Marica Pellegrinelli in stile Tropical, la grande bellezza italiana dall’arte alla lingerie

La bellezza salverà l’Italia. E per farlo è necessario creare circuiti virtuosi, dialoghi fra le eccellenze del Bel Paese. Per esempio tra moda, turismo, arte. È questa l’idea di Gianluigi Cimmino, patron di Pianoforte, la holding cui fa capo Yamamay. Cimmino questo dialogo sulla bellezza lo ha intessuto con l’artista comasco Beppe Spadacini, designer di stoffe con l’amore per la natura e i mari del Sud, che ha creato le stampe per i tessuti di tutte le maison di grandi firme della moda.

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Suoi sono i motivi tropical e animalier celeberrimi di Gianni Versace, Missoni, Cavalli, Gianfranco Ferrè , Valentino. Spadacini è anche ispirazione per Tropical, la capsule collection nei 600 negozi del marchio, che respira proprio l’aria di mari del Sud del designer. Testimonial, Marica Pellegrinelli: «Mi è piaciuta subito lidea di poter rappresentare la sensualità e l’eleganza italiana», ha detto la modella.

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Esotismo e jungle, leopardato e foglie tropicali si mescolano. Ci sono il vestito lungo a sottoveste, il chimono con i maxi fiori, i pantaloni leggeri, la blusa animalier, la giacca con cintura, il body e il top perfetti anche per una cena o un cocktail, oppure indossati con un maglione over di cashmere. E poi anche la collezione Audax con il baby doll, il reggiseno con ricami o leopardato soft.

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Non solo. Spadacini, artista riservato e solitario, aveva un buen retiro a Como, a due passi dal lungolago. Il palazzo del XVI secolo era insieme studio, biblioteca e luogo dove conservare mobili, oggetti e opere d’arte raccolte per il mondo. Dalla frequentazione e dal piacere di conoscersi è nata l’idea della famiglia Cimmino di acquisire l’immenso patrimonio di idee, disegni (10mila), libri (cinquemila) e la stessa casa di Como. La dimora si è trasformata in un resort di cinque stanze nascoste alla vista, Suites&Atelier Lake Como. Ognuna con un nome che diventa il tema di arredo: Palma, Coloniale, Tropicale, Animalier, Chinoiserie.

Covid, la cravatta che si trasforma in mascherina e fa evitare le multe

La creatività e lo stile italiano. Un’accoppiata vincente, quasi imbattibile. E dal frutto di questa accoppiata vincente, alcune sartorie italiane, tra cui la Giannetti Camiceria Artigianale Italiana dalla cui pagina facebook è tratto il video, hanno inventato una cravatta con doppia finalità.

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Da una parte una bellissima cravatta di sartoria italiana, dall’altra – all’occorrenza – una mascherina perfetta con cui andare in giro senza paura di incorrere in multe. Insomma, avete dimenticato la mascherina a casa? Non avete voglia di tornare indietro e riprenderla? Questo tipo di cravatta è fatta proprio per voi: infatti il cosiddetto “codino”, la parte sottile finale della cravatta che si inserisce nel passante, si trasforma con un solo movimento, allargando i due lembi del codino, in una mascherina con tanto di elastici per fermarla dietro le orecchie. Bella, elegante, diversa da quelle chirurgiche o dalle sicurissime Fp2, la mascherina che deriva dalla cravatta può diventare il nuovo Must del manager rampante o dell’uomo che ama vestire sempre elegante.
E magari aiuta a vendere qualche cravatta in più che, di questi tempi, non è un male per nessuno.

Ana Laura Ribas lascia la tv: «Ho smesso di rispondere, ho capito che non era più il mio mondo»

Ana Laura Ribas spiega i motivi per cui ha deciso di lasciare la tv. Ana Laura Ribas da sei anni non è più sul piccolo schermo e ha cambiato completamente campo, aprendo un’agenzia che si occupa del mondo digital. La sua ultima apparizione in una puntata speciale di “Caduta libera” con Gerry Scotti.

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E’ lei che ha deciso di allontanarsi: “Sono sincera: il telefono non ha mai smesso di squillare, sono io che ho smesso di rispondere – ha spiegato in un’intervista a “Il Fatto quotidiano” – Quando ho capito che questa tv non era più il mio mondo. I ruoli erano stati definiti: in dieci fanno i conduttori, tutti gli altri gli opinionisti. Ogni volta che tornavo a casa da un’ospitata ero tra il depresso e il triste. Un giorno, cinque o sei anni fa, ho detto: “Basta, ho dato”. E mi sono ritirata”.

Ora ha un nuovo lavoro (“Da sei anni ho un’agenzia di digital e collaboro con diversi brand italiani e stranieri. Realizzo campagne pubblicitarie sul web, con marchi importanti di beauty, lusso e moda”), ma ha dovuto cambiare vita: “Ero davanti a un bivio: continuare a fare l’opinionista prezzemolina, perché per me sembrava non ci fossero altri ruoli, oppure inventarmi una nuova vita. La spinta me l’hanno data il mio compagno Marco Uzzo e un nostro amico, proprietario di un’agenzia di comunicazione. “Hai molti contatti, perché non li sfrutti?”. E così ho fatto”.

Del suo passato in tv ricorda molto bene una lite: “Fui convocata nell’ufficio di un direttore, non dirò se in Rai o Mediaset, e questo a un certo punto ci provò con me. Mi alzai e sbattendo la porta iniziai a urlare in corridoio: “Stronzo, per mi hai preso, non faccio la puttana!”. Scoppiò un caos, io continuai a lavorare e nessuno mi fece più avances. All’epoca non mi rendevo conto di uscire dai binari”.

Georgette Polizzi si racconta dopo Temptation Island: «La mia odissea tra violenze e malattia»

Il grande pubblico la conosce soprattutto per essere stata, nel 2016, una delle concorrenti di Temptation Island insieme al fidanzato Davide Tresse, diventato suo marito due anni più tardi. Ma Georgette Polizzi, stilista (suo è il brand GeorgettePol) e influencer da 600.000 followers, prima di diventare una donna di successo ha dovuto sopportare ingiustizie, maltrattamenti, discriminazioni. Un passato difficile e doloroso che racconta per la prima volta nel libro “I lividi non hanno colore” (Mondadori Electa).

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Perché ha scelto questo titolo?
«Perché sulla pelle nera i lividi non si vedono. Però sono segni che il tempo non può cancellare».

La principale responsabile di quei lividi è stata sua madre.
«Sì, mi ha picchiata fin da piccolissima. Adesso ho capito che era malata, ma quando sei bambina non lo capisci, pensi che quella rabbia sia la normalità, che tutti i genitori reagiscono così per punire i figli quando magari rompono qualcosa, credi di meritarle. A 15 anni sono finita in ospedale e mi hanno allontanata da lei: da quel momento sono cresciuta in una Casa famiglia».

Ha subito violenze solo tra le mura domestiche?
«No, per strada i compagni di scuola mi facevano cadere, mi tiravano i sassi in testa per il colore della mia pelle. Erano gli anni Ottanta, il razzismo era tanto. Mi sono resa conto di essere diversa a 6-7 anni, stavo malissimo. Probabilmente da lì nasce la mia voglia di rivalsa, di dimostrare agli altri che sapevo fare le cose come loro e forse ancora meglio di loro».

Pensa che il razzismo sia sparito, da allora?
«No, c’è ancora, ma in maniera velata. Prendere posizione contro il razzismo fa moda, fa tendenza, e credo che tutti i post sulla morte di George Floyd siano state soltanto forme di esibizionismo».

Oggi combatte contro la sclerosi multipla. Cosa vuole dire a chi, come lei, ne è affetto?
«Che bisogna amare la vita e non buttarsi mai giù, perché in questo tipo di malattie i farmaci fanno molto, ma senza la testa non ci si riprende. Io da un giorno all’altro mi sono ritrovata paralizzata, ma con grande impegno e forza di volontà ho ripreso a camminare in quattro mesi. Se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque».

Che esperienza è stata Temptation Island?
«Una parentesi che mi ha dato la possibilità di farmi conoscere, di questo devo ringraziare quel programma, ma fare televisione non è una cosa a cui penso: io avevo un sogno e l’ho realizzato, ora ho un’azienda con dei dipendenti».

Jo Squillo, lite in diretta a Io e Te. Diaco sbotta: «Datte una calmata». Fan allibiti: «Finisce male»

Su Leggo.it gli ultimi aggiornamenti. Jo Squillo, lite in diretta a Io e Te. Diaco sbotta: «Datte una calmata». Fan allibiti: «Finisce male». Oggi, la cantante ed esperta di moda è stata ospite nel salotto di Rai 1 per ripercorre i suoi vent’anni di carriera. Ma fin dall’inizio dell’incontro, i follower su Twitter avrebbe notato una certa durezza nelle domande poste da PierLuigi Diaco.

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Jo Squillo ha esordito regalando una torta vegana a Diaco per il suo compleanno e parlando della sua vita senza carne e derivati animali. Il conduttore ha commentato così: «Rispetto il tuo pensiero, ma non lo condivido. Non sopporto i vegani che fanno la lezioncina sul mangiare». Non è tutto.

La cantante ha parlato delle sue dirette Instagram durante il lockdown e ha recitato alcuni degli slogan simbolo dei suoi show social. Ma il conduttore non avrebbe apprezzato la velocità con cui Jo avrebbe ripetuto gli slogan. «Datte una calmata». Poi, l’artista ha ricordato in lacrime la morte dei suoi genitori poco prima del suo ingresso all’Isola dei Famosi e Diaco avrebbe commentato: «Il dolore bisogna viverlo, non fingere che vada tutto bene davanti alle telecamere. Chi ha dato la notizia della morte dei tuoi alla stampa?».

Infine, il conduttore ha chiesto a Katia Ricciarelli cosa facesse negli anni 80 quando Jo Squillo esplodeva come cantante: «Cantavo nei più grandi teatri internazionali davanti a principi e principesse, ma niente di che». La stessa domanda all’ospite: «E tu cosa facevi?».

Immediati i commenti dei follower su Twitter. «Ma perché la tratta così?». E ancora: «Finisce in lite». Nel mirino dei social anche il paragone con Katia Ricciarelli: «Non elegante». Tra i commenti, c’è chi apprezza l’aplomb mantenuto da Jo Squillo: «Sempre gentile ed educata».

Chiara Ferragni e la foto al bar, i fan non perdonano: «La mascherina è già passata di moda?»

Nel mondo dei social una cosa è certa: i fan non perdonano alcuna leggerezza. E Chiara Ferragni lo sa bene. Qualche scatto fotografico può facilmente diventare veicolo di insulti o una ramanzina. «La mascherina è già passata di moda?», è uno dei commenti dei follower della influencer più celebre d’Italia (e non solo) alle foto che la ritraggono al bar con in mano un bicchiere che sembra caffé freddo. «Se la foto te la fai con la mascherina non si offende nessuno eh», aggiunge un altro utente.

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Sicuramente indossare la mascherina è un motivo di sicurezza per se stessi e per gli altri, soprattutto dopo i non proprio esemplari comportamenti ravvisati nelle piazze italiane e in seguito alle polemica, spesso eccessiva, sulla movida dei giovani. Ma in questo caso ci sono due elementi validi per cui possiamo perdonare alla Ferragni il mancato utilizzo della mascherina.

Il primo è che la moglie di Fedez nell’immagine è sola, quindi non vi sono problemi di distanziamento e tutto sommato parliamo di uno scatto. La seconda è che la Ferragni è seduta al bar con un bicchiere davanti: chi di voi è in grado di bere un caffé, un cocktail o una semplice bevanda con la mascherina? Nessuno, è la risposta. Per questo motivo è permesso toglierla in questi momenti e durante le cene al ristorante.

E infatti in molti la difendono: «Per fare le foto è obbligatorio indossare la mascherina?», risponde una fan alle critiche piovute. E tutto sommato non possiamo che essere d’accordo.

Victoria Beckham chiede i fondi “coronavirus” al governo, nonostante un patrimonio da 335 milioni di sterline

Alcuni tabloid inglesi l’hanno attaccata duramente. Il motivo? Victoria Beckham ha estromesso 30 membri dello staff dal suo impero della moda in difficoltà, cercando il sostegno del governo. Nonostante un patrimonio netto di 335 milioni di sterline (circa 384 milioni di euro). Senza preavviso, con una lettera formale, l’ex Spice Girl ha comunicato a trenta dei suoi dipendenti di aver ridotto all’80% il loro salario mensile.

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Secondo il The Mirror e il Sun, Victoria, sarebbe ricorsa agli ammortizzatori sociali istituiti del governo inglese. La moglie di David Beckham avrebbe fatto richiesta di potervi accedere: l’80% degli stipendi dei suoi dipendenti sarebbero interamente pagati dai contribuenti inglesi. Ma non è tutto, come segno di solidarietà ai lavoratori l’ex Spice ha rinunciato al suo salario.

Un portavoce della signora Beckham ha dichiarato al Mirror: Stiamo lavorando duramente per garantire che il nostro prezioso team di Victoria Beckham sia protetto durante questo periodo instabile, mantenendo la nostra attività in buona salute». Ma la crisi del marchio di Vicky – nato nel 2005 – non è recente. Nel 2019 la sua azienda aveva registrato perdite da milioni di sterline, crisi che l’aveva costretta a licenziare dipendenti. Poi,pochi mesi più tardi, il licenziamento del direttore generale e di altre dieci manager. E oggi gli esperti danno il suo store di Hong Kong quasi per spacciato.

Ma le critiche all’imprenditrice non sono mancate. Sui social qualcuno ha fatto le pulci a Victoria che oggi dispone di un patrimonio immobiliare di 62 milioni di sterline (70 milioni di euro), di una collezione di borse da 1,5 milioni di sterline. E recentemente ha speso 22 milioni di euro per una nuova casa a Miami assieme a David Beckham e ben 100.000 sterline per la sua recente festa di compleanno.