Cinque bambini trovati morti, la nonna accusa la mamma: «Li ha uccisi tutti». Poi ha tentato il suicidio

Dramma in Germania, dove cinque bambini sono stati trovati morti in una casa a Solingen, nel Nordreno-Vestfalia: a dare la notizia è l’agenzia Dpa, citando la polizia di Wupperthal. «Le indagini sono in corso e non posso aggiungere nulla», ha detto all’agenzia ANSA il portavoce della polizia di Wupperthal.

Le autorità hanno confermato la notizia del ritrovamento dei cinque bambini morti. «I corpi senza vita sono stati rinvenuti in una casa privata in Hasselstrasse a Solingen», ha aggiunto. La polizia non ha dato risposte per ora né sull’età dei bambini né sulle possibili circostanze dell’accaduto.

“UCCISI DALLA MAMMA” Secondo quanto scrive la Bild, le vittime sarebbero tutti fratellini, di 1, 2, 3, 6 e 8 anni: a chiamare la polizia sarebbe stata la nonna, dicendo che sua figlia, la mamma delle vittime, una ragazza di 27 anni, li avrebbe uccisi tutti per poi scappare con l’intenzione di suicidarsi. Sempre secondo la Bild, poco prima delle 14 la donna avrebbe poi tentato di togliersi la vita gettandosi sotto la metropolitana a Dusseldorf, a circa 35 km da Solingen: la 27enne sarebbe sopravvissuta anche se ferita gravemente. L’altro figlio, di 11 anni, è con la nonna.

Coronavirus, Bill Gates: «Ci saranno ancora milioni di morti, prima della fine della pandemia»

Preoccupa la previsione sul coronavirus di Bill Gates, che in tempi non sospetti era stato il primo a parlare di rischi legati alle epidemie. In un’intervista rilasciata all’Economist, ha dichiarato che «Ci saranno ancora milioni di morti, prima della fine della pandemia di Covid-19». Per il co-fondatore della Microsoft e filantropo della Fondazione Bill&Melinda Gates, che ha già devoluto più di 350 milioni di dollari alla lotta contro la pandemia, «la maggior parte di quelle morti non sarebbe causata dalla malattia in quanto tale, ma dal sovraccarico dei sistemi sanitari, e di economie già stressate e soprattutto nei Paesi poveri e in via di sviluppo».

Per Gates, che critica la politicizzazione della risposta americana al virus, nonché la diffusione di teorie del complotto, «per la fine del 2021 sarà avviata la produzione di massa di un vaccino abbastanza efficace, rendendo immune una quota dell’umanità sufficiente da bloccare la pandemia. Ma non basta: dobbiamo tutti spendere miliardi per ottenere il vaccino, per evitare i trilioni di danni che la pandemia sta facendo all’economia». Per scongiurare il rischio di milioni di morti in Africa e in India e anche le conseguenze economiche di nuovi lockdown, a causa dei quali potrebbero essere cancellati decenni di progressi nella lotta alla povertà, Gates chiede ai Paesi ricchi di «comprare vaccini per quelli poveri. Non è soltanto un calcolo altruistico: se alcuni Paesi resteranno bacini del virus, nuovi focolai di contagi continueranno ad apparire anche altrove. Se i vaccini avranno nei Paesi ricchi un costo abbastanza elevato da coprire le spese fisse di produzione – test clinici, costruzione di fabbriche e così via – il costo a margine delle forniture ai Paesi poveri sarebbe relativamente modesto, nell’ordine dei 10-12 miliardi di dollari totali».

Nella visione di Gates, «il grosso di questa spesa dovrebbe provenire dall’America, alla quale attribuisce anche ‘il voto massimo’ nella ricerca e nello sviluppo del vaccino, l’80 per cento dell’impegno globale. Spera che la prossima legge sul bilancio presentata al Congresso stanzierà fondi per i vaccini del mondo povero. Questo però dipenderà dalla politica, la cui polarizzazione ha complicato la risposta al virus, con problemi che gli altri Paesi non hanno. Perfino l’atto di indossare la mascherina è diventato una dichiarazione politica, più che l’adesione ai consigli degli esperti sanitari».

Bill Gates ritiene che «questa situazione rimarrà, anche se le elezioni di novembre portassero un cambio al vertice. Una volta persa la fiducia del pubblico, una volta che la politica dalla logica dei costi-benefici passa nel campo della lotta partigiana, invertire la tendenza non è facile. In una presidenza Biden il rifiuto di indossare la mascherina potrebbe diventare per i sostenitori di Donald Trump un modo per manifestare la loro rabbia. La mancanza di leadership in America ha danneggiato la lotta alla pandemia anche nel resto del mondo. L’unica superpotenza mondiale ha a lungo guidato l’impegno globale per la salute, e in sua assenza trovare il consenso diventa molto più difficile».