Addio Camilleri, papà di Montalbano: ma le sue opere restano immortali

È morto Andrea Camilleri, l’Omero gentile che ha raccontato la sua Sicilia in una lingua straordinaria. Lo scrittore 93enne si è spento ieri mattina a Roma all’ospedale Santo Spirito, dov’era ricoverato dallo scorso giugno a causa di una crisi respiratoria. «Le condizioni sempre critiche di questi giorni – si legge nel bollettino – si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali».

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L’ultimo saluto a Camilleri sarà oggi a Roma, dalle 15, al Cimitero Acattolico per gli stranieri nel quartiere Testaccio (via Caio Cestio 6). Per volontà dello scrittore e della sua famiglia non ci sarà camera ardente e il funerale si svolgerà in forma privata. Solo dopo sarà reso noto il luogo della sepoltura.

Camilleri, nato il 6 settembre 1925 a Porto Empedocle (Agrigento) – già sceneggiatore e regista – esordisce come scrittore nel 1978, ma la grande popolarità arriva nel ’94 con La forma dell’acqua, il primo romanzo poliziesco con il commissario Montalbano. Da allora l’intellettuale – dall’aplomb tenero ma vigoroso nelle sue battaglie sociali – non ha più smesso di impastare realtà e fantasia, raccontando in una lingua straordinaria, il “vigatese”, il connubio tra potere e malavita.

Il maestro siciliano ha continuato a raccontare storie fino alla fine, con una produzione di cento romanzi e 31 milioni di copie vendute. «Sono cieco – spiegava – ma tutti gli altri sensi vanno in soccorso».

Lo scorso anno è salito sul palcoscenico del Teatro Greco di Siracusa per impersonare Tiresia, l’indovino tebano cieco che nell’Odissea indica a Ulisse la via del ritorno. In questi giorni, preparava il debutto alle Terme di Caracalla, con lo spettacolo Autodifesa di Caino.

Tanti i messaggi di cordoglio. «Andrea Camilleri – ha commentato il presidente della Repubblica Mattarella – lascia un vuoto nella cultura italiana». Per il premier Conte «perdiamo un intellettuale che ha saputo parlare a tutti». Commosso il saluto di Luca Zingaretti, volto del commissario in tv: «Ogni volta che dirò ‘Montalbano sono’ sorriderai sornione. Addio maestro e amico».

Malore per il regista Tinto Brass: grave in terapia intensiva

Il regista Tinto Brass, di 86 anni, è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di Roma a causa di una febbre improvvisa. Attualmente è in terapia intensiva e la prognosi è riservata. A chiamare i soccorsi è stata la moglie, Caterina Varzi, che era con lui quando ha avuto il malore nella notte. Nel 2010 Brass, che è considerato il maestro del cinema erotico italiano, era stato colpito da ictus.

“Fino all’ora di cena tutto bene, poi gli è salita la febbre e alla fine ho dovuto chiamare un’ambulanza perché stava male”, ha raccontato la moglie del regista a Il Corriere della Sera. “Ora i medici stanno facendo alcuni accertamenti, si tratta di un momento delicato e deve stare sotto osservazione”, ha aggiunto.

Il bollettino dei medici: “E’ vigile e collaborante” – Il bollettino medico diffuso riguardo le condizioni di Brass parla di “discrete condizioni generali”. Il regista “è vigile e collaborante”. Ulteriori esami sono tutt’ora in corso.