Grande Fratello Vip e il Covid, Stefano Bettarini, Giulia Salemi e Selvaggia Roma smentiscono: «Negativi e in isolamento»

L’ingresso nella casa del Grande Fratello Vip dei nuovi concorrenti, Stefano Bettarini, Giulia Salemi e Selvaggia Roma è stato rimandato a casa di un sospetto di positività al Covid-19. I diretti interessati fanno sapere, però, di essere in salute. «Ciao a tutti bellini – scrive su Instagram l’ex marito di Simona Ventura – posso rasserenarvi che io e Giulia Salemi siamo negativi. E sereni dal 17 ottobre. Sia ben chiaro». Anche Selvaggia Roma ha rassicurato sulle sue condizioni in un’intervista rilasciata all’Adnkronos: «Ho fatto il tampone prima di entrare al ‘Gf Vip’ e il risultato è negativo. Scoppio di salute! Basta con questa caccia alle streghe’».

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«Sembra di assistere a una caccia alle streghe – ha aggiunto la futura concorrente del ‘Gf Vip’- ho fatto il tampone ed è risultato negativo. Non ho incontrato nessuno (Bettarini e Salemi, ndr) e sono stata in isolamento per almeno 15 giorni. La produzione non mi ha detto nulla su chi sia risultato positivo al Covid. Ora sono in isolamento per fare tutti gli accertamenti medici che mi verranno richiesti».

Stefano Bettarini, che è stato inquilino della casa nella prima edizione vip, ha menzionato Giulia Salemi e non ha citato l’altra futura concorrente. Gli ha fatto eco sui social l’influencer italo-iraniana. «Ciao a tutti, volevo rassicurarvi che io sto bene e sono tornata in albergo dove sono in isolamento dal 17 ottobre. Il mio tampone è negativo. Attendo serenamente le decisioni della produzione del Grande Fratello»

Ieri sera Alfonso Signorini ha annunciato in diretta televisiva che lei, Stefano Bettarini e Selvaggia Roma non potevano più entrare nella Casa «per un caso di sospetta positività al Covid». «Pochi minuti prima di iniziare la trasmissione – ha comunicato il conduttore – abbiamo ricevuto la notizia di un sospetto di positività al Covid di uno dei tre nuovi vip che sarebbero dovuti entrare. Questa situazione necessita di approfondimenti medici per la sicurezza della persona coinvolta e di chi sta nella Casa. Quindi questa sera i tre ingressi non ci saranno».

Negativo al tampone, muore di coronavirus in un reparto no-Covid: infettate 12 persone. «Familiari sconcertati»

Il suo tampone al coronavirus era negativo, ma lui era comunque malato di Covid-19 ed è morto a 41 anni: l’uomo, curato senza accorgimenti da una polmonite bilaterale dovuta al virus, ma che in precedenza aveva avuto diagnosi negativa, era stato dimesso dal reparto Covid di Sestri Levante e mandato all’ospedale di Lavagna in un reparto no Covid.

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Successivamente il 41enne, originario di Canosa in Puglia ma residente a Chiavari, è morto e gli accertamenti compiuti hanno stabilito che in realtà era positivo: il tampone era perciò un falso negativo. Otto pazienti e 4 operatori sanitari dell’ospedale di Lavagna sono risultati positivi e il reparto di Medicina è stato sgomberato e sanificato. Subito dopo la scoperta della positività, la Asl4 ha verificato che l’uomo era stato a contatto di medici, infermieri e pazienti nel reparto di Medicina senza accorgimenti.

I parenti sono «sconcertati», ha detto un operatore delle pompe funebri che si è occupato dei preparativi per il funerale. Solo l’insistenza del medico di famiglia, si è appreso, aveva consentito di ricoverare l’uomo a Lavagna, dopo le dimissioni da Sestri Levante. Il malato aveva infatti difficoltà a respirare e il medico chiedeva esami che si potevano fare solo in ospedale. Inoltre, l’uomo, un ex meccanico presso una officina di Chiavari, tempo fa aveva avuto un ictus che lo aveva praticamente immobilizzato.

Secondo quanto è stato possibile ricostruire dell’intera vicenda, il 41enne non si è sentito bene la settimana scorsa ed è stato portato dai parenti al pronto soccorso di Lavagna, dove gli è stata riscontrata una polmonite bilaterale. Un primo tampone ha dato esito negativo e, in attesa del secondo, l’uomo è stato trasferito al reparto Covid dell’ospedale di Sestri Levante. Qui è stato effettuato il secondo tampone, che ha dato esito negativo. Il paziente è stato quindi dimesso e mandato a casa.

Per le sue condizioni, però, come detto, è stato nuovamente ricoverato, questa volta a Lavagna, dove si è aggravato. È stato quindi spostato in una stanza singola, ma poco dopo è morto. Poi il trasferimento nella camera mortuaria di Lavagna a disposizione della famiglia e degli addetti alle onoranze funebri che hanno proceduto anche loro, come i sanitari, senza precauzioni. Il tampone fatto dopo la morte ha confermato che la polmonite bilaterale era stata una conseguenza del covid-19.