Harry e Meghan privati di titoli e cariche dalla Regina Elisabetta. «Ha inviato una lettera»

I duchi di Sussex, Harry e Meghan, sono stati ufficialmente privati dalla regina dei loro titoli di patroni di una serie di attività affidate in quanto membri della famiglia reale e – nel caso del secondogenito di Carlo e Diana – anche di ruoli onorifici militari.

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Lo ha annunciato Buckingham Palace, precisando che Elisabetta II lo ha comunicato loro «in una lettera dopo una conversazione con il Duca» nella quale Harry ha confermato definitivamente la rinuncia allo status di membri senior della Royal Family annunciata clamorosamente l’anno scorso in nome di una maggiore autonomia e il trasferimento per ora in America.

La rinuncia al ruolo di membri senior della Royal Family britannica, e la conseguente perdita formalizzata oggi di una serie di incarichi di patronato e di titoli militari onorifici, non impedirà ai duchi di Sussex di restare «impegnati a volgere i propri doveri» e a compiere attività di «servizio per il Regno Unito e in giro per il mondo. Lo sottolinea un portavoce di Harry e Meghan. I duchi fanno inoltre sapere d’aver »offerto di continuare a sostenere le organizzazioni« patrocinate finora anche senza avere più ruolo ufficiali. »Tutti possiamo vivere una vita di servizio – concludono secchi -. Il servizio è universale«.

Fedez e il dito medio al Codacons che gli chiede 250mila euro, la replica: «Se prende l’Ambrogino ricorriamo al Tar»

Nuovo botta e risposta tra Fedez e il Codacons. Al rientro sui social, il cantante aveva mostrato nelle stories su Instagram la richiesta di un pagamento superiore a 250mila euro da parte dell’Associazione dei Consumatori e aveva risposto con un dito medio. La replica del Codacons non si è fatta attendere e in una lettera al sindaco di Milano, Beppe Sala, ha fatto sapere che se ai Ferragnez andrà il riconoscimento dell’Ambrogino d’oro ci sarà il ricorso al Tar.

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LA LETTERA AL COMUNE DI MILANO «Se l’Ambrogino d’oro sarà assegnato ai Ferragnez o ad altri soggetti che rappresentano modelli diseducativi per i giovani, il Codacons presenterà ricorso al Tar. E per la prima volta, il riconoscimento conferito dal Comune di Milano finirà dinanzi alla giustizia», scrive il Codacons commentando la candidatura di Fedez e Chiara Ferragni avanzata da alcuni consiglieri comunali.

«In nessun caso – spiega il Codacons – l’Ambrogino d’oro potrà essere assegnato a soggetti che si sono distinti per messaggi sbagliati e diseducativi diretti ai giovani. O che addirittura come nel caso dei Ferragnez sono stati coinvolti in provvedimenti dell’Antitrust per le raccolte fondi avviate con modalità ingannevoli. Ciò equivarrebbe infatti a premiare forme di illegalità riconosciute da una autorità indipendente, e rappresenterebbe un precedente pericolosissimo in Italia».

L’ATTACCO Poi il Codacons si sofferma sulla risposta di Fedez alla richiesta. «Senza contare – aggiunge l’associazione – le ultime bravate di Fedez che, solo poche ore fa, ha pubblicato una storia su Instagram dove, per l’ennesima volta, si abbandona ad insulti e gesti volgari contro il Codacons, al pari di un qualsiasi “teppista del Bronx”, incentivando così la pericolosa piaga dell’odio e della violenza su web e social network. Per tale motivo il Codacons ha scritto al sindaco Giuseppe Sala e a tutti i consiglieri comunali di Milano».

I 250MILA EURO Due giorni fa Fedez aveva mostrato nelle stories una lettera appena ricevuta in cui il Codacons lo invitava al pagamento di più di 250mila euro per non portarlo in tribunale. Puntando la videocamera verso la finestra aveva detto: «Avete visto? C’è un gabbiano». Una frase accompagnata dal dito medio, un gesto inequivocabile rivolto al Codacons che nasconde l’intenzione di non versare neanche un centesimo.

Lorella Cuccarini, la lettera d’addio a La Vita in diretta e lo sfogo contro Alberto Matano: «Maschilista e con un ego sfrenato»

L’addio di Lorella Cuccarini a La Vita in Diretta, praticamente ufficiale, adesso fa discutere. Oggi pomeriggio su Raiuno andrà in onda l’ultima puntata del contenitore pomeridiano dell’ammiraglia del servizio pubblico, che tornerà a settembre ma senza “la più amata dagli italiani” in conduzione. Infatti, in studio ci sarà il solo Alberto Matano. Infatti, Matano è considerato molto vicino al M5S, partito di maggioranza relativa in Parlamento e conseguentemente molto influnte nella rete ammiraglia rai, è uno dei conduttori di punta di viale Mazzini, in grande ascesa.

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La decisione era nota, i giornali l’avevano ampiamente anticipata. Oggi, però, la svolta: Lorella Cuccarini in una lettera inviata ai colleghi che hanno lavorato con lei in questi mesi si sfoga – senza mai nominarlo – contro il collega Alberto Matano con cui il rapporto non è mai decollato: la Cuccarini, nel testo della lettera, lo accusa di «maschilismo» e parla di «prevaricazioni». Un sorpresa anche per molti redattori del programma che pensavano che il rapporto tra i due si fosse “normalizzato” dopo alcune incomprensioni degli scorsi mesi. Una lettera esplosiva.

«Cari compagni di viaggio, è arrivato il momento dei saluti, ma prima vorrei condividere con voi ciò che questa avventura ha rappresentato per me – scrive la Cuccarini nella sua lettera – È stata la mia prima volta in un programma quotidiano così complesso. Di programmi televisivi ne ho fatti tanti, ma una ‘macchina infernale’ come quella di VID non l’avevo mai guidata. La prima volta (e speriamo l’unica) in cui abbiamo dovuto convivere con il dramma di una pandemia devastante. A proposito, grazie per il vostro coraggio. La professionalità la diamo per scontata, il coraggio no…», scrive.

Poi la lunga parte su un “lui” mai nominato che non si fa fatica ad identificare con Matano, di cui però non fa mai il nome. «C’è una ‘prima volta’ alla quale non ero preparata: il confronto con l’ego sfrenato e – sì, diciamolo pure – con l’insospettabile maschilismo di un collega di lavoro – scrive Lorella – Esercitato più o meno sottilmente, ma con determinazione. Costantemente. Talvolta alternato ad incredibili (e mai credute) dichiarazioni pubbliche di stima nei miei riguardi. So che tutto questo non devo certo ricordarlo a voi che eravate qui. E se si volesse cercare il perché di tutto questo, non sarebbe certo necessario rivolgersi alla Bruzzone».

Per la cronaca, la trasmissione ha sempre avuto buoni ascolti, anche durante la pandemia e il lockdown, e Lorella con i colleghi e la redazione ha avuto un ottimo rapporto: per alcuni di loro questo saluto è stato una sorpresa, perché non pensavano che il rapporto tra i conduttori fosse così burrascoso come descritto dalla Cuccarini. Il cui addio, di cui si era parlato già nei mesi scorsi, arriva anche a causa delle sue posizioni sovraniste dello scorso anno. «Ora la missione è compiuta e saluto il programma», scrive rendendo chiaro il messaggio.

«Malgrado tutto, mi ritengo fortunata per due motivi: perché in questi mesi ho avuto il privilegio di poter fare vero Servizio Pubblico e perché, in tutta la mia vita, ho conosciuto prevaricazioni di questo tipo solo ora, a 55 anni. Niente al confronto di molte donne che hanno sperimentato questa realtà fin da subito senza avere neppure la forza di opporsi o di parlarne. Malgrado tutto però è stato bello condividere questi mesi con voi – conclude la ex ‘più amata dagli italiani’ – Non so dove, non so quando, magari ci ritroveremo… Grazie di cuore a tutte le anime belle che ho incontrato. Vi abbraccio, Lorella Cuccarini».

Papa Francesco, la battuta infelice al telefono col ragazzo autistico: «Ci rivedremo all’inferno»

Una battuta insolita e forse un po’ infelice per Papa Francesco. Il Pontefice, dopo aver chiamato al telefono un ragazzo autistico che gli aveva scritto una lettera, si è congedato infatti così: «Forse ci rivedremo all’inferno». Ecco cosa è successo.

Andrea, affetto da autismo, vive a Caravaggio (Bergamo) insieme alla mamma, al papà e al fratello maggiore. La sua è una famiglia molto religiosa e questo ragazzo non perde mai la messa in streaming di Papa Francesco da Santa Marta. Andrea aveva scritto a Papa Francesco, raccontando le difficoltà della vita al tempo del coronavirus, che influiscono anche sulla messa. Il Pontefice, come scrive anche franca Giansoldati sul Messaggero, ha quindi deciso di inviargli una papalina e ha chiamato la sua famiglia per parlare con lui, invitando tutti in Vaticano a fine emergenza.

«È vero, in questi tempi difficili non è possibile scambiarsi un segno di pace dandosi la mano, ma chi assiste alla messa lo fa con un cenno del capo» – ha rivelato Papa Francesco ad Andrea – «Vi benedico tutti, voi pregate per me». La mamma di Andrea, a quel punto, replica così al Papa: «Grazie Santità, noi preghiamo per lei ma lei non ne ha bisogno, è già un santo». E il Pontefice risponde subito: «Ma Dio mio, forse ci rivedremo all’inferno». Una battuta spiazzante e poco chiara, che potrebbe presto far discutere.