Nori, il cane dal volto umano diventa una star del web con migliaia di follower

C’è chi lo ha chiamato “il cane dal volto umano”. La sua foto, ormai virale nel web, non è stata ritoccata: ha un musetto che ricorda una persona. Lui è Nori, un Aussiepoo e vive a Seattle, negli Stati Uniti. E’ un misto tra un barboncino e un Toy Australian Shepard.

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Ha grandi occhi color nocciola e labbra che sembrano comporre un sorriso dai tratti umani. Per Kevin e Tiffany, i suoi proprietari, ormai è un’abitudine vedere come il loro cagnolino attiri l’attenzione. Sui social è diventato una star, tanto da avere un suo profilo Instagram.

“Quando era un cucciolo, non potevamo fare più di un isolato senza che qualcuno ci fermasse a fare domande su di lui”, commenta Kevin, secondo quanto riporta il quotidiano britannico Daily Mail spiegando come ciò sia diventato “meno frequente” da quando è invecchiato. “Ma spesso sentiamo ancora parlare dell’aspetto umano del suo viso e dei suoi occhi”, prosegue, sottolineando che “quando era un cucciolo, la sua pelliccia era molto più scura, e spesso veniva paragonata a Chewbacca o a Ewok, personaggi di Star Wars”.

Su Instagram Nori riceve valanghe di commenti. Ed è sua “madre”, Tiffany, a raccontare come sia “incredibilmente dolce e cordiale, molto energico e giocoso”.
Da circa un anno la coppia ha preso un altro cane in casa, Boba. E’ un misto tra uno Yorkshire e uno Shih-tzu. Sono diventati amici ma Nori è più energico e vitale di lui. Così, ogni tanto, fa infastidire il suo nuovo amico.

Emanuela Orlandi, trovate migliaia di ossa al Cimitero Teutonico: «Non tutte di adulti»

“Sono state ritrovate migliaia di ossa, lunghe piccole e frammentate”. A dirlo è stato il genetista della famiglia Orlandi Giorgio Portera, parlando dei primi esami e della repertazione dei materiali ossei, contenuti nei due ossari individuati sotto la pavimentazione di un’aerea all’interno del Pontificio Collegio Teutonico. Servirà una diagnosi strumentale per capire se si tratta di ossa che risalgono a decine di anni o centinaia di anni fa. Sono molte tipologie, molte craniche, di adulti ma anche no”.

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“Il caso è assolutamente aperto” ha detto il genetista della famiglia Orlandi Giorgio Portera. “Dobbiamo capire se all’interno del teutonico ci siano le ossa del teutonico o anche altre ossa. Ritengo necessario che all’accertamento scientifico segua un accertamento documentale su un registro dei movimenti che ci sono stati all’interno del cimitero altrimenti è’ difficile districarsi in un numero così elevato di reperti”. Alle operazioni ha partecipato anche l’avvocato della famiglia Orlandi Laura Sgrò entrata in Vaticano qualche minuto prima delle 9 insieme Portera e a Federica Orlandi, la sorella di Emanuela, la 15enne cittadina vaticana scomparsa in circostanze mai chiarite il 22 giugno 1983.

Le analisi dei resti, che potrebbero appartenere alle due principesse delle tombe vicine, Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Mecklenburgo, si sono concluse oggi poco dopo le 15 subito dopo l’apertura degli ossari, e proseguiranno sabato 27 luglio alle 9 come fa sapere il direttore ad interim della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti. “Giovanni Arcudi e il suo staff, alla presenza del perito di fiducia nominato dalla famiglia Orlandi- hanno portato alla luce i resti presenti negli ossari che sono stati sottoposti a una prima valutazione”.

“Con questa nuova attività peritale – dopo le operazioni dell’11 luglio scorso – si evidenzia ancora una volta la disponibilità della Santa Sede verso la Famiglia Orlandi. Disponibilità dimostrata – ribadisce Gisotti – fin dall’inizio, nell’accogliere la richiesta di verifiche nel Campo Santo Teutonico pur sulla base di una mera segnalazione anonima”. Secondo quanto ha disposto il promotore di giustizia vaticano, spiega ancora Gisotti, “le operazioni peritali proseguiranno sabato 27 luglio alle 9 con una approfondita analisi morfologica dei reperti contenuti negli ossari”. Si ricorda che la scorsa settimana erano state aperte due tombe sempre nell’ambito delle incombenze istruttorie della vicenda della ragazza figlia di un commesso vaticano scomparsa 36 anni fa. Le tombe, che appartenevano a due principesse, erano state trovate vuote. Quindi il ritrovamento di due ossari nel cimitero Teutonico che hanno fatto ipotizzare lo spostamento dei resti delle principesse in seguito a interventi strutturali che nel tempo sono stati fatti nelle due tombe del cimitero vaticano.

In piazza del Sant’Uffizio questa mattina sono arrivati anche Sandro Masetti, Renata Grattoni e Cinzia Di Florio, tre amici di Pietro Orlandi e attivisti della pagina Facebook ‘petizione.emanuela@libero.it’ (VIDEO): “Noi vogliamo il dossier, chiediamo verità e giustizia. Se oggi non si troverà nulla nel cimitero noi continueremo. Emanuela Orlandi è diventata il simbolo di tutti gli scomparsi. Pietro dà luce a chi vive nella disperazione”. “Sono 36 anni che aspettiamo la verità – ribadisce Masetti – quando il Vaticano vede questa maglietta sulla quale è ritratta Emanuela, se deve sentì male”.