Alex Zanardi, la moglie Daniela Manni in ospedale a Siena: «Non lo lascerò mai solo»

Alex Zanardi sempre grave all’ospedale di Siena dopo il terribile incidente con l’handbike in provincia di Siena. La moglie di Alex, Daniela Manni seguiva il marito in auto, ed è stata lei a prestargli i primi soccorsi. Il Corriere della Sera riporta le sue parole confidate agli amici pronunciate dalla moglie subito dopo l’incidente: “Ma non lo lascio solo”.

5300935_1247_daniela_manni

Tra i testimoni chiave dello schianto c’è Paolo Bianchini, il titolare dell’azienda vinicola Ciacci-Piccolomini, che si trovava proprio dietro Alex Zanardi, e che ha raccontato: “Sua moglie Daniela è scesa di corsa e si è gettata su di lui. L’ho affiancato con la macchina e un minuto prima dell’incidente mi ha detto di essere l’uomo più felice del mondo per poter pedalare in quel paradiso. Poi ho sentito un botto, lo stridore terribile di una lunga strisciata. Alex era a terra, respirava ancora”.

««Ho portato la vicinanza di Siena alla signora Daniela che mi ha detto che è molto contenta e molto sicura del lavoro che stanno facendo i medici»». Lo ha detto il sindaco di Siena Luigi De Mossi uscito dal policlinico Le Scotte dove ha incontrato la moglie e familiari di Alex Zanardi . «L’atteggiamento della moglie – ha aggiunto – è ovviamente di dolore, ma fermo e consapevole della realtà che va ad affrontare. Ho trovato una persona molto lucida che è qui, consapevole dei rischi ma estremamente dignitosa e rispettosa della vita del marito, della propria famiglia e dei propri sentimenti ».

IL BOLLETTINO MEDICO
«Le condizioni attuali di stabilità generale ancora non consentono di escludere la possibilità di eventi avversi e pertanto il paziente resta sempre in prognosi riservata». Così il bollettino medico di stamani dell’ospedale di Siena su Alex Zanardi . L’atleta, secondo quanto detto dai medici, «ha trascorso la notte in condizioni di stabilità cardio-respiratoria e metabolica. Le funzioni d’organo sono adeguate. È sempre sedato, intubato e ventilato meccanicamente. Il neuromonitoraggio ha mostrato una certa stabilità ma questo dato va preso con cautela perchè resta grave il quadro neurologico ».

Fedez: «Dopo la raccolta fondi ho avuto 15 denunce dal codacons»

Nel giorno di uscita del suo nuovo singolo Bimbi per strada, musica di una hit anni Novanta, Children di Robert Miles, cui lui ha aggiunto le parole, Fedez è stato intervistato dal quotidiano La Repubblica e ha parlato tra le altre cose del coronavirus e della raccolta fondi promossa insieme a sua moglie Chiara Ferragni. Contro il Covid, i Ferragnez hanno raccolto soldi per un nuovo reparto di terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano.

5281555_1023_fedez_chiara_ferragni_covid_15_denunce_codacons

Un successo, a differenza di quello realizzato in Fiera, costruito in tempi biblici «al triplo o quadruplo dei costi di quello del San Raffaele». E ora Fedez crede che sia arrivato il momento per fare chiarezza: «Da cittadino io desidero che i soldi delle tasse che pago siano usati come si deve, non così. E sempre da cittadino, se posso, dopo aver visto Report vorrei delle risposte vere e serie da Fontana. È il momento di approfondire quel che è successo, di punire certe persone. Penso alla Pivetti: vorrei che non avesse più a che fare con la cosa pubblica».

EROI NAZIONALI Fedez e Chiara Ferragni, che recentemente hanno anche partecipato al corteo di Black Lives Matter, con la consegna a domicilio della spesa a chi non poteva permetterselo e l’iniziativa del San Raffaele da personaggi oggetto di critiche sui social per la loro ostentazione sono diventati nei dintorni eroi nazionali. «Ma non l’abbiamo fatto apposta – precisa il rapper – o meglio l’abbiamo fatto perché era giusto, punto e basta. Di quello che si scrive sui social – tiene a far sapere Fedez – non ci interessiamo affatto», mentre gli sta a cuore che l’idea di raccogliere soldi per costruire il reparto di terapia intensiva abbia coinvolto «192mila persone, persone comuni, cosa che ci ha reso felicissimi. E ancor più felici è che sia stato realizzato, sia entrato in funzione e abbia salvato un gran numero di vite».

LE 15 DENUNCE DEL CODACONS Fedez, sulle iniziative centrate in pieno in questo periodo, tiene a sottolineare che lui e Chiara Ferragni non hanno pensato al loro tornaconto di immagine ed anzi ricorda anche le reazioni meno positive alle idee mese in campo: «Io comunque ne esco con 15 denunce del Codacons, se non ho perso il conto. Loro hanno criticato la mia raccolta fondi e io ho risposto per le rime, facendo notare… aspetti, calibro le parole – dice – perché non voglio la denuncia numero 16 e non voglio che denuncino anche lei…. ecco, la poca trasparenza delle loro azioni. Il risultato, atti giudiziari per diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati e una richiesta di 393mila euro di danni, che avranno solo l’effetto di intasare i tribunali».

“NE SIAMO USCITI DIVERSI” Tirando le somme, quindi, e la di là di quello su cui occorre approfondire, molte cose per Fedez sono andate bene. «Per la prima volta ho percepito un senso collettivo di appartenenza all’Italia, la gente ha contribuito non solo con donazioni, ma anche con comportamenti civili e rispettosi. Ho visto tassisti portare gratis medici e infermieri per esempio. Non so dire se siamo stati più bravi di altri Paesi, di sicuro siamo stati bravi, e questo già mi conforta. Forse usciamo dal virus diversi».

Mara Venier, il piede è rotto: «Una bella frattura». La foto ingessata dall’ospedale

Mara Venier, il piede è rotto. Dopo esser andata in onda a Domenica In con il piede fasciato e il sospetto che qualcosa avesse fatto crac, ecco la conferma: «Una bella frattura al piede.. olè», ha scritto la Mara nazionale annunciando così ai suoi fan su Instagram l’infortunio che le ha causato la frattura del piede sinistro. Lo ha fatto con tanto di foto dal letto di un ospedale e il gesso che avvolge il piede sinistro dalla caviglia al ginocchio.

mara_venier_piede_rotto_31224548

La Venier si trova nella clinica Concordia Hospital di Roma, che la stessa conduttrice cita in un hashtag. «Grazie al dottor Giovanni Di Giacomo», scrive Mara. Moltissimi i messaggi di affetto di tanti personaggi noti. «Nooooo», è la reazione di Caterina Balivo. «Ma che succede!!», chiede Eva Grimaldi.

«Nooo ziaaa», scrivono a Mara i Pinguini Tattici Nucleari. «Mi raccomando di guarire presto che abbiamo un liscio in sospeso», è il commento di Achille Lauro. A rassicurare tutti ci pensa poi lo stesso medico citato dalla conduttrice. «Mara torni meglio di prima!», scrive il dottor Di Giacomo.

Alessandro Del Piero ricoverato: «Ancora non ci credo come una cosa piccola possa fare così male»

Alessandro Del Piero è stato ricoverato in ospedale, ma rassicura i followers sulle sue condizioni di salute dal suo account Instagram. Niente di grave, ma qualcosa di fastidioso.

istantaneaschermo2020-05-1723_MASTER.27.53-ksng-u31802242711458c9d-656x492corriere-web-sezioni

L’ex capitano della Juventus, infatti, è indisposto a causa dei calcoli renali. «Ancora non ci credo come una cosa piccola solo 3mm possa fare così male», ha scritto nel post a corredo di un paio di foto che lo vedono sul lettino del nosocomio con indosso la mascherina.

Solo un po’ di paura e qualche fitta dolorosa, ma sta bene e guarirà presto. La Juventus ha fatto sentire subito la sua vicinanza al suo storico campione. «Auguri di pronta guarigione, get weel soon», il messaggio del club bianconero. Anche molti amici e icone dello sport gli hanno augurato di rimettersi, tra questi Max Biaggi e Louis Figo.

«Forza capitano», «Siamo con te», «Riprenditi presto», «Sei sempre il più forte», sono soltanto alcuni dei messaggi postati dai tifosi di Pinturicchio e della vecchia signora.

Barbara D’Urso, imbarazzo a Pomeriggio 5. L’ospite: «Se dico quello che penso di te mi arrestano». Lei reagisce così

Barbara D’Urso, imbarazzo in diretta. L’ospite in collegamento: «Se dico quello che penso di te mi arrestano». Lei reagisce così. Oggi, durante la puntata di Pomeriggio 5, la conduttrice si è collegata con l’ospedale di Pisa per parlare di un’iniziativa in favore dei malati di Covid-19: dei robottini che permettono ai degenti di videochiamare i propri familiari.

5199790_1754_schermata_2020_04_29_alle_17.41.11 (1)

In collegamento, il signor Gianfranco, che non è un degente del reparto covid, ma si è prestato alla prova della videochiamata. Barbara D’Urso si confonde e dice di essere in collegamento con l’ospedale di Genova e a quel punto inizia lo “show” del signor Gianfranco.

«Ne fai di paperelle», dice Gianfranco con un simpatico accento toscano. Barbara D’Urso risponde ironica: «Per fortuna che faccio paperelle, sennò sai che noia». L’inviata aggiunge: «Prima della diretta ha fatto dei complimenti rivolti a te Barbara, però non si possono dire…». Ma la conduttrice, tra le risate, insiste per sapere i complimenti e Gianfranco conclude ironico: «Non si possono dire, se dico quello che penso mi arrestano…». Risate in studio.

Donna dichiarata morta dai medici si risveglia nel sacco di plastica delle onoranze funebri in Paraguay

La corsa in ospedale, le speranze che si riducevano al lumicino di ora in ora e poi il triste annuncio dei medici: Gladys Rodríguez Duarte, 50enne di Coronel Oviedo, in Paraguay, non ce l’aveva fatta. Secondo i dottori era stata stroncata dal cancro alle ovaie. La notizia ha devastato la famiglia che non si attendeva un epilogo così accelerato.

IMG_15042020_104434_735_x_375_pixel (1)

In realtà, mentre i familiari piangevano, la donna si stava già dimenando dentro la sacca nera di plastica consegnata dall’ospedale all’agenzia di onoranze funebre che doveva preparare il cadavere per il funerale.

Gladys era stata portata d’urgenza alla clinica di San Fernando sabato mattina, dopo un improvviso aumento della pressione arteriosa: secondo il rapporto della polizia è stata ricoverata alle 9.30 e affidata alle cure del dottor Heriberto Vera, che alle 11.20 ha comunicato la notizia della morte della donna al marito Maximino Duarte Ferreira e alla figlia Sandra. Per il medico, Gladys era stata stroncata dal cancro.

L’ospedale ha consegnato la sacca con il corpo della donna a un’agenzia di onoranze i cui addetti sono però sono allibiti nel vedere movimenti all’interno della sacca. Mentre uno di loro cercava di assistere quella donna, per fortuna non ancora del tutto cosciente, i colleghi hanno chiamato i soccorsi e ora la mamma è ricoverata in un altro ospedale: le sue condizioni sono stabili.

La figlia ha attaccato pesantemente il dottor Vera accusandolo di non aver nemmeno tentato di salvarla: «L’ha consegnata nuda come un animale insieme al certificato di morte. Non ha nemmeno tentato di rianimarla. Ci siamo fidati di lui, ecco perché siamo andati lì. Ma i medici non hanno fatto altro che consegnarla alle onoranze funebri».

Coronavirus, il condominio contro la dottoressa: «Fai attenzione quando rientri a casa». La rabbia dell’ospedale

Si fa presto a definire “eroi” o “angeli” i tanti medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale delle strutture ospedaliere che ogni giorno combattono in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus. L’importante, infatti, è che lo facciano restando ben lontani da noi. È l’amara realtà che emerge da quanto accaduto in provincia di Pisa, dove una dottoressa costretta a turni massacranti è finita nel mirino dei condomini: nei pressi del portone, infatti, è stato affisso un cartello che è stato condannato dai vertici dell’ospedale in cui la donna lavora.

coronavirus_dottoressa_condominio_24122011-768x420

Come riporta Il Tirreno, la dottoressa lavora in un ospedale di Cisanello (Pisa) e, rincasando, ha trovato un messaggio diretto a lei: «Sappia che in questo condominio abitano una neonata di sei mesi e una signora ultraottantenne vedova. Perciò usi le massima precauzioni quando utilizza gli spazi comuni e deve toccare cancelli, scale, sottoscala e corrimano». La paura del contagio è comprensibile, ma un simile messaggio stride con una improvvisa riscoperta dell’importanza di alcune categorie di lavoratori che troppo spesso vengono bistrattati e che negli ultimi tempi invece si ritrovano incensati un po’ da tutti.

L’episodio ha scatenato la rabbia di Stefano Taddei, ordinario di Medicina e direttore della clinica medica 1 Universitaria, e di Marco Taddei, direttore di Medicina 4 dell’ospedale: «Questo è un atto vergognoso, che non può passare sotto silenzio. Quando i medici lasciano l’ospedale, tutto avviene in sicurezza e ogni ambiente viene igienizzato e sanificato».