleva aspettare l’uscita dall’acqua di un gruppo di persone proprio per evitare gli assembramenti che vengono vietati dal Dpcm. Ma questa giustificazione non le ha evitato il verbale a suo carico. Lei non si è data per vinta e ha ottenuto, dal suo medico di base, un certificato medico che attesta come lei soffra effettivamente di artrite reumatoide e questa patologia le renda necessario il nuoto (le piscine sono tutt’ora chiuse) e le passeggiate. Sulla base di questa documentazione medica presenterà ricorso al Prefetto contro la multa.