Moda, i pantaloni made in Italy che esaltano il lato B: stop alle imitazioni

Concepiti per esaltare le forme del “lato B”. Era il 2012 quando sono stati ideati in Italia e lanciati sul mercato i pantaloni in jersey dalle impareggiabili proprietà modellanti. Un’idea rivoluzionaria, che ha avuto ben presto degli imitatori. Con una recente sentenza, l’Alta Corte di Londra ha sancito una nuova violazione del brevetto italiano da parte di un’azienda britannica…

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UNA VITTORIA PER L’ITALIA – La vicenda è quella legata a WR.UP®, l’iconico pantalone dall’effetto modellante creato e messo in distribuzione nel 2012 da Carlo Freddi, fondatore di Freddy. Con il diffondersi nella moda dello “shapewear” e le richieste crescenti di modelli che esaltano le forme, il brand ha avuto ben presto degli imitatori. Il marchio italiano si è visto, infatti, coinvolto in una battaglia legale durata due anni con Hugz Clothing, in merito a una linea di jeans firmata dall’azienda inglese. Secondo una sentenza dell’Alta Corte londinese pubblicata il 19 novembre scorso, l’impresa di Liverpool ha cercato di copiare il design del jeans di creazione italiana. E non per la prima volta: le due parti, infatti, avevano risolto un’analoga controversia per un’altra linea lanciata dallo stesso marchio britannico già l’anno precedente. Nella sentenza, il giudice ha anche evidenziato che la gamma Freddy WR.UP® è venduta in più di 40 Paesi, con un volume di vendite globale di quasi 19 milioni di sterline nel 2016.